Milano, 10 luglio 2018 – Un tavolo istituzionale e poi un confronto tra alcuni operatori in rappresentanza dell’intero settore: un mercato, quello dei Buoni Pasto, che in Italia oggi vale circa 3 miliardi e la cui la filiera rappresenta lo 0,72% del PIL Italiano, creando 190mila posti di lavoro tra lavoro diretto e indiretto[1].

L’evento, organizzato da ANSEB, l’Associazione Nazionale Società Emettitrici Buoni Pasto che rappresenta circa il 80% di tutto il mercato italiano, ha avuto l’obiettivo di confrontarsi sullo stato del settore e sulle proposte virtuose per far crescere il sistema, portando valore a tutti gli stakeholder. Il tavolo istituzionale ha visto un’analisi del mercato e delle potenzialità di sviluppo da parte del Presidente di ANSEB Emmanuele Massagli, dell’Economista dell’Università di Genova Luca Betrametti, del Segretario Nazionale ADICONSUM Andrea Di Palma, del Vice Presidente FIPE Aldo Mario Cursano e del Segretario Regionale CISL Lombardia Paola Gilardoni.

I dati presentati chiariscono l’importanza del settore del buono pasto per il mercato italiano: sono circa 2,4 milioni i lavoratori che oggi usufruiscono dei buoni pasto, di cui 1,6 ml di lavoratori nel settore privato e 900mila nel settore pubblico. Il 40% dei lavoratori che pranza fuori casa per lavoro usa il buono pasto, che viene utilizzato nel 70% dei casi in bar, gastronomie e ristoranti e, per il restante 30%, nella grande distribuzione.

La detassazione del buono pasto elettronico in vigore dal 1° luglio 2015 ha comportato un “guadagno” per il lavoratore di 1,71 euro a pasto; circa 380/400 euro all’anno. Gli esercizi convenzionati sono circa 150mila e si stima che il 40% dei loro introiti derivino dall’utilizzo del buon pasto da parte dei lavoratori per una pausa pranzo sana e nutriente.


“Il mercato del buono pasto in Italia è solido e sempre più moderno”
ha dichiarato Emmanuele Massagli – Presidente ANSEB. I principali centri di ricerca dedicati al welfare confermano come il buono pasto sia benefit preferito dai lavoratori. La defiscalizzazione fino a 7 euro del voucher elettronico, entrata in vigore tre anni fa, sta conseguendo i risultati sperati: tecnologizzazione dei servizi, diminuzione degli abusi, velocizzazione dei tempi di pagamento agli esercenti, maggiore reddito in tasca ai lavoratori. Sarebbe però un errore fermarsi a questo punto: l’obiettivo di ANSEB è quello di dialogare con il Legislatore, i sindacati, i piccoli esercenti, la grande distribuzione, le imprese clienti e i consumatori, affinché questo mercato sia sempre più fluido, trasparente ed efficiente. Non è un’intenzione teorica, perché sappiamo come conseguire l’obiettivo: in primis, innalzando a 9 euro la soglia di defiscalizzazione del buono pasto elettronico, in quanto occorre confermare le politiche che funzionano; in secondo luogo, è importante proteggere gli esercenti da operatori scorretti, immaginando dei fondi di garanzia a loro tutela e chiarendo per via legislativa le caratteristiche che devono avere le società di emissione dei buoni pasto. Inoltre, sarebbe importante la creazione di un tavolo di lavoro nazionale che coinvolga tutta la filiera del servizio sostitutivo di mensa; da ultimo, è necessaria una revisione dei criteri di valutazione delle offerte nelle gare pubbliche. Senza il buono pasto il lavoratore ha meno possibilità di usufruire di una pausa pranzo sana ed è più povero, quindi: perché non promuoverne la maggiore diffusione possibile?”

Luca Beltrametti – Economista dell’Università Genova, ha illustrato gli elementi positivi da valorizzare nel sistema dei Buoni Pasto e, in particolare, la fiscalità generale. “Il sistema dei buoni pasto ha ampi spazi di crescita e ha effetti importanti, sia in termini di sostegno alla domanda aggregata – e quindi al reddito e all’occupazione – sia in termini di sostegno alle piccole e medie imprese. Queste ultime dispongono infatti di uno strumento che permette loro di non essere discriminate, visto che le loro dimensioni rendono del tutto anti–economica la gestione di una mensa aziendale. I buoni pasto forniscono un sostegno indiretto a luoghi (bar, piccole trattorie,  gastronomie, rosticcerie), che sono profondamente legati alla cultura italiana e a stili di vita tipici del nostro paese nelle loro ricchissime declinazioni regionali. Un’eventuale maggiore diffusione dei buoni pasto tra i redditi più bassi avrebbe inoltre un significativo impatto perequativo dal momento che il beneficio fiscale è percentualmente maggiore per i redditi inferiori.”

“Quello dei buoni pasto è un sistema complesso che può risultare virtuoso solo grazie ad un impegno collegiale su diversi fronti, in primis per favorire un pieno riconoscimento del valore facciale del buono lungo tutta la filiera. In quest’ottica gli Stati Generali del Buono Pasto sono un’importante occasione per tutti di fare il punto sull’andamento del sistema e verificare insieme le criticità da risolvere, a partire dai meccanismi delle gare d’appalto per l’aggiudicazione del servizio sostitutivo di mensa su cui è opportuna una riflessione. – ha detto Aldo Mario Cursano, Vicepresidente Vicario Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – Proprio con questo spirito Fipe ha voluto inaugurare un nuovo corso grazie all’avvio dello sportello “Sos Buono Pasto”, con cui la Federazione si mette a disposizione degli esercenti per segnalare in modo tempestivo alle società emettitrici di buoni pasto possibili criticità nei servizi, per agevolare risposte e interventi più rapidi. Un approccio basato sulla volontà di migliorare le procedure, proteggendo la nostra categoria da eventuali disservizi e segnalando alle stazioni appaltanti le possibili inadempienze utili a definire un rating reputazionale in fase di gara.”

 

Era presente all’incontro anche l’ADICONSUM (Associazione Difesa Consumatori), con Andrea di Palma – Segretario Nazionale, che ha affermato: “Il buono pasto è ormai da anni un imprescindibile strumento integrativo al reddito di milioni di italiani. Occorre tutelarne l’integrità del valore e difendere i consumatori da quanti operano sul mercato creando disservizi. Lo strumento della gara d’appalto al massimo ribasso, prevista per esempio nella Pubblica Amministrazione, se non riformata nel senso di coniugare economicità e sostenibilità di erogazione del prodotto ticket, rischia di creare disagi, neanche indifferenti, a quanti sono poi i veri clienti del servizio e cioè i consumatori.”

“L’utilizzo del Buono Pasto, prima forma di welfare aziendale, oggi rappresenta una tra le tutele aziendali contrattuali più richieste ed apprezzate dai lavoratori. – ha evidenziato Paola Gilardoni, Segretario Regionale CISL Lombardia – Potremmo riconoscerne anche un valore sociale: al suo utilizzo potremmo collegare progetti di educazione alimentare, contrasto allo spreco e recupero e delle eccedenze, secondo un condiviso principio di responsabilità sociale.”

A seguito della tavola rotonda istituzionale, alcuni operatori di settore in rappresentanza del mercato (CIRFood, Day, Edenred, Pellegrini e Sodexo), sono intervenuti per illustrare la loro idea di sviluppo del sistema.


“Il mercato del buono pasto è sano e ha ancora grandissime potenzialità di crescita
ha dichiarato Luca Palermo, Amministratore Delegato di Edenred Italia – Nell’ultimo anno il mercato ha portato al 19% la quota dei lavoratori che beneficia del buono pasto: il gap da colmare è ancora ampio e la collaborazione e il lavoro congiunto degli emettitori è fondamentale per far sì che più beneficiari possibili abbiano accesso a questo benefit. Riteniamo che il tavolo di lavoro aperto oggi da ANSEB sia un segnale estremamente positivo nella direzione di un comparto coeso e desideroso di sostenere tutti gli attori del sistema. Il buono pasto è, infatti, uno strumento per abbassare il cuneo fiscale, che consente alle aziende di dare un aumento di retribuzione – potendo usufruire di una defiscalizzazione – e ai lavoratori di beneficiare praticamente di una mensilità in più. In questo scenario, il digitale è un moltiplicatore: è determinante per limitare gli abusi ed “educatore” ai pagamenti tracciati. Edenred, in qualità di leader di mercato, sta lavorando molto sul fronte esercenti, per offrire sempre più servizi, dalla fatturazione elettronica, ai progetti sulla sana e corretta alimentazione, sino alla dematerializzazione del buono pasto cartaceo per favorire il passaggio al digitale. Un altro punto fondamentale sul quale stiamo lavorando come sistema è la protezione del mercato: creare un organismo di controllo con relativo rating per gli emettitori e un fondo di garanzia a tutela degli esercenti”.

“La Pellegrini, azienda a capitale interamente italiano, è leader nei settori di Ristorazione, Gestione del Welfare Aziendale e Buoni Pasto e dà lavoro a circa 8.000 persone in Italia e all’estero. Nasce nella ristorazione 53 anni fa ed anche nella gestione dei buoni pasto pone al centro della sua strategia commerciale il rapporto equilibrato con i clienti ed i partner convenzionati, facendo della sostenibilità economica il suo elemento distintivo. – ha sottolineato Cristiano Sormani, Direttore Commerciale Pellegrini nel suo intervento – Infatti Pellegrini è impegnata a offrire al mercato prodotti unici e di qualità e a costruire accordi virtuosi con tutte le parti interessate. Anche in tema di sostenibilità ambientale, già nel 2009, per prima, ha introdotto la de-materializzazione dei buoni cartacei, ed è l’unica oggi ad utilizzare un sistema interoperabile per la gestione del buono elettronico, grazie ai POS bancari.”

“La mission di Sodexo è da sempre fornire servizi per la qualità della vita con un’attenzione forte alla reale sostenibilità del business per tutti gli attori coinvolti nella filiera. In particolare nel settore dei buoni pasto all’interno del contesto italiano è necessario contribuire fattivamente alla diffusione del servizio  e alla valorizzazione dei benefici per tutti gli stakeholder, attraverso innovazione, ricerca e dialogo con grandi aziende e PMI – ha spiegato Sergio Satriano – Managing Director di Sodexo Benefit&Rewards ServicesI recenti interventi normativi – l’innalzamento del tetto di defiscalizzazione per le card e la nuova regolamentazione degli sconti – vanno nella direzione auspicata. Ma tutto questo non basta: suggeriamo di proseguire il lavoro insieme ad un tavolo comune che riunisca le associazioni di tutti gli operatori della filiera, cercando di individuare gli standard più sostenibili per l’accettazione dei buoni digitali, le azioni per favorire la diffusione del servizio verso tutti i lavoratori e, allo stesso tempo, per dialogare attivamente con le istituzioni al fine di raggiungere ulteriori miglioramenti del quadro normativo di cui potrebbe beneficiare l’intera filiera”.

“Day ha l’obiettivo di rendere più leggera la vita di tutti i suoi stakeholders grazie a strumenti semplici e innovativi, che offrano vantaggi concreti e soddisfino tutti gli interlocutori dell’ecosistema – aziende, partner, utilizzatori – ottenendo risultati che la collocano ai vertici del mercato dei buoni pasto in Italia. Una gestione sana ed equilibrata come la nostra è in grado di garantire progettualità a medio lungo termine, fattore fondamentale per i nostri clienti che sanno di poter contare su un partner innovativo e sicuro. Il bilancio 2017 evidenzia, infatti, una crescita graduale e costante anche grazie agli investimenti continui nello sviluppo della rete e nella ricerca tecnologica con il sostegno a giovani startup e con lo sviluppo di progetti innovativi.” ha dichiarato Mariacristina Bertolini, Direttore Generale e Vice Presidente Day.

“Attraverso BluBe il nostro Gruppo esprime nel mercato dei buoni pasto due aspetti molto importanti oggi per le aziende che sono il frutto di una lunga storia del fare ristorazione organizzata in Italia: la cultura del cibo e l’attenzione al benessere delle persone” – ha concluso Valeria Platania, Key Account & Business Development BluBe“Sono aspetti che riteniamo di poter valorizzare in modo efficace grazie a una continua innovazione sia tecnologica, per la digitalizzazione del buono pasto, sia di modello, per un servizio di buono pasto elettronico e di mensa diffusa sempre più esteso ed efficace”.

Guarda il contributo di Luca Palermo

[1]Dati Università di Tor Vergata.