Diamo spazio a una testimonianza di valore su come il welfare aziendale possa contribuire a rendere le cure più accessibili e a sostenere concretamente la salute e il benessere delle persone.
Ne parliamo con Sergio Bianchini, Amministratore Delegato di SaluteSemplice.
Chi è SaluteSemplice e di cosa si occupa?
“SaluteSemplice è una piattaforma di servizi sanitari nata con un obiettivo preciso: rendere l’accesso alla salute davvero accessibile, per tutti e in tutta Italia. Operiamo come provider sanitario a livello nazionale, con una rete di oltre 6.000 strutture convenzionate che include cliniche, centri diagnostici, studi specialistici e professionisti della salute.
La nostra missione è eliminare le barriere tra le persone e le cure di cui hanno bisogno: barriere economiche, burocratiche, di tempo. Lo facciamo attraverso un’offerta integrata che spazia dalle visite specialistiche agli esami diagnostici, dalla fisioterapia alla dentistica, fino ai servizi di telemedicina come psicologi online e nutrizionisti online. Il tutto finalizzato per il welfare aziendale“.
Qual è l’offerta di Salute Semplice in ambito welfare e quali bisogni delle aziende e delle persone intercetta?
“Il welfare aziendale si sta evolvendo rapidamente: le aziende non cercano più solo benefit ‘di facciata’, ma strumenti concreti che migliorino la vita reale dei propri collaboratori. Ed è esattamente qui che si inserisce SaluteSemplice. I lavoratori hanno bisogno di sentirsi tutelati nella salute propria e di quella dei propri familiari – senza dover affrontare liste d’attesa infinite o costi insostenibili. Con SaluteSemplice, intercettiamo il bisogno delle persone di avere una sanità vicina, rapida e di qualità, e quello delle aziende di costruire una cultura del benessere autentica e misurabile”.
Dai dati dell’Osservatorio Welfare 2026 emerge che l’accesso alle cure è tra le principali preoccupazioni di chi lavora. In che modo l’integrazione di servizi sanitari all’interno dei piani di welfare può contribuire concretamente a migliorare la qualità della vita delle persone?
“I dati dell’Osservatorio Welfare 2026 confermano qualcosa che vediamo ogni giorno sul campo: la salute non è più solo un tema privato, ma è diventata una priorità condivisa tra aziende e lavoratori. Il SSN è sotto pressione, le liste d’attesa si allungano, e sempre più persone rinunciano a curarsi per ragioni economiche o di tempo. Questo crea un circolo vizioso: la salute trascurata si trasforma in assenteismo, in calo della produttività, in costi sociali altissimi.
Il welfare sanitario rompe questo circolo. Quando un’azienda integra servizi sanitari strutturati nel proprio piano di welfare, non sta semplicemente offrendo un benefit in più: sta dicendo ai propri lavoratori “ci prendiamo cura di te”. E questo ha un valore enorme, sul piano umano prima ancora che economico.
In pratica, significa che un dipendente può prenotare una visita specialistica in 48 ore invece di aspettare mesi, può fare un check-up oncologico o cardiovascolare nell’ambito di una campagna di prevenzione aziendale, può parlare con uno psicologo in telemedicina. Significa che la salute torna a essere un diritto esercitabile, non una promessa. E un lavoratore che si sente tutelato è un lavoratore più sereno, più presente, più motivato. Il benessere individuale e la performance aziendale, in questo caso, non sono in contraddizione: si alimentano a vicenda”.
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