Welfare aziendale
28 Mag 2021
| 6'

Car sharing e car pooling, cosa sono e quali sono i vantaggi per la tua azienda

Condividere un’auto di proprietà dell’azienda o del dipendente stesso sono nuovi modi di sostenere una mobilità diversa. Ecco come inserirli nel welfare aziendale e perché conviene
Autore
Team Edenred

Milano-Pechino 8.091 chilometri: questa distanza si potrebbe coprire mettendo in fila, una dietro l’altra, le 1,8 milioni di auto utilizzate ogni giorno dai pendolari italiani per andare al lavoro. 2 su 3, poi, sarebbero vuote con a bordo il solo guidatore.

Uno spreco di denaro – si stima un costo annuale di 1.600 euro per dipendente – e di tempo. Senza contare lo stress e l’inquinamento prodotto dal quotidiano serpentone a quattro ruote.

Ecco perché dall’inserimento di soluzioni corporate car sharing o di bonus per incentivare il car pooling tra colleghi all’interno di un piano di welfare aziendale ci guadagnano tutti: azienda e dipendente.

In questo articolo vediamo quali sono le differenze tra il car sharing aziendale e il car pooling, analizzando gli aspetti dell’uno e dell’altro e cercando di capire quale delle due modalità conviene, oltre a illustrarti Easy Mobility di Edenred.

Cosa si intende per car sharing aziendale

Innanzitutto, cosa si intende per car sharing? Diciamo che si tratta di un tipo di mobilità ormai entrata nella vita di ciascuno di noi e, che come può intuire anche chi mastica poco l’inglese, consiste nella condivisione di un’auto che però non è di proprietà di chi la utilizza. Appartiene infatti a un’azienda, di solito società di car sharing, che la dà a noleggio per un breve periodo. Nato in Svizzera, per quanto riguarda l’Italia il primo esperimento risale al 2001 grazie a un’iniziativa di un gruppo di soci di Legambiente.

Il car sharing aziendale, detto anche corporate car sharing, è dunque la versione business di questo tipo di mobilità sostenibile.

 
 

Si tratta di condividere con i propri colleghi un mezzo - l’auto, ma può essere anche un furgone, per intenderci - di fatto di proprietà dell’azienda, senza averne una assegnata al singolo dipendente.

Il corporate car sharing consente quindi di sfruttare al meglio l’auto aziendale che da vantaggio esclusivo diventa benefit condiviso.

Tra l’altro consente di andare sempre più verso la mobilità aziendale che è stata regolata anche da importanti decreti.

Il primo è stato il Decreto Ronchi che nel 1998 ha previsto che le aziende con più di 300 dipendenti (per unità locale) o complessivamente con più di 800 dipendenti distribuiti su più unità locali dovessero redigere annualmente un Piano Spostamenti Casa – Lavoro e nominare un mobility manager aziendale.

In quest’ottica è andato ancora di più il Decreto Rilancio del 2020 per cui le aziende con più di 100 dipendenti (con sede in centri urbani con più di 50.000 abitanti) devono redigere annualmente un Piano Spostamenti Casa – Lavoro e nominare un mobility manager aziendale.

Nel maggio 2021, poi, è stato firmato il decreto attuativo con cui il ministero della Transazione Ecologica ha dato seguito a quanto deciso con il Decreto Rilancio prevedendo che la figura del mobility manager diventi obbligatoria per le aziende con più di 100 dipendenti.

Come funziona il car sharing per i dipendenti

Fin qui tutto chiaro, ma di fatto come funziona? Le aziende di solito si avvalgono di società terze che danno loro i veicoli e la piattaforma attraverso cui i dipendenti – da desktop o da mobile tramite app – possono prenotare il loro mezzo. Per far sì che i dipendenti possano contattarsi tra di loro alcuni servizi mettono a disposizione anche della chat interne.

Quanto a Edenred, nel 2020 ha lanciato Easy Mobility: si tratta di una nuova piattaforma modulare con un’offerta integrata di moduli interattivi dedicata proprio alla mobilità aziendale. Funziona come un car sharing tradizionale che attraverso strumenti innovativi permette di ottimizzare gli spostamenti casa-lavoro per i dipendenti.

Tra i vari moduli offerti c’è quello dedicato al car sharing che offre ai dipendenti l’acquisto di voucher a prezzi agevolati. Il numero di provider di car sharing è in continuo aumento perché Easy Mobility vuole offrire un livello di servizio elevato così come tutta la capillarità possibile sul territorio nazionale.

Lato azienda, potrai rateizzare in busta paga il costo dei voucher dei dipendenti.

Perché conviene il car sharing aziendale

Di certo è un buon modo per le imprese di aumentare l’efficienza del parco veicoli – a oggi fermi per più dell’80% del tempo – e di attrarre i migliori talenti, contribuendo positivamente al work-life balance.

Ma non solo: per la tua impresa, se vai in questa direzione, ci possono essere altri vantaggi. Tra questi il fatto di veder diminuire ritardi e assenze dovute a code, scioperi o guasti alle automobili. Senza dimenticare l’ambiente con tonnellate di Co2 in meno immesse nell’atmosfera.

E questo ovviamente ha una ricaduta anche sul CSR ossia sulla Corporate Social Responsibility: la tua azienda dimostra di prendere delle decisioni che hanno anche e soprattutto un impatto a favore della comunità e non solo per se stessa.

Infine, la condivisione di qualcosa di importante come l’auto può incentivare la collaborazione tra colleghi.

E lato dipendente: conviene il car sharing aziendale? Sicuramente perché dividendo il costo del viaggio con i colleghi si riesce a risparmiare fino a 1.200 euro all’anno e a diminuire le ore passate nel traffico o a cercar parcheggio. Inoltre un’auto condivisa comporta meno preoccupazioni sulla manutenzione o, meglio, anche queste sono “condivise”.

Pianficare la mobilità aziendale con Easy Mobility

Easy Mobility di Edenred, inoltre, permette di raccogliere e analizzare i dati relativi alla mobilità dei dipendenti in modo semplice e intuitivo.

Vagliando le loro abitudini, sarai in grado di progettare e pianificare al meglio la mobilità aziendale. In quest’ottica, poi, sono importanti i questionari web-based personalizzati e il monitoraggio real-time.

 
 

Entrambe queste possibilità permettono di avere un quadro aggiornato della mobilità aziendale e di attuare interventi coerenti con i bisogni dei dipendenti legati agli spostamenti.

Cos’è il car pooling aziendale e come funziona

Oltre al servizio di car sharing, è in crescita il car pooling. Cosa si intende con queste due parole?

Si parla in questo caso di condivisione di un’auto di proprietà di un lavoratore con altri colleghi per gli spostamenti casa-azienda o per le trasferte di lavoro. Se stai pensando ai classici passaggi tra colleghi, non sei così lontano dal vero, solo che si tratta ormai di una mobilità condivisa molto ben organizzata e che prevede anche l’uso di piattaforme esterne.

La soluzione di Edenred ha anche un modulo dedicato al car pooling: con Mobility Pooling i dipendenti possono trovare colleghi con cui condividere il percorso e questo grazie al software che segnala gli utenti che abitano vicini e compiono lo stesso tragitto.

Da non tralasciare poi l’aspetto della gamification che premia chi condivide di più aiutando a raggiungere l’obiettivo di diminuire l’inquinamento e favorire la socializzazione tra i colleghi. Chi informa gli altri sul proprio percorso, infatti, accumula punti che può spendere in uno store dedicato, personalizzabile dall’azienda, con servizi interessanti per il target di riferimento.

La differenza tra car sharing e car pooling

La differenza con il car sharing consiste sostanzialmente in questo: se in quel caso l’auto condivisa è di proprietà dell’azienda, nel car pooling l’auto appartiene al dipendente che la condivide con gli altri colleghi.

Ci si mette d’accordo dunque per recarsi insieme in azienda o in fabbrica, o per andare in trasferta, condividendo anche il tempo speso nello spostamento.

E i numeri sembrano dare ragione a questo fenomeno: come riporta il sito Sicurauto rilevando a sua volta i dati di Jojob, società di car pooling, sono 4.288.848 i km che sono stati percorsi condividendo l’auto nel tragitto casa lavoro, contribuendo a togliere dalla strada quasi 200.000 auto. Certo, il Covid-19 e il distanziamento sociale nel 2020 non hanno aiutato, ma non è detto che non si torni ad apprezzare a pieno questo tipo di mobilità.

Cosa puoi fare dunque se sei un’impresa? Il tuo piano di welfare aziendale può incentivare questa circolazione virtuosa adottando le soluzioni che ti abbiamo descritto sopra oltre a prevedere posteggi riservati ai carpoolers, buoni carburante o altri premi aziendali.

E anche l’impresa ci guadagna: di che cosa si parlerà mai in macchina fra colleghi, se non di lavoro?

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