Trend Welfare
12 Giu 2025

HR Manager tra valorizzazione interna e impatto sul business

L’83% degli HR sente il proprio ruolo come centrale per motivare e attrarre talenti, ma solo il 44% percepisce un impatto diretto sul business. Cresce la consapevolezza del ruolo, ma restano sfide da affrontare.
HR manager

L’83% degli HR Manager esprime un’elevata percezione del proprio ruolo e della funzione HR, ritenuta fondamentale per rendere l’azienda più competitiva. Nello specifico, si considerano determinanti per motivare le persone, attrarre nuovi talenti e aumentare la produttività. Tale giudizio evidenzia percentuali più elevate della media tra gli HR molto impegnati per migliorare il benessere dei dipendenti (98%), nelle grandi aziende (90%) e nelle aziende del settore privato (87%).

La percentuale scende in modo significativo, invece, quando si misura l’autopercezione degli HR Manager rispetto l’impatto che il loro ruolo può avere sul business. Solo il 44%, infatti, ritiene che le Risorse Umane siano percepite in azienda come una funzione che porta benefici diretti allo sviluppo del business. Sopra la media troviamo gli HR Manager delle medio-grandi aziende, residenti nelle regioni del Sud e Isole (52%) e gli under 44 (50%). È rilevante, d’altra parte, la percentuale di coloro che ritengono che le figure HR siano considerate come un costo per l’azienda (34%).

Ecco quanto si rileva dall’analisi BVA Doxa sul sentiment degli HR Manager, condotta per l’Osservatorio Welfare 2025 di Edenred.

Il ruolo HR negli anni. Il 61% degli HR Manager pensa che il proprio ruolo in azienda sia cresciuto e diventato più rilevante nel corso degli ultimi anni. Tra le percentuali sopra la media troviamo gli HR molto impegnati per migliorare il benessere dei dipendenti (92%), quelli delle medio-grandi aziende (78%) e quelli che prevedono un piano welfare (73%).

Le sfide della funzione HR. Tra le principali sfide che caratterizzano gli HR Manager, emergono la creazione di un ambiente lavorativo positivo (38%), con indicazioni sopra la media tra i professionisti compresi nella fascia d’età 25-34 anni (48%), e la gestione delle esigenze di flessibilità (29%), con una percentuale sopra la media tra le donne (35%). Seguono, sempre al 29%, l’aumento della motivazione e dell’engagement dei dipendenti, la promozione della parità di genere e della cultura aziendale e l’offerta di benefit in linea con le aspettative dei dipendenti. Nelle ultime tre posizioni, invece, si collocano la gestione delle riorganizzazioni aziendali (14%), l’affermazione della centralità del ruolo HR (13%) e la definizione degli stili di leadership aziendale (10%).

Previsione dell’impatto dell’AI sulla gestione delle Risorse Umane. Il 55% degli HR Manager ritiene che in futuro l’Intelligenza Artificiale avrà sicuramente un impatto rilevante sulla gestione delle risorse umane. Solo il 9%, per contro, pensa che questo sarà assente o debole. Inoltre, la maggioranza dei rispondenti (il 59%) dichiara che gli effetti saranno positivi in termini di qualità del lavoro, rispetto ad un 14% che esprime un parere contrario.