Benefit aziendali: per gli HR serve stabilità normativa per pianificare

La normativa sui fringe benefit ha subito diverse oscillazioni negli ultimi anni. A partire dal Decreto Aiuti-bis a metà del 2022, passando per altri due decreti tra la fine del 2022 e il 2023 e due Leggi di Bilancio a fine 2023 e a fine 2024, la soglia di esenzione dei fringe benefit è stata modificata più volte, destando incertezza non solo nelle aziende ma anche tra i lavoratori.
A portare una relativa stabilità, seppur temporanea, è stata la Legge di Bilancio 2025 che ha confermato le soglie di defiscalizzazione definite dalla Legge di Bilancio 2024 e ne ha esteso la validità fino al 2027: fino a 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti e fino a 2.000 euro per chi ha figli a carico.
Come emerge dallo studio BVA Doxa sul sentiment degli HR Manager nell’ambito dell’Osservatorio Welfare 2025 di Edenred, tra i professionisti HR è alta la consapevolezza di questo scenario normativo e, in misura quasi equivalente, la convinzione che sia fondamentale una maggiore stabilità della normativa per semplificare la gestione dei piani di welfare aziendale. Evidenze che appaiono in linea con le indicazioni riscontrate dall’analisi sui dipendenti.
L’86% degli HR Manager dichiara, infatti, di essere a conoscenza della normativa fiscale di esenzione per i fringe benefit, con percentuali superiori alla media tra i professionisti delle multinazionali (94%) e che prevedono un piano di welfare (92%). Tra il 15% che ha dichiarato di non esserne al corrente, troviamo percentuali più alte della media tra chi non prevede un piano di welfare (23%) ed è collocato in un’azienda pubblica (22%).
Inoltre, il 75% degli HR Manager, anche se con sfumature differenti, ha riscontrato difficoltà nell’implementazione e gestione dei piani di welfare a fronte dei cambiamenti normativi intervenuti. Le punte percentuali più alte della media, in questo caso, si riscontrano tra gli under 34 (89%), nelle medio-piccole aziende (88%) e in chi è collocato in un’azienda pubblica (87%). Il 25% degli HR, invece, afferma di non aver mai riscontrato difficoltà da questo punto di vista. Tra questi, percentuali sopra la media, si riscontrano tra gli HR Manager delle grandi aziende (45%), tra gli over 55 (39%).
La stabilità della normativa sul welfare: gli effetti sulla pianificazione HR. Secondo gli HR Manager la stabilità della normativa è fondamentale per poter definire una pianificazione di lungo termine delle politiche di benessere nella propria azienda. Il 74%, infatti, esprime un’indicazione in questo senso. Percentuali sopra la media le riscontriamo tra i professionisti delle grandi aziende (90%) e del comparto della distribuzione (83%). La stabilità della normativa, inoltre, è funzionale alla garanzia di continuità nei benefit e servizi offerti ai lavoratori della propria azienda per il 77% dei rispondenti. Anche in questa circostanza, la percentuale sopra la media si rileva tra gli HR Manager delle grandi aziende con il 93% delle indicazioni.


