Welfare aziendale
23 Giu 2022
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Micromobilità e sharing mobility in azienda

Oggi il benessere dei dipendenti è associato anche alla mobilità sostenibile. Per ottimizzare gli spostamenti casa-lavoro è possibile introdurre soluzioni innovative, con benefici in termini di risparmio economico e riduzione delle emissioni di CO2.
Autore
Redazione
micromobilità in azienda

La micromobilità ha preso piede nei centri urbani. Complice prima la pandemia e dopo il boom dei prezzi di benzina e gasolio, e-bike, monopattini e altri mezzi alternativi hanno invaso le città in una maniera impensabile fino a qualche anno fa. Oggi svolgono una funzione di considerevole importanza all’interno della mobilità sostenibile urbana.

I motivi di questa “scalata” sono senz’altro da attribuirsi all’inquinamento atmosferico e al riscaldamento globale del Pianeta, che negli ultimi decenni sono stati presenti sempre più frequentemente nella sensibilità pubblica, tanto da spronare anche la politica verso l’adozione di soluzioni di mobilità sostenibile.

Il futuro è quindi orientato sempre più verso la micromobilità urbana, con lo scopo di generare uno spazio sempre maggiore per pedoni e biciclette, a fronte di una minore circolazione delle auto per ridurre le emissioni nocive nell’aria. Vediamo di capirne di più.

Cos’è la micromobilità

Piccoli veicoli elettrici oggi fiancheggiano le auto di nuova generazione nella lotta all’inquinamento, offrendo anche una soluzione di spostamento rapido ed ecologico che può sostituire l’uso della bicicletta.

Tra questi mezzi, oltre ai monopattini elettrici che tutti conosciamo, si diffondono sempre di più i segway, dispositivi che funzionano sfruttando una combinazione di informatica, meccanica ed elettronica e i monowheel, strumenti simili all’uniciclo e dotati di una sola ruota. Ci sono anche gli hoverboard, veicoli dotati di ruote parallele che consentono il trasporto di persone in posizione di equilibrio, sfruttando sensori giroscopici e dispositivi elettronici di bordo.

Le norme che regolano la micromobilità in Italia

Per rispondere a questa domanda bisogna tenere conto delle novità normative del 2021. Un primo passo verso una regolamentazione più precisa sui monopattini elettrici è stato introdotto con il decreto infrastrutture DL 121/2021, convertito nella Legge 9 novembre 2021 n.1256, che non risolve tutte le questioni aperte, ma introduce alcune novità, in particolare: 

  • riduzione del limite massimo di velocità, da 25 km/h a 20 km/h su strada;
  • conferma del limite di 6 km/h nelle aree pedonali;
  • divieto di sosta sui marciapiedi;
  • sanzione pecuniaria da un minimo di 42 euro a un massimo di 168 euro per violazione della norma, secondo l’articolo 158 del Codice Stradale;
  • obbligo di frecce e stop per i nuovi monopattini a partire dal 1° luglio 2022 (quelli già in circolazione dovranno essere adeguati entro il 1° gennaio 2024). 

Inoltre, secondo la nuova normativa sui monopattini elettrici, verrà applicata la confisca del mezzo nei seguenti casi: mancanza di luci, frecce e/o stop, monopattino “truccato”, ossia nel caso in cui viene alterato il motore per aumentarne la velocità, monopattino modificato nella struttura, come nel posizionamento per un posto a sedere.

Le dotazioni che dovrebbero sempre essere utilizzate da chi gira in monopattino elettrico sono il casco di protezione, ginocchiere e para gomiti in considerazione dell’esposizione che il guidatore ha nei confronti di altri mezzi circolanti e per eventuali cadute autonome dovute a dissesti stradali.

La micromobilità in azienda oggi

La micromobilità sta iniziando ad entrare anche nel mondo imprese e nella visione di mobilità aziendale, ma essendo un fenomeno attuale e ancora sottoposto a cambiamenti, l’approccio dei fleet e mobility manager aziendali resta di grande prudenza verso questi mezzi, attendendo una regolamentazione più stringente che possa assicurare una circolazione in maggiore sicurezza sulle strade italiane.

Per il momento è sicuramente molto utile introdurre soluzioni di mobilità sostenibile per gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti aziendali, in particolare per gli spostamenti di prossimità, dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare, risolvendo il problema dell’«ultimo chilometro», cioè quel tratto di percorso che divide la fermata del mezzo pubblico dalla destinazione finale dell’utente. 

Come introdurre la micromobilità e la sharing mobility in azienda

Le strategie, in questo caso, vengono indirizzate alla creazione di un contesto favorevole all’uso della mobilità dolce da parte dei dipendenti:  

  • realizzazione di stalli per biciclette o di spazi dedicati ai monopattini elettrici, con
  • stazioni di ricarica elettrica per e-bike e monopattini; 
  • realizzazione di spogliatoi con docce per i dipendenti;
  • acquisto di bici aziendali per utilizzo su prenotazione; 
  • convenzioni con aziende al fine di fornire servizi di bikesharing o micromobilità condivisa dedicati o a prezzi agevolati per i dipendenti.

Ulteriori misure e soluzioni di mobilità possono essere attuate tramite strumenti informatici e di comunicazione, come per esempio: 

  • iniziative che favoriscano la sensibilizzazione dei dipendenti sui temi della mobilità sostenibile; 
  • corsi di formazione per i dipendenti; 
  • incentivi all’utilizzo di app per il monitoraggio degli spostamenti; 
  • richieste di interventi di messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali/ciclabili in prossimità degli accessi alle sedi aziendali.

Altre soluzioni:

  • favorire l’acquisto di un mezzo ciclabile a pedalata muscolare o assistita per incentivare l’utilizzo da parte dei dipendenti attraverso un contributo economico; 
  • stipulare convenzioni con aziende che offrono servizi di mobilità condivisa di mezzi a mobilità dolce: impatterebbe positivamente sul cambiamento modale degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, inoltre ridurrebbe congestione stradale ed emissioni inquinanti in città;
  • favorire gli spostamenti con mezzi di micromobilità, come biciclette e monopattini, realizzando in azienda infrastrutture che permettano ai dipendenti di lasciare la propria attrezzatura in sicurezza e che permettano anche la ricarica delle batterie.

Edenred Mobility per la micromobilità

Analizzare le abitudini di spostamento del personale aziendale per redigere un piano di mobilità è fondamentale. Senza questa analisi preliminare è impossibile per le imprese avviare la transizione verso un modello di mobilità sostenibile.

Edenred da tempo ha intrapreso un percorso di rivoluzione in ambito green attraverso Edenred Mobility, la piattaforma modulare che permette oggi alle aziende di raccogliere, in un unico portale, tutte le informazioni e tool dedicati alla mobilità sostenibile, sensibilizzando il dipendente sul tema e dotandolo di tutti i servizi necessari per migliorare il proprio percorso casa – lavoro.

La piattaforma Edenred Mobility, attraverso un’offerta integrata di moduli interattivi, permette a ciascuna azienda di costruire il proprio piano di mobilità, valorizzandone l’iniziativa aziendale e rispondendo alle reali esigenze dei propri collaboratori attraverso anche l’offerta di convenzioni con i principali provider di micromobilità operanti sul territorio nazionale.

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