Edizione 2026
21 Giu 2026
| 4'

Employee engagement: chi ha un piano welfare si sente più coinvolto

Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026, chi ha accesso a un piano welfare mostra livelli più alti di motivazione e valorizzazione: la motivazione sale al 46% contro il 30% di chi non ha welfare, mentre la valorizzazione passa dal 26% al 43%.
Autore
Cristina Maccarrone
employee engagement

Come motivare le persone? Chi lavora nelle Risorse Umane se lo chiede spesso, ma non solo, se lo chiede spesso. Se la retribuzione resta centrale e i benefit possono fare la differenza, oggi l’employee engagement dipende anche da altri fattori: benessere organizzativo, qualità dell’esperienza di lavoro, riconoscimento, coinvolgimento, chiarezza degli obiettivi, possibilità di crescita e attenzione ai bisogni reali delle persone.

È quanto emerge anche dall’Osservatorio Welfare Edenred 2026, che integra l’analisi Edenred su 5.500 aziende e 870.000 beneficiari con due indagini Ipsos Doxa: una su 1.000 lavoratori dipendenti e una su 200 HR manager

Il welfare aziendale da solo non è sufficiente ad aumentare l’engagement, ma può contribuire in modo decisivo a rafforzare il contesto in cui le persone si sentono più riconosciute, sostenute e coinvolte.
Diamo la parola… ai numeri.

Employee engagement: i dati su motivazione e coinvolgimento

L’employee engagement indica il livello di coinvolgimento, motivazione e partecipazione delle persone rispetto al lavoro e all’organizzazione di cui fanno parte. Ma non coincide solo con la semplice soddisfazione lavorativa: una persona può dirsi abbastanza soddisfatta eppure non sentirsi davvero coinvolta, valorizzata o motivata. 

Ed è uno degli aspetti che emerge chiaramente dall’Osservatorio Welfare Edenred 2026: la soddisfazione lavorativa è positiva per circa 6 dipendenti su 10, ma solo l’8% si dichiara molto soddisfatto. Una percentuale davvero contenuta, indice di una situazione intermedia: il lavoro “regge”, ma non sempre genera appartenenza, energia e partecipazione.

Nella situazione attuale, secondo l’Osservatorio, la responsabilizzazione – o per dirla all’inglese l’”accountability” – è, invece, un aspetto che non viene messo in discussione: il 60% dei dipendenti si sente infatti responsabilizzato.
Solo il 50% si sente però apprezzato, il 48% coinvolto, il 41% motivato e il 37% valorizzato.

Il dato più critico riguarda, quindi, motivazione e valorizzazione: meno di un dipendente su due si sente motivato e poco più di uno su tre si sente valorizzato.

Rispetto all’anno precedente, inoltre, il livello complessivo di engagement registra una flessione: la responsabilizzazione passa dal 66% al 60% – restando comunque alta – l’apprezzamento scende dal 56% al 50%, il coinvolgimento dal 57% al 48%, la motivazione dal 48% al 41% e la valorizzazione dal 43% al 37%.

I numeri raccontano quindi di aziende che riescono più facilmente a responsabilizzare le persone che a farle sentire riconosciute, motivate e parte attiva del progetto.

 
 

Per aziende e HR, quindi, la domanda diventa: “Come costruire un’esperienza di lavoro capace di generare fiducia, riconoscimento e motivazione?”. È qui che il benessere organizzativo diventa una leva centrale.

Il welfare aziendale aumenta la motivazione dei dipendenti?

I dati dell’Osservatorio Welfare Edenred 2026 ci restituiscono anche un altro aspetto importante: la presenza di un piano welfare è associata a livelli più alti di engagement.
La differenza emerge soprattutto sulla motivazione e sulla valorizzazione: tra chi ha accesso a un piano welfare, il 46% si sente motivato, contro il 30% di chi non ce l’ha; il 43% si sente valorizzato, contro il 26% di chi non beneficia di un piano.

Anche il coinvolgimento migliora, passando dal 43% tra chi non ha un piano welfare al 50% tra chi ce l’ha. Sul senso di responsabilità la distanza è meno marcata, ma comunque presente: 66% contro 56%. 

Anche gli HR manager del campione Ipsos Doxa danno una lettura simile: l’85% considera il welfare aziendale uno strumento efficace per aumentare l’engagement dei dipendenti che influisce su motivazione, coinvolgimento, partecipazione ai risultati dell’azienda, senso di appartenenza e responsabilizzazione.

Scopri questi e altri dati sull’engagement dei dipendenti nell’Osservatorio Welfare Edenred 2026.

Welfare aziendale ed engagement: le differenze tra chi ha un piano e chi no

Dimensione dell’engagement
Dato Osservatorio Welfare Edenred 2026
Motivazione
46% con piano welfare; 30% senza
Valorizzazione
43% con piano welfare; 26% senza
Coinvolgimento
66% con piano welfare; 56% senza

Fonte: Osservatorio Welfare Edenred 2026, indagini Ipsos Doxa su dipendenti.

Buoni pasto: strumenti concreti per motivazione e coinvolgimento

Tra gli strumenti più concreti, capaci di incidere su coinvolgimento e motivazione, ci sono anche i buoni pasto.
Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026, 3 lavoratori su 4 ritengono che la loro presenza influisca positivamente sulla motivazione e sul coinvolgimento verso l’azienda.

A confermare tale opinione anche gli e le HR manager: 8 HR su 10 considerano i buoni pasto uno strumento di engagement, capace di incidere su motivazione e coinvolgimento dei dipendenti. Il motivo è semplice: quando un benefit è concreto, ricorrente e facilmente utilizzabile, diventa più visibile nella vita quotidiana delle persone.

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Domande frequenti su engagement e welfare aziendale

Il welfare aziendale aumenta la motivazione dei dipendenti?

Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026, chi ha accesso a un piano welfare mostra livelli più alti di motivazione: il 46% dei dipendenti con welfare si sente motivato, contro il 30% di chi non ha accesso a un piano. Il welfare non genera motivazione in modo automatico, ma può rafforzare il contesto in cui engagement e fiducia crescono.

C’è un collegamento tra welfare aziendale e produttività del lavoro?

Il welfare aziendale può contribuire al benessere organizzativo, che a sua volta incide sulla qualità dell’esperienza di lavoro. Non basta da solo a migliorare la produttività del lavoro, ma può sostenere motivazione, coinvolgimento e senso di appartenenza, soprattutto quando fa parte di una strategia più ampia di people engagement.

Cosa fa davvero la differenza nella motivazione dei dipendenti?

La motivazione dipende da diversi fattori: retribuzione adeguata, riconoscimento, crescita professionale, qualità manageriale, chiarezza degli obiettivi, benessere organizzativo e welfare accessibile. I dati dell’Osservatorio Welfare Edenred 2026 mostrano che nelle aziende in cui è presente un piano welfare aumentano soprattutto motivazione e valorizzazione.

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