Il 2019 ha visto la conferma della crescita del Welfare Aziendale come strumenti di erogazione di beni e servizi capace sia di aumentare la produttività aziendale che di accrescere il benessere dei dipendenti.

Il nuovo Osservatorio Welfare 2020 a cura di Easy Welfare Edenred porta alla luce i dati sulla crescita e diffusione del welfare sul territorio italiano su un panel confrontabile di oltre 1.700 aziende che hanno implementato piani flexible benefit avvalendosi del provider Easy Welfare Edenred nel corso del 2019 che conta un bacino di utenza di oltre 470.000 utenti.
Uno spaccato ampio e trasversale che permette di fotografare i principali trend del settore, cogliere i dati di consolidamento, evidenziare i fattori di innovazione, sottolineare le criticità e definire un quadro completo ed esaustivo sullo stato del welfare aziendale annuale.

Dal 2016 in poi si è registrata una crescita esponenziale dei contratti integrativi che prevedono il premio di produttività: si è passati da 9mila a oltre 54mila contratti.
Il tasso di incidenza delle misure di welfare su contratti che includono il premio di produttività è aumentato dal 48% del 2018 al 57% del 2020.

Dall’Osservatorio emerge che ad oggi l’adozione di misure di welfare aziendale tramite flexible benefit risulta essere una strada percorsa principalmente da medie e grandi imprese. Tuttavia, vi è una considerevole crescita relativa alle realtà imprenditoriali di dimensioni più ridotte (entro 50 dipendenti), che rappresentano circa il 44% del campione analizzato.

La fotografia dell’Osservatorio 2020 indica al primo posto il finanziamento tramite liberalità del datore di lavoro, strumento che continua a rappresentare in massima parte il mezzo principale per finanziare le quote welfare; mentre circa un piano welfare su quattro è contraddistinto da una pluralità di fonti, ovvero un insieme tra liberalità, conversione del PdR ed erogazioni previste da CCNL.

Per quanto riguarda i servizi più utilizzati dai dipendenti, si confermano tra i primi quelli a rimborso: istruzione, sanità e integrazioni previdenziali.
Resta costante la crescita percentuale delle categorie di servizi ex Art. 100 TUIR e fringe benefit, che sono passati dal rappresentare il 28% della spesa complessiva di quote welfare nel 2017 al 41% circa nel 2019.

In linea generale il 2019 conferma dell’apprezzamento delle misure di welfare sia da parte delle aziende che dei dipendenti.
Per l’azienda un piano welfare di successo si traduce non solo in un risparmio fiscale, ma in una leva per attrarre risorse e trattenere i lavoratori con soluzioni in grado di creare soddisfazione e aumentare benessere e produttività. Per il lavoratore sono evidenti le opportunità di risparmio offerte, la possibilità di integrare il reddito e rispondere al divario salariale di genere, ma sempre più appare chiaro come il welfare si traduca in una concreta risposta ai bisogni di singoli e famiglie.

Nel 2020 questa componente integrativa e sociale del welfare apparirà ancora

più importante e presente alla luce dell’emergenza sanitaria ed economica che ha interessato il Paese e che il welfare aziendale può contribuire a risolvere e risollevare grazie alla sua capacità di sostenere contemporaneamente imprese e famiglie.