Trend Welfare
12 Giu 2025

Scelte di utilizzo del credito welfare: boom dei fringe benefit

Per la prima volta i fringe benefit raggiungono oltre il 50% dell’intera spesa in welfare aziendale. Sono in progressiva contrazione invece i servizi welfare “tradizionali”, come istruzione, pensione integrativa e sanitaria, che sono passati complessivamente dal 70% al 22% in otto anni.
fringe benefit

Oltre il 52% della spesa welfare è assorbita dai fringe benefit. Per la prima volta una sola categoria di spesa rappresenta oltre la metà della spesa totale in welfare. Segue, subito dopo, con il 23% la scelta per l’area ricreativa. La categoria istruzione (rimborsi) è al 13,5%, la previdenza integrativa al 5,6% e l’assistenza sanitaria al 3,2%. In fondo, la mobilità con l’1,5% e l’assistenza familiare con lo 0,9%.

Questi alcuni dei dati più significativi che emergono dall’indagine dell’Osservatorio Welfare 2025 a cura di Edenred su un campione di oltre 5.000 aziende e 770.000 dipendenti.

Si osserva inoltre un aumento dell’utilizzo delle quote welfare. Nel bimestre conclusivo del 2024, infatti, il dato è dell’84%, valore in evidente crescita rispetto ai mesi di novembre-dicembre degli anni precedenti.

Come sono cambiati i consumi delle quote welfare in flexible benefit negli anni. Nel 2017 la quota di utilizzo in fringe rappresentava il 16% del totale. Negli anni successivi è costantemente cresciuta toccando quota 39% nel 2022 e 32% nel 2023, fino al 52% del 2024. Seppur con percentuali minori, anche l’utilizzo in area ricreativa ha evidenziato una costante crescita di anno in anno, passando dal 12% del 2017 al 23% del 2024. Insieme, oggi, le due categorie di consumo principali rappresentano il 75% della quota di spesa complessiva. Per contro, le voci di spesa “tradizionali” quali i rimborsi per l’istruzione, l’assistenza sanitaria e la previdenza integrativa, che nel 2017 e i primi anni successivi rappresentavano le principali voci di spesa, sono passate complessivamente dal 70% del 2017 al 22% della quota complessiva del 2024.

L’andamento mensile dei consumi welfare. Negli anni si è progressivamente attenuata la stagionalità dell’utilizzo di credito welfare che evidenziava percentuali di consumo significative soprattutto in alcuni mesi dell’anno. Nel triennio 2019-2021, in particolare, i mesi di maggiore concentrazione erano quelli estivi, ossia giugno-luglio, con percentuali fino al 17% del luglio 2019, e ottobre-novembre con il picco del 16% a novembre del 2022. Il 2024, invece, evidenzia un maggior equilibro di utilizzo spalmato nei mesi dell’anno e una minore stagionalità.

L’utilizzo mensile dei fringe benefit. Dopo i picchi rappresentati dai mesi di novembre e dicembre del 2022, influenzati dagli interventi normativi del periodo e circoscritti alla fase finale dell’anno in questione, nel 2023 ma soprattutto nel 2024 – alla luce di un nuovo e soprattutto stabile quadro normativo – l’abitudine di consumo si è maggiormente equilibrata durante i mesi dell’anno, con alcuni valori più alti nei mesi di giugno-luglio e novembre.

L’utilizzo mensile dell’area ricreativa. Il 2024 registra una distribuzione mensile dei consumi nei servizi appartenenti alla cosiddetta area ricreativa sostanzialmente identica al 2023, dove si denota un sostanziale equilibrio dell’utilizzo mensile, con percentuali più elevate nei mesi di maggio, giugno, luglio e novembre. Negli anni 2021 e 2022, i valori di consumo nei quattro mesi principali erano percentualmente più marcati, come il 16% di giugno e il 15% di novembre 2021.