Generazioni
12 Giu 2025

Welfare aziendale: come cambia la quota di credito welfare con l’età

L’Osservatorio Edenred 2025 evidenzia forti differenze generazionali nell’accesso al welfare aziendale, con dinamiche di genere che si modificano nel tempo.
credito welfare

La quota di credito welfare in base al genere. Le donne hanno un maggiore credito welfare, come emerge dall’indagine dell’Osservatorio Welfare 2025 di Edenred che ha coinvolto oltre 5.000 aziende e 770.000 dipendenti.
In linea con il trend osservato dal 2020, anche nel 2024 si conferma infatti il differenziale di genere nella disponibilità di credito welfare, che risulta maggiore del 5% per la componente femminile, 1.030 euro, rispetto a quella maschile, 980 euro.

Da osservare nella lettura di questo dato la peculiarità del campione Edenred rispetto alla composizione di genere del mercato del lavoro italiano. Secondo il dato Istat la componente femminile in Italia è del 41% contro il 59% di quella maschile. Per contro, il campione Edenred evidenzia una dissimile composizione, ossia il 34% della componente femminile contro il 66% di quella maschile. Tale differenza è influenzata soprattutto dal peso dei settori produttivi dell’industria e del manifatturiero nel campione dei beneficiari Edenred, comparti in cui notoriamente la presenza femminile è minore.

La quota di credito welfare in base all’età. È più eterogenea, tuttavia, la situazione tenuto anche conto della fascia d’età degli utenti. Da una parte si rileva mediamente un aumento della quota pro capite all’aumentare dell’età, verosimilmente correlabile all’anzianità lavorativa dei beneficiari e a conseguenti livelli salariali maggiori, di cui il welfare può rispecchiare la composizione. Dall’altra parte l’andamento della disponibilità di credito welfare nella coorte femminile rileva tre distinti fenomeni da sottolineare. Per le fasce d’età più giovani la quota media pro capite per il campione femminile risulta essere marcatamente più alta della controparte maschile (in media più dell’11% entro i 39 anni), dato dovuto probabilmente all’erogazione welfare aggiuntiva a favore delle donne madri che molte aziende hanno introdotto negli anni.

Tra i 40 e i 59 anni il campione presenta erogazioni in media allineate tra i due gruppi, mentre oltre i 60 anni è ancora evidente, sebbene in misura inferiore rispetto al passato, un ritardo nell’erogazione media delle quote per il genere femminile, quantificabile attorno al 6% della controparte maschile (1.050 euro per le donne vs 1.120 euro per gli uomini).

Tra le ultime due edizioni dell’Osservatorio si restringono le differenze percentuali agli estremi della distribuzione, segnalando un lento e progressivo allineamento delle erogazioni medie welfare tra i generi, date le diverse fasce d’età.
Si evidenzia che, a facilitare ulteriormente questo trend di allineamento tra generi nel prossimo futuro, si osserverà una sospensione delle iniziative welfare a favore delle dipendenti con figli, a seguito dell’intervento dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui non è possibile individuare una ”categoria di dipendenti” sulla base di una distinzione non legata alla prestazione lavorativa ma a caratteristiche o condizioni personali o familiari del dipendente.