Buoni Pasto
5 Feb 2026
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Buoni pasto per la scuola: cosa si prevede per docenti e personale ATA

Negli ultimi mesi si è acceso il dibattito sull’introduzione dei buoni pasto per docenti e ATA. Una misura che punta a colmare una storica disparità rispetto ad altri comparti della PA. In questo articolo analizziamo la situazione attuale, le novità normative e le prospettive future.
Autore
Studio tributario e-IUS – Tax&Legal
buoni pasto docente e ATA

La proposta di introdurre i buoni pasto per docenti e personale ATA nasce dalla consapevolezza delle difficoltà che ogni giorno il personale scolastico affronta. Le lunghe ore di lavoro e le tante responsabilità rendono importante offrire un sostegno concreto.

I buoni pasto rappresentano un aiuto economico utile per coprire spese dei pasti durante la giornata lavorativa e, allo stesso modo, un segno di riconoscimento per il valore del lavoro svolto dagli insegnanti e ATA.

L’introduzione di buoni pasto per personale ATA e docenti ha come obiettivo anche quello di rendere più equi i benefici tra i diversi settori pubblici, riducendo le differenze che ancora esistono e che incidono negativamente sul clima e sull’efficienza delle scuole.

L’attenzione crescente verso questo tema ha portato all’approvazione di un ordine del giorno che impegna il Governo ad intervenire in modo concreto. Vediamo di cosa si tratta.

Buoni pasto docenti e personale ATA: situazione attuale e normativa

Dopo anni di richieste da parte dei sindacati, in particolare dell’ANIEF, la battaglia per ottenere i buoni pasto nella scuola fa un passo avanti.
In Senato, la 7ª commissione (Cultura e Istruzione) ha approvato l’ordine del giorno G/1689 Sez. I/2/7, un atto politico che impegna il Governo a valutare l’introduzione dei buoni pasto per docenti e personale ATA.

L’obiettivo è di inserire questa misura nel prossimo contratto collettivo nazionale (CCNL 2025-2027), la cui trattativa è in corso presso l’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni). 

La normativa vigente, in particolare il D.lgs. 36/2023 (art. 131) e il suo Allegato II.17 (art. 4, comma 1, lettera c)), stabilisce che il buono pasto è un servizio sostitutivo di mensa e può spettare anche ai dipendenti che non hanno una pausa pranzo formale.

Sebbene in diversi comparti della Pubblica Amministrazione i buoni pasto siano già presenti, nel contratto attualmente applicato a docenti e personale ATA tale istituto non è contemplato.
L’ordine del giorno citato richiama l’attenzione su questo tema e propone di valutare l’introduzione dei buoni pasto per il personale che svolge più di sei ore di servizio giornaliero, tenendo conto dei limiti di bilancio disponibili.

Tale considerazione assume particolar rilievo, con la Legge di Bilancio 2026 che ha introdotto una modifica all’art. 51, comma 2, lett.c), TUIR, prevedendo l’innalzamento del limite dei buoni pasto – erogati in forma elettronica – da 8 a 10 euro, per tutti i dipendenti, sia del settore privato, sia del settore pubblico. 

Perché si parla di buoni pasto nella scuola: prospettive e dibattito

La proposta di Anief di introdurre i buoni pasto per docenti e personale ATA si inserisce in un quadro più ampio di richieste volte a migliorare le condizioni economiche del personale scolastico.
Il buono pasto è, infatti, una delle soluzioni più erogate dalle aziende ai propri dipendenti e rappresenta uno strumento fondamentale di integrazione al reddito, presente anche nel settore pubblico.

Tuttavia, le regole che ne stabiliscono l’assegnazione non sono sempre chiare e spesso generano dubbi.

Un recente decisione della Corte di Cassazione (ordinanza n. 2552/2025) ha confermato e rafforzato un diritto spettante per i lavoratori del comparto pubblico: il diritto a ricevere il buono pasto. I buoni pasto sono, infatti, uno strumento diffuso in diversi settori lavorativi in Italia e generalmente considerati un supporto utile e apprezzato per la gestione dei pasti, non solo in pausa pranzo.

Attualmente, il contratto del personale docente e ATA non prevede questo benefit; per questo motivo, il tema della loro eventuale introduzione viene periodicamente richiamato nel dibattito pubblico e istituzionale, anche in relazione al trattamento previsto in altri comparti della Pubblica Amministrazione.

Il ruolo dei buoni pasto oggi

Nel più ampio contesto delle misure di sostegno al reddito, la Legge di Bilancio 2026, come dicevamo, ha inoltre innalzato il limite di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici, portandolo da 8 a 10 euro.
Si tratta di un intervento inserito nel quadro delle politiche a supporto dei nuclei familiari, volto a rafforzare gli strumenti già disponibili per lavoratori e imprese.

Nel contesto attuale, aziende come Edenred mostrano quanto i buoni pasto e, in generale, tutte le misure welfare possano essere efficaci.
Il buono pasto Ticket Restaurant® di Edenred è il più diffuso e può essere utilizzato per ogni occasione: spesa nei supermercati e discount di fiducia, mercati di quartiere, pausa pranzo in bar, ristoranti, pizzerie, ma anche per il food delivery per una cena con gli amici, ordini online e take-away sotto l’ufficio o vicino casa.

Con una rete di oltre 300.000 strutture convenzionate in tutta Italia, dai grandi marchi ai negozi di prossimità e online, Edenred garantisce una copertura totale e massima libertà di scelta per gli utilizzatori offrendo soluzioni pratiche e immediatamente utilizzabili dal personale.

Il welfare per il personale scolastico oggi: cosa c’è al posto dei buoni pasto

Il Decreto PA introduce diverse novità per il personale scolastico, con alcune misure di welfare destinate a docenti e ATA (es. assicurazione sanitaria integrativa).
Nonostante i progressi, il welfare del comparto scolastico rimane incompleto. Manca, infatti, un beneficio ormai diffuso in molti settori pubblici: i buoni pasto.

Per tale ragione, il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha lanciato un programma innovativo per docenti e personale scolastico, impiegato nel mondo della scuola. L’obiettivo è offrire vantaggi concreti nella vita quotidiana attraverso convenzioni, sconti e nuove coperture assicurative, nonché vantaggi e benefici derivanti dal riconoscimento del diritto ai buoni pasto per il personale scolastico.

Buoni pasto digitali per docenti e ATA: come potrebbero funzionare con Edenred

Se introdotti nel settore scolastico, i buoni pasto digitali potrebbero rappresentare una soluzione pratica e moderna per docenti e personale ATA.

Grazie a provider come Edenred, i lavoratori potrebbero gestire i propri buoni pasto direttamente dall’app, utilizzando un’ampia rete di esercizi convenzionati tra bar, ristoranti e supermercati.

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Domande e risposte frequenti (FAQ) sui buoni pasto per docenti e personale ATA

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