Trend Welfare
11 Giu 2025

Credito welfare in crescita anche nel 2024

Ha raggiunto i 1.000 euro pro capite la disponibilità media di spesa in welfare per i beneficiari nel 2024, in crescita del 10% rispetto al 2023, grazie anche ad un aumento di 100 euro della quota annuale di credito welfare.
credito welfare

Cresce anche nel 2024 il credito welfare pro capite a disposizione dei lavoratori dipendenti, toccando un valore medio di 1.000 euro, in aumento del 10% sul 2023. Lo dimostrano i dati dell’Osservatorio Welfare 2025 a cura di Edenred su un campione di oltre 5.000 aziende e 770.000 dipendenti.

Si consolida così un trend di crescita costante negli anni, che ha visto un incremento continuo a partire dagli 850 euro medi del triennio 2019 – 2021 ad oggi. Il credito welfare di 1.000 euro del 2024 è la somma della quota caricata nell’anno solare di riferimento (900 euro) e il residuo non speso dell’anno precedente (100 euro). Interessante notare anche la leggera flessione della percentuale di residuo, ossia del credito non utilizzato dell’anno precedente, che per il 2024 scende al 10% rispetto al confronto con gli anni passati, evidenziando una migliore incidenza dell’utilizzo tramite piattaforma welfare. È in aumento, inoltre, la quota di credito caricata annualmente, passata dagli 800 euro del 2023 ai 900 euro del 2024.

A riprova di un effettivo migliore utilizzo dei crediti welfare tramite i portali flexible benefit, si osserva che nel 2024 i dipendenti hanno utilizzato l’83% dei crediti welfare in scadenza nell’anno, dato in aumento di circa 3 punti percentuali rispetto a quanto rilevato nel triennio precedente.

La distribuzione dei beneficiari per quota welfare a disposizione. Nel 2024 sono sensibilmente cresciuti in termini percentuali i beneficiari che dispongono di un credito medio pro-capite tra i 500 e i 2.000 euro. Nello specifico, la fascia tra i 500 e i 1.000 euro è passata dal 19% del 2023 al 23% del 2024, mentre la fascia di disponibilità di spesa compresa tra i 1.000 e i 2.000 euro è salita dal 16% del 2023 al 19% del 2024.

Questa crescita è dovuta molto probabilmente all’aumento del credito medio pro-capite registrato nell’ultimo anno. Fenomeno che dimostra come verosimilmente le aziende stiano investendo di più in welfare sulla spinta dell’innalzamento della soglia di esenzione dei fringe benefit confermato dall’ultimo decreto legislativo. 

L’aumento nelle due fasce appena descritte si collega alla diminuzione, per contro, delle percentuali di beneficiari con somme entro i 500 euro che, pur rappresentando ancora la maggioranza dei dipendenti, sono passati dal 54% del 2023 al 47% del 2024. Resta stabile invece il numero di lavoratori nelle ultime due fasce di quota welfare, oltre i 2.000 euro.

L’erogazione di credito welfare negli ultimi due mesi dell’anno. Gli anni 2023 e 2024 non hanno registrato una rilevante incidenza dell’allocazione di credito welfare nell’ultimo bimestre, ma evidenziano un sostanziale equilibrio tra i mesi dell’anno. Questo dato è utile rilevarlo soprattutto in funzione di quanto accaduto nel 2022, a seguito dell’intervento legislativo di ampliamento della tasca dei fringe benefit fino a 3.000 euro, avvenuto in modo temporaneo e valido per gli ultimi mesi dell’anno. I mesi di novembre e dicembre, infatti, avevano evidenziato una significativa allocazione del credito medio in quel bimestre. Ciò dimostra che l’erogazione del credito welfare, se non influenzata da interventi legislativi significativi e contingenti, segue una propria logica lineare di distribuzione durante i mesi dell’anno.