L’Osservatorio Welfare 2025: i risultati dello studio in 2 minuti

L’edizione 2025 dell’Osservatorio Welfare di Edenred Italia restituisce una fotografia aggiornata e articolata del welfare aziendale in Italia, grazie all’integrazione di tre fonti complementari: l’analisi del campione Edenred, oltre 5.000 aziende e 770.000 beneficiari, le indagini BVA Doxa su 1.500 lavoratori dipendenti e 400 HR Manager. Un approccio che consente di cogliere non solo i dati quantitativi, ma anche le percezioni, le aspettative e le dinamiche evolutive che attraversano il mondo del lavoro.
Una spesa in crescita, trainata dai Fringe Benefit
Il primo dato che emerge dall’analisi Edenred è l’aumento della disponibilità media del credito welfare, che nel 2024 ha raggiunto i 1.000 euro pro capite, in crescita rispetto ai 910 euro dell’anno precedente. Ancora più significativo è il tasso di utilizzo, che tocca l’83%, confermando un trend positivo iniziato nel 2021 (79,3%) e in costante ascesa.
A cambiare non è solo la quantità, ma anche la qualità della spesa. I Fringe Benefit rappresentano oggi oltre la metà (52%) del totale, segnando un sorpasso storico sulle altre aree. Seguono l’area ricreativa (23%), l’istruzione (13,5%), la previdenza integrativa (5,6%) e l’assistenza sanitaria (3,2%). In fondo alla classifica, mobilità (1,5%) e assistenza familiare (0,9%).
Questa redistribuzione evidenzia una contrazione marcata del cosiddetto welfare sociale: previdenza, sanità e istruzione, che nel 2017 rappresentavano il 70% della spesa, oggi si fermano al 22%. Un cambiamento che riflette sia l’evoluzione normativa, sia le scelte dei beneficiari, sempre più orientati verso benefit dalla fruibilità più immediata.
Età, genere e disponibilità: come cambiano le scelte
L’analisi Edenred mostra come la disponibilità di credito welfare sia influenzata da età e genere. Le fasce più mature (50–59 anni per gli uomini, 40–49 per le donne) registrano le somme più elevate, mentre gli under 30 restano in coda. In media, le donne continuano a disporre di un credito leggermente superiore (1.030 euro contro 980 euro degli uomini).
Interessante anche il dato sul valore medio delle singole voci di spesa: le aree meno utilizzate (come l’assistenza familiare) assorbono le somme più alte, segno che chi ha maggiori disponibilità tende a diversificare e investire in benefit più strutturati. Al contrario, chi dispone di budget più contenuti concentra la spesa sui Fringe Benefit.
Il punto di vista dei lavoratori: welfare efficace come sostegno
L’indagine BVA Doxa sui dipendenti attesta la crescente diffusione dei piani welfare: il 49% dei lavoratori conferma la presenza di un piano nella propria azienda, in aumento rispetto al 42% del 2023. La percentuale sale al 62% nelle grandi aziende e al 71% nelle multinazionali. Il buono pasto si conferma invece il benefit più diffuso e apprezzato.
Il welfare aziendale è percepito come uno strumento efficace per sostenere il potere d’acquisto (71%, in forte crescita rispetto al 55% del 2023) e come un elemento che incide positivamente sulla soddisfazione lavorativa: il 60% dei dipendenti si dice soddisfatto, con punte del 68% tra chi usufruisce di un piano welfare.
Tuttavia, continuano ad emergere anche segnali di fragilità tra i dipendenti. Il 71% dichiara di aver sperimentato almeno un sintomo riconducibile al burnout, con incidenze maggiori tra i Millennials. Il fenomeno del “quiet quitting” è conosciuto dal 54% del campione, anche per esperienza diretta. La centralità del lavoro nella vita delle persone è in calo: solo il 53% lo considera prioritario, contro il 60% del 2024.
Le priorità cambiano: carovita, salute e benessere
Il carovita resta la principale preoccupazione per il 60% dei lavoratori, con picchi del 70% tra la Generazione Z. Seguono la sfera personale (59%), la salute (49%) e la famiglia (42%). Il lavoro si ferma al 22%. Queste priorità si riflettono anche nelle aspettative verso l’azienda: il 76% dei dipendenti ritiene che i lavoratori del futuro sceglieranno l’azienda anche in base alla presenza di piani welfare strutturati.
Il 74% considera fondamentale la stabilità normativa per garantire continuità e chiarezza nei benefit. I cambiamenti recenti hanno creato incertezza: il 56% ha riscontrato difficoltà nell’utilizzo dei piani welfare.
Il punto di vista delle aziende: tra consapevolezza e disallineamento
L’indagine BVA Doxa sugli HR Manager evidenzia una crescente consapevolezza del valore strategico del welfare. Il 67% valuta positivamente l’impegno della propria azienda, percentuale che sale all’80% tra chi ha un piano welfare attivo. L’88% ritiene che investire nel benessere favorisca la crescita aziendale, l’87% che aiuti a trattenere i talenti.
Tuttavia, emerge un disallineamento tra la percezione delle priorità: per il 70% degli HR, l’ambito personale è la principale preoccupazione dei dipendenti, mentre il carovita – indicato come prioritario dai lavoratori – è sottovalutato. Anche sulla soddisfazione lavorativa, le percezioni sono più ottimistiche rispetto a quelle espresse dai dipendenti.
Generazioni e AI: nuove sfide per l’HR
La coesistenza di quattro generazioni in azienda (presente nel 50% delle imprese) impone una riflessione sulle diverse esigenze. La Generazione Z è presente nell’85% delle aziende, con una forte attenzione alla flessibilità e alla retribuzione. I Baby Boomers privilegiano la stabilità, mentre i Millennials mostrano una leggera flessione nella soddisfazione lavorativa.
L’Intelligenza Artificiale è vista con favore: il 68% degli HR la considera utile per migliorare i piani welfare, e il 53% ritiene che avrà un impatto positivo su motivazione e coinvolgimento. Tuttavia, solo il 16% teme effetti negativi, a conferma di un atteggiamento prevalentemente costruttivo.
Conclusioni: un welfare più maturo, con nuove sfide
Il welfare aziendale in Italia si conferma in crescita, sia in termini di diffusione che di consapevolezza. I dati dell’Osservatorio 2025 mostrano un sistema più maturo, ma anche più complesso: aumentano le risorse e si polarizzano le scelte; cresce la soddisfazione ed emergono nuove sfide.
