Carovita
12 Giu 2025

Per il 70% welfare e buoni pasto sostengono il potere d’acquisto

Forte balzo in avanti rispetto al 2024 del numero di dipendenti che considerano il valore dei benefit fondamentale per contrastare il caro-vita. Evidenza confermata anche da chi non ha a disposizione un piano di welfare aziendale: oltre il 60% lo considera, infatti, un supporto concreto.
welfare e buoni pasto

Il 71% dei lavoratori considera il welfare aziendale uno strumento efficace per sostenere il potere d’acquisto. Percezione in netto miglioramento rispetto al 55% dello scorso anno e condivisa, con percentuali vicine, sia dai lavoratori che beneficiano di un piano welfare sia da coloro che non ne usufruiscono. È quanto emerge dalla ricerca BVA Doxa sul sentiment dei dipendenti per l’Osservatorio Welfare 2025 di Edenred.

I buoni pasto come sostegno al reddito. Il 68% dei dipendenti considera il buono pasto come una forma di sostegno al reddito, dato in crescita rispetto al 67% del 2024. In particolare, si conferma la sua utilità non solo per la pausa pranzo ma anche come contributo per fare la spesa. Tra coloro che evidenziano percentuali sopra la media figurano i dipendenti che beneficiano di buoni pasto (75%) e di piani di welfare aziendale (73%). Il 53% dei lavoratori inoltre considera i buoni pasto una forma integrativa rilevante per i pasti consumati in pausa pranzo.

Dipendenti senza welfare aziendale: cosa pensano. Anche la maggioranza di chi non beneficia di un piano di welfare aziendale lo considera un supporto concreto alle spese quotidiane dei dipendenti (60%) e una vera e propria forma di sostegno al reddito delle famiglie (61%). Da evidenziare come la consapevolezza del valore e dei vantaggi del welfare aziendale sia molto simile tra i dipendenti indipendentemente dalla presenza o meno di un piano di benefit. Inoltre, iI 57% dei dipendenti che non hanno un piano di welfare, lo considera molto utile per ammortizzare l’impatto negativo nei periodi di crisi economica e il 54% per rispondere alle esigenze attuali e ai bisogni reali delle persone.

Nel totale del campione preso in esame, rispetto al 2024, si osserva in generale un’incidenza quasi doppia (da più di 3 a 6 dipendenti su 10) di coloro che ritengono che il welfare sia una funzione di sostegno al reddito.