Dal settore metalmeccanico agli orafi e argentieri. Guida agli aggiornamenti attuali e futuri.

Anche le trattative in corso per i rinnovi dei CCNL scaduti o in scadenza hanno risentito dell’emergenza sanitaria. L’impegno e l’attenzione verso la ripresa e la messa in sicurezza delle attività produttive, il succedersi di indicazioni normative unitamente al ricorso a misure come la cassa integrazione da parte di numerose aziende hanno catalizzato l’attenzione delle parti. Questo non significa che ci si è dimenticati di trattamenti normativi ed economici dei lavoratori, ma come accaduto ad esempio per l’industria metalmeccanica si è scelto di procedere in continuità con quanto già definito nei precedenti accordi. Il welfare aziendale si inserisce quale elemento cruciale anche in questa fase e in attesa di rinnovo e integrazione dei contratti collettivi nazionali del lavoro, infatti il settore metalmeccanico procederà all’erogazione della quota welfare pattuita per l’anno precedente. Proprio il CCNL dei metalmeccanici nel 2017 è stato tra i primi a prevedere misure di welfare e questo trend si è poi diffuso anche in altre categorie come dimostrano i tanti rinnovi e nuovi accordi sottoscritti negli ultimi anni.

L’accordo con i sindacati per il rinnovo del contratto per l’industria metalmeccanica e della installazione di impianti ha previsto l’incremento a 200 euro lo scorso anno del valore spendibile in flexible benefits per ciascun dipendente e tale importo può essere destinato anche interamente alla previdenza complementare o alla sanità integrativa (Fondo Cometa o Fondo MetàSalute). A partire dal 1° gennaio 2020, il CCNL Metalmeccanico settore Industria è entrato in regime di ultrattività, continuando a produrre gli effetti definiti dalle norme contrattuali. Pertanto anche quest’anno le industrie del settore dovranno erogare ai loro collaboratori €200 in welfare aziendale.

Welfare ed emergenza: le prossime erogazioni

La tendenza a prevedere nella contrattazione collettiva una somma da destinare a quei beni e servizi che vanno ad integrare la retribuzione è rapidamente cresciuta negli anni scorsi, interessando settori produttivi diversissimi tra loro, favorita dagli sgravi fiscali e contributivi previsti. L’introduzione di misure di welfare a integrazione della retribuzione soprattutto con la delicata situazione generata dal Covid19 assumono una funzione sociale e divengono prestazioni fondamentali a supporto del mondo del lavoro, con una funzione di supporto concreto al reddito e alle esigenze quotidiane di lavoratori e famiglie.

Nel contratto per il personale delle Case di Cura e i Servizi Assistenziali e Socio Sanitari il welfare aziendale ha fatto il suo ingresso a marzo 2018 stabilendo che le aziende dovranno erogare annualmente ai loro collaboratori, fino al 2020, 200 euro sotto forma di beni e servizi di welfare e quindi una cifra utilizzabile per previdenza complementare, sanità, educazione-istruzione, assistenza buoni acquisto o voucher per i servizi e il tempo libero.

Continua il CCNL valido per gli orafi, argentieri e gioiellieri – ovvero un settore che riguarda 45mila occupati in Italia – che per il 2020 prevedere l’erogazione di 200 euro del 2020. Nei mesi scorsi è stato inoltre rinnovato anche il CCNL FIPE (pubblici esercizi, ristorazione collettiva e commerciale e turismo) che impone la definizione di un accordo integrativo tra le parti sociali sul premio di risultato da stipulare fra il 2018 e il 2021 e, in assenza di tale accordo, l’erogazione di una cifra di 140 euro a dipendente (riproporzionato per il part-time) da spendere in beni e servizi di welfare aziendale.

I margini di crescita per le categorie con i contratti scaduti

L’interesse e l’attenzione rivolta dai CCNL di settori produttivi molto diversi, come quelli sopra citati a titolo di esempio, dimostra come il welfare aziendale abbia ampi margini di sviluppo nella contrattazione di primo livello, e possa rappresentare un interessante elemento per molti contratti da rinnovare e attualizzare, soprattutto in questo momento delicato per l’intero mondo del lavoro. Per le molte categorie che attendono i rinnovi, il peso del welfare aziendale sembra destinato ad aumentare. Alla luce dell’emergenza COVID 19 e delle conseguenze economiche e sociali oggi il welfare aziendale può rappresentare un sostegno concreto ai dipendenti, alle loro famiglie e assumere un ruolo importante anche sui prossimi tavoli di rinnovo.