Edizione 2026
21 Giu 2026
| 7'

Trend welfare 2026: cresce il credito medio e aumentano i fringe benefit

Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026, i principali trend welfare riguardano la crescita del credito medio che arriva a 1000 euro, l’aumento dell’utilizzo effettivo, all’84%, e i fringe benefit che sono il 55,1% del totale utilizzato.
Autore
Cristina Maccarrone
trend welfare 2026

In quale direzione sta andando il welfare aziendale? Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026 il welfare sta diventando sempre più quotidiano: cresce il credito medio e aumenta l’utilizzo effettivo. Ma non solo: il welfare sostiene le aziende nella costruzione di una proposta più riconoscibile, diventando così uno strumento che entra a pieno titolo nella gestione ordinaria della vita lavorativa e familiare.

Per chi progetta piani welfare, infatti, la domanda non riguarda più solo quali benefit inserire, ma a quali bisogni questi strumenti rispondono davvero. 

Come per ogni edizione, anche per il 2026, l’Osservatorio aiuta a individuare i trend welfare del 2026 e orienteranno anche gli anni futuri.
L’analisi integra i dati Edenred su un campione di 5.500 aziende e 870.000 beneficiari con due indagini di Ipsos Doxa condotte su 1.000 dipendenti e 200 HR manager.

Diamo, quindi, spazio ai numeri per vedere le tendenze più interessanti.

In quale direzione sta andando il welfare aziendale? Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026 il welfare sta diventando sempre più quotidiano: cresce il credito medio e aumenta l’utilizzo effettivo. Ma non solo: il welfare sostiene le aziende nella costruzione di una proposta più riconoscibile, diventando così uno strumento che entra a pieno titolo nella gestione ordinaria della vita lavorativa e familiare.

Per chi progetta piani welfare, infatti, la domanda non riguarda più solo quali benefit inserire, ma a quali bisogni questi strumenti rispondono davvero. 

Come per ogni edizione, anche per il 2026, l’Osservatorio aiuta a individuare i trend welfare del 2026 e orienteranno anche gli anni futuri.
L’analisi integra i dati Edenred su un campione di 5.500 aziende e 870.000 beneficiari con due indagini di Ipsos Doxa condotte su 1.000 dipendenti e 200 HR manager.

Diamo, quindi, spazio ai numeri per vedere le tendenze più interessanti.

Nel 2026 cresce il credito welfare medio

Quanto vale il credito welfare medio nel 2026? Dai dati dell’Osservatorio Welfare Edenred 2026, emerge un primo segnale chiaro: il credito welfare medio pro capite si attesta a 1.000 euro complessivi. Il dato è in linea con l’edizione precedente, ma si assiste a una crescita di medio periodo: 840 euro nel 2021, 920 euro nel 2022, 880 euro nel 2023 e 980 euro nel 2024.

Oltre al dato complessivo, è importante osservare come si componga il credito welfare: nel 2025 i 1.000 euro medi sono la risultante di 830 euro caricati nell’anno solare e di 170 euro di residuo spendibili dall’anno precedente. Nel 2024, invece, il totale di 980 euro è dato da 770 euro caricati nell’anno e 210 euro di residuo; nel 2023 il credito medio era di 880 euro, composto da 690 euro caricati e 190 euro di residuo*.

Da questi numeri emerge un aspetto tra tutti: la presenza di un welfare sempre più maturo, che non è solo la conseguenza di una disponibilità media che cresce in modo lineare, ma anche e soprattutto del fatto che il credito si consolida e diventa il punto di partenza per la nascita – e conferma – di comportamenti di utilizzo più consapevoli, frequenti e orientati a bisogni concreti. 

Ancora una volta, sono i dati a offrire una lettura più approfondita su come le persone utilizzano il credito welfare. Nel 2025 i beneficiari hanno usato l’84% del credito disponibile.
Anche l’utilizzo dei crediti in scadenza cresce: dal 79% del 2021 si passa all’80% del 2022 e del 2023, all’83% del 2024 e all’84% del 2025. Per le aziende è un dato importante perché indica maggiore familiarità con gli strumenti welfare: quando il piano è comprensibile e vicino ai bisogni reali, le persone lo usano di più.

*Nota metodologica: rispetto alle edizioni precedenti è cambiato il criterio di calcolo del residuo, introdotto per rappresentare meglio le specificità di alcune piattaforme welfare. Per questo, il totale del credito welfare resta il riferimento principale dell’analisi, mentre la ripartizione tra credito caricato e residuo non è confrontabile con le edizioni precedenti.

Vuoi conoscere dati, trend e statistiche del welfare? Scarica subito l’Osservatorio Welfare Edenred 2026

Quanto vale il credito welfare medio nel 2026? Dai dati dell’Osservatorio Welfare Edenred 2026, emerge un primo segnale chiaro: il credito welfare medio pro capite si attesta a 1.000 euro complessivi. Il dato è in linea con l’edizione precedente, ma si assiste a una crescita di medio periodo: 840 euro nel 2021, 920 euro nel 2022, 880 euro nel 2023 e 980 euro nel 2024.

Oltre al dato complessivo, è importante osservare come si componga il credito welfare: nel 2025 i 1.000 euro medi sono la risultante di 830 euro caricati nell’anno solare e di 170 euro di residuo spendibili dall’anno precedente. Nel 2024, invece, il totale di 980 euro è dato da 770 euro caricati nell’anno e 210 euro di residuo; nel 2023 il credito medio era di 880 euro, composto da 690 euro caricati e 190 euro di residuo*.

Da questi numeri emerge un aspetto tra tutti: la presenza di un welfare sempre più maturo, che non è solo la conseguenza di una disponibilità media che cresce in modo lineare, ma anche e soprattutto del fatto che il credito si consolida e diventa il punto di partenza per la nascita – e conferma – di comportamenti di utilizzo più consapevoli, frequenti e orientati a bisogni concreti. 

Ancora una volta, sono i dati a offrire una lettura più approfondita su come le persone utilizzano il credito welfare. Nel 2025 i beneficiari hanno usato l’84% del credito disponibile.
Anche l’utilizzo dei crediti in scadenza cresce: dal 79% del 2021 si passa all’80% del 2022 e del 2023, all’83% del 2024 e all’84% del 2025. Per le aziende è un dato importante perché indica maggiore familiarità con gli strumenti welfare: quando il piano è comprensibile e vicino ai bisogni reali, le persone lo usano di più.

*Nota metodologica: rispetto alle edizioni precedenti è cambiato il criterio di calcolo del residuo, introdotto per rappresentare meglio le specificità di alcune piattaforme welfare. Per questo, il totale del credito welfare resta il riferimento principale dell’analisi, mentre la ripartizione tra credito caricato e residuo non è confrontabile con le edizioni precedenti.

Vuoi conoscere dati, trend e statistiche del welfare? Scarica subito l’Osservatorio Welfare Edenred 2026

Il welfare aziendale cresce anche nella contrattazione

Un altro trend significativo riguarda la presenza del welfare nei contratti aziendali e territoriali con premi di produttività. Secondo il Report “Deposito Contratti” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a gennaio 2026 risultano 9.114 contratti attivi con premi di produttività, in calo rispetto ai 10.617 di gennaio 2025.
Allo stesso tempo cresce il peso degli accordi che prevedono misure di welfare: l’incidenza passa dal 62% al 68% in un anno.

Al di là della percentuale in crescita, emerge la presenza di un welfare più stabile perché, anche quando il numero complessivo dei contratti attivi diminuisce, comunque aumenta la quota di quelli che includono strumenti welfare.
Per HR e aziende significa che il welfare non può più essere trattato come un’iniziativa accessoria ma entra nelle politiche retributive, nelle relazioni di lavoro e nella costruzione della proposta aziendale.

Un altro trend significativo riguarda la presenza del welfare nei contratti aziendali e territoriali con premi di produttività. Secondo il Report “Deposito Contratti” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a gennaio 2026 risultano 9.114 contratti attivi con premi di produttività, in calo rispetto ai 10.617 di gennaio 2025.
Allo stesso tempo cresce il peso degli accordi che prevedono misure di welfare: l’incidenza passa dal 62% al 68% in un anno.

Al di là della percentuale in crescita, emerge la presenza di un welfare più stabile perché, anche quando il numero complessivo dei contratti attivi diminuisce, comunque aumenta la quota di quelli che includono strumenti welfare.
Per HR e aziende significa che il welfare non può più essere trattato come un’iniziativa accessoria ma entra nelle politiche retributive, nelle relazioni di lavoro e nella costruzione della proposta aziendale.

Fringe benefit: boom anche per il 2026

La composizione della spesa welfare racconta una trasformazione evidente.Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026, i fringe benefit rappresentano il 55,1% del totale utilizzato e si confermano la prima voce del paniere welfare.
Seguono l’area ricreativa, con il 21,7%, e i rimborsi istruzione, pari al 13,1%. Più contenuto, invece, il peso delle altre categorie: previdenza integrativa al 5,2%, assistenza sanitaria al 2,5%, mobilità all’1,5% e assistenza familiare all’1%.

Considerati insieme, fringe benefit e area ricreativa valgono nel 2025 il 76,8% della spesa complessiva, contro il 27,9% del 2017. È forse il dato più efficace per capire la direzione del welfare aziendale: la spesa si concentra sempre di più su categorie attivabili, ricorrenti e percepite come vicine alla vita di tutti i giorni.

La composizione della spesa welfare racconta una trasformazione evidente.Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026, i fringe benefit rappresentano il 55,1% del totale utilizzato e si confermano la prima voce del paniere welfare.
Seguono l’area ricreativa, con il 21,7%, e i rimborsi istruzione, pari al 13,1%. Più contenuto, invece, il peso delle altre categorie: previdenza integrativa al 5,2%, assistenza sanitaria al 2,5%, mobilità all’1,5% e assistenza familiare all’1%.

Considerati insieme, fringe benefit e area ricreativa valgono nel 2025 il 76,8% della spesa complessiva, contro il 27,9% del 2017. È forse il dato più efficace per capire la direzione del welfare aziendale: la spesa si concentra sempre di più su categorie attivabili, ricorrenti e percepite come vicine alla vita di tutti i giorni.

 
 

Questi numeri dicono molto sulle priorità dei beneficiari: in una fase in cui il carovita continua a incidere sulle scelte quotidiane, le persone tendono a orientare il credito verso soluzioni immediate, ricorrenti e facili da riconoscere. 

I fringe benefit rispondono proprio a questa esigenza: permettono di usare la disponibilità welfare per bisogni frequenti, spesso legati alla gestione ordinaria delle spese. Dal punto di vista fiscale, inoltre, i fringe benefit non concorrono alla formazione del reddito entro la soglia di 1000 euro per la generalità dei dipendenti e fino a 2000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025. Tale esenzione è valida per tutto il triennio 2025-2027. 

Questa “preferenza” non indica, però, che le aree più strutturate perdano importanza. Istruzione, previdenza, sanità e assistenza familiare continuano a essere ambiti rilevanti, ma intercettano bisogni diversi, meno frequenti e spesso legati a momenti specifici della vita. 

La sfida per le aziende è considerare che un buon piano welfare deve sostenere il presente, ma anche lasciare spazio a scelte più progettuali.

I fringe benefit rispondono proprio a questa esigenza: permettono di usare la disponibilità welfare per bisogni frequenti, spesso legati alla gestione ordinaria delle spese. Dal punto di vista fiscale, inoltre, i fringe benefit non concorrono alla formazione del reddito entro la soglia di 1000 euro per la generalità dei dipendenti e fino a 2000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025. Tale esenzione è valida per tutto il triennio 2025-2027. 

Questa “preferenza” non indica, però, che le aree più strutturate perdano importanza. Istruzione, previdenza, sanità e assistenza familiare continuano a essere ambiti rilevanti, ma intercettano bisogni diversi, meno frequenti e spesso legati a momenti specifici della vita. 

La sfida per le aziende è considerare che un buon piano welfare deve sostenere il presente, ma anche lasciare spazio a scelte più progettuali.

Quando il bisogno è più strutturato, cambia il valore della richiesta

Il valore medio delle singole richieste aiuta a distinguere meglio il welfare quotidiano da quello più strutturato. Gli importi più elevati riguardano l’assistenza familiare, con 493 euro medi, e la previdenza integrativa, con 444 euro.
Seguono i rimborsi istruzione, con 236 euro, e l’area ricreativa, con 220 euro. Le richieste legate ai fringe benefit sono invece più contenute: 56 euro per i fringe tradizionali e 70 euro per rimborsi utenze, canone di locazione e mutui.

Il valore medio delle singole richieste aiuta a distinguere meglio il welfare quotidiano da quello più strutturato. Gli importi più elevati riguardano l’assistenza familiare, con 493 euro medi, e la previdenza integrativa, con 444 euro.
Seguono i rimborsi istruzione, con 236 euro, e l’area ricreativa, con 220 euro. Le richieste legate ai fringe benefit sono invece più contenute: 56 euro per i fringe tradizionali e 70 euro per rimborsi utenze, canone di locazione e mutui.

Trend welfare 2026 in sintesi

Indicatore
Dato Osservatorio Welfare Edenred 2026
Credito welfare medio pro capite
1.000 euro
Utilizzo credito disponibile
84%
Contratti attivi con welfare
68%
Fringe benefit sul totale utilizzato
55,1%
Area ricreativa sul totale utilizzato
21,7%
Rimborsi istruzione sul totale utilizzato
13,1%

Il welfare aziendale ha un ruolo sempre più centrale, ma va progettato

Cosa significa tutto ciò per le aziende? Che non tutte le categorie rispondono allo stesso bisogno. Alcune voci accompagnano spese ricorrenti e di breve periodo; altre intervengono su esigenze più specifiche, ma economicamente più rilevanti. Un piano welfare efficace deve riuscire a tenere insieme entrambe le dimensioni.

In questo scenario, può rientrare anche il concetto di “stipendio emotivo”, inteso come l’insieme degli elementi non solo economici che rafforzano la proposta dell’azienda: benessere, flessibilità, servizi, attenzione ai bisogni, qualità dell’esperienza di lavoro. 

In questo contesto, il welfare aziendale ha un ruolo sempre più centrale perché contribuisce a migliorare il modo di vivere dentro e fuori l’azienda e a costruire valore intorno al lavoro, soprattutto quando risponde a bisogni concreti.

Cosa significa tutto ciò per le aziende? Che non tutte le categorie rispondono allo stesso bisogno. Alcune voci accompagnano spese ricorrenti e di breve periodo; altre intervengono su esigenze più specifiche, ma economicamente più rilevanti. Un piano welfare efficace deve riuscire a tenere insieme entrambe le dimensioni.

In questo scenario, può rientrare anche il concetto di “stipendio emotivo”, inteso come l’insieme degli elementi non solo economici che rafforzano la proposta dell’azienda: benessere, flessibilità, servizi, attenzione ai bisogni, qualità dell’esperienza di lavoro. 

In questo contesto, il welfare aziendale ha un ruolo sempre più centrale perché contribuisce a migliorare il modo di vivere dentro e fuori l’azienda e a costruire valore intorno al lavoro, soprattutto quando risponde a bisogni concreti.

 
 

Ciò che conta adesso, più che in passato, è evitare di considerare i benefit come qualcosa da scegliere da un “catalogo” e puntare, invece, sul progettare strumenti semplici, comprensibili e davvero utilizzabili. 

I trend del welfare 2026 indicano una direzione precisa: il welfare cresce quando entra nella quotidianità, quando le persone lo capiscono e quando il credito disponibile diventa una risposta concreta. Per le aziende, la sfida è passare da un piano presente a un piano vissuto: meno complessità, più facilità d’uso e impatto concreto.

Vuoi saperne di più su dati, trend e statistiche sul welfare aziendale in Italia?

I trend del welfare 2026 indicano una direzione precisa: il welfare cresce quando entra nella quotidianità, quando le persone lo capiscono e quando il credito disponibile diventa una risposta concreta. Per le aziende, la sfida è passare da un piano presente a un piano vissuto: meno complessità, più facilità d’uso e impatto concreto.

Vuoi saperne di più su dati, trend e statistiche sul welfare aziendale in Italia?

Domande frequenti sui trend welfare

Quali sono i principali trend del welfare aziendale nel 2026?

Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026, il welfare aziendale è sempre più concreto e vicino alle persone nella vita di ogni giorno. I trend più rilevanti riguardano la crescita del credito welfare medio, l’aumento dell’utilizzo effettivo e il peso sempre più forte dei fringe benefit, che rappresentano il 55,1% del totale utilizzato.

Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred 2026, il welfare aziendale è sempre più concreto e vicino alle persone nella vita di ogni giorno. I trend più rilevanti riguardano la crescita del credito welfare medio, l’aumento dell’utilizzo effettivo e il peso sempre più forte dei fringe benefit, che rappresentano il 55,1% del totale utilizzato.

Quali benefit guidano la spesa welfare nel 2026?

Nel 2025, secondo i dati dell’Osservatorio Welfare Edenred 2026, i fringe benefit sono la prima voce della spesa welfare, con il 55,1% del totale utilizzato. Seguono l’area ricreativa, al 21,7%, e i rimborsi istruzione, al 13,1%. Questi dati mostrano un welfare sempre più orientato a bisogni immediati, ricorrenti e facilmente riconoscibili.

Nel 2025, secondo i dati dell’Osservatorio Welfare Edenred 2026, i fringe benefit sono la prima voce della spesa welfare, con il 55,1% del totale utilizzato. Seguono l’area ricreativa, al 21,7%, e i rimborsi istruzione, al 13,1%. Questi dati mostrano un welfare sempre più orientato a bisogni immediati, ricorrenti e facilmente riconoscibili.

Perché l’Osservatorio Welfare Edenred è una fonte utile per leggere il welfare aziendale in Italia?

L’Osservatorio Welfare Edenred 2026 analizza, ogni anno, dati reali sull’utilizzo del welfare aziendale. Per questa edizione fa riferimento a un campione di 5.500 aziende e 870.000 beneficiari Edenred. Per questo offre una base solida per capire come cambiano credito welfare, categorie di spesa, comportamenti di utilizzo e bisogni delle persone.

L’Osservatorio Welfare Edenred 2026 analizza, ogni anno, dati reali sull’utilizzo del welfare aziendale. Per questa edizione fa riferimento a un campione di 5.500 aziende e 870.000 beneficiari Edenred. Per questo offre una base solida per capire come cambiano credito welfare, categorie di spesa, comportamenti di utilizzo e bisogni delle persone.

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