Buoni acquisto e benzina
19 Gen 2023
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Bonus benzina: in cosa consiste l’esenzione fiscale e contributiva di 200 euro annui per dipendente

Con il Decreto Trasparenza, il Governo ha previsto, anche per il 2023, la facoltà per i datori di lavoro di erogare ai propri dipendenti buoni benzina esenti fino al valore di 200 euro annui per beneficiario. Scopri come funziona, chi ne ha diritto e come ottenerlo.
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Studio tributario e-IUS – Tax&Legal
bonus benzina

Dando seguito alle misure introdotte lo scorso anno con il Decreto Ucraina (art. 2, D.L. n. 21/2022), il Governo è nuovamente intervenuto per fronteggiare la situazione di eccezionale urgenza e contenere gli effetti derivanti dall’aumento del costo dei carburanti. È stato, difatti, prorogato, con l’art. 1, comma 1, D.L. n. 5/2023 (Decreto Trasparenza), il bonus benzina da assegnare ai dipendenti, da parte dei datori di lavoro privati, per l’acquisto di carburante. 

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste il bonus benzina, chi ne ha diritto e come utilizzarlo. 

Bonus benzina 2023: cos’è e come funziona

Quando parliamo di bonus benzina, ci riferiamo a un buono o voucher, in formato cartaceo o elettronico, destinato all’acquisto di carburanti (come benzina, gasolio, GPL e metano) e assegnato dai datori di lavoro privati ai propri dipendenti. 

Tale benefit è stato introdotto per la prima volta dal Decreto Ucraina, il quale aveva previsto che, per il solo anno 2022, il lavoratore potesse ricevere dal datore di lavoro buoni benzina non imponibili ai fini fiscali e contributivi fino a 200 euro annui.

L’art. 1, comma 1 del Decreto Trasparenza ha prorogato l’agevolazione prevedendo che i buoni carburante attribuiti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023 non concorreranno alla formazione del reddito dei beneficiati entro il medesimo limite stabilito dal precedente provvedimento, ossia 200 euro annui per lavoratore.

Vediamo insieme quali sono le concrete modalità attuative della nuova misura a sostegno dei lavoratori, tenendo anche conto di quanto affermato dalla prassi in merito alla prima versione del bonus carburante (Circ. n. 27/E/2022) e valido anche per il benefit previsto per l’anno 2023, data l’identica struttura.

 
 

Anche per l’anno 2023 e per espressa previsione di legge, quindi, il lavoratore dipendente potrà ricevere gratuitamente dal datore buoni benzina non imponibili fino a 200 euro, nonché usufruire di altri beni o servizi, non tassati sino al limite della franchigia di 258,23 euro come fringe benefit esenti.

Non solo: il buono benzina è esente anche ai fini contributivi.
Come si può vedere, i vantaggi sono diversi, ma bisogna prestare molta attenzione alle tempistiche. Si tratta infatti di un’esenzione con carattere temporaneo. Cosa significa? Che trova applicazione per tutto il 2023.  

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Chi ha diritto al bonus benzina?

Perché venga riconosciuto il buono benzina ci devono essere determinate condizioni. 

In particolare, per quel che riguarda l’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazione, l’art. 1, comma 1, D.L. n. 5/2023 individua le specifiche caratteristiche per individuare il datore di lavoro, che eroga il bonus, e i lavoratori destinatari dello stesso.

Innanzitutto, i buoni benzina possono essere erogati dai “datori di lavoro privati”, cioè che operano nel “settore privato” (Circ. n. 27/E/2022).
Rientrano, quindi, tra gli erogatori le imprese individuali o collettive (S.p.A, S.r.l, ecc…), i titolari di partita IVA, (lavoratori autonomi e liberi professionisti), nonché gli enti non commerciali (onlus, associazioni, fondazioni etc.), sempre che dispongano di propri lavoratori dipendenti.

Sono, invece, escluse le amministrazioni pubbliche, di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001, fatta eccezione per gli enti pubblici economici che non rientrano tra le amministrazioni pubbliche richiamate da tale disposizione e che si considerano, quindi, rientranti nel settore privato (vedi Risp. n. 15/2023).

Per quanto riguarda i destinatari del bonus carburante, l’art. 1, comma 1, D.L. n. 5/2023 si riferisce, genericamente, proprio come per la precedente versione del bonus di cui al Decreto Energia, ai “lavoratori dipendenti”.

L’Amministrazione finanziaria, nella Circolare menzionata prima, ha sostenuto che, al fine di individuare i potenziali beneficiari dei buoni benzina, rileva la tipologia di reddito prodotto, ossia quello di lavoro dipendente. Tale affermazione lascia permanere, tuttavia, dei dubbi in merito alla possibilità di includere tra i destinatari del benefit anche i lavoratori titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente.

A ben vedere, però, la nuova disposizione del Decreto Trasparenza stabilisce espressamente che rimane fermo quanto previsto dall’art. 51, comma 3, ultimo periodo, TUIR.

In particolare, la disposizione include nella platea dei beneficiari dei fringe benefit esenti non solo i percettori di redditi di lavoro dipendente, ma, altresì, i percettori di redditi assimilati al reddito di lavoro dipendente.

Allo stesso modo, quindi, dovrebbero essere annoverati tra i beneficiari del bonus carburante introdotto dal Decreto Trasparenza i lavoratori dipendenti e assimilati, senza limiti di ruolo o reddito e a prescindere dalla tipologia di contratto tra cui:

  • lavoratori a tempo indeterminato o determinato, anche a tempo parziale;
  • lavoratori in smart working (lavoratori agili);
  • apprendisti;
  • stagisti;
  • lavoratori a progetto o co.co.co.

Sono esclusi dal bonus e non possono accedere al regime fiscale di favore previsto per lo stesso, invece, i titolari di partita IVA e i dipendenti pubblici.

 
 

Da sapere: sulla base della formulazione letterale della norma, i buoni benzina possono essere riconosciuti anche a un singolo lavoratore dipendente. Non è infatti richiesto dalla norma che l’assegnazione a titolo gratuito di beni o servizi, anche per il tramite di documenti di legittimazione, sia concessa alla generalità o a categorie di dipendenti. 

Solo in alcune ipotesi previste dall’art. 51, comma 2, TUIR (come, per esempio, nel caso delle prestazioni di servizi di trasporto collettivo), l’erogazione di servizi, prestazioni o la fruizione di opere, anche mediante l’assegnazione di voucher, richiede che il benefit debba essere assegnato alla generalità o a categorie di dipendenti. Al di fuori di esse, l’assegnazione potrà essere destinata anche a un solo dipendente.

Come utilizzare il bonus benzina 2023?

Anche sotto questo aspetto, sembra possibile fare riferimento alla prima versione del bonus benzina previsto per lo scorso periodo d’imposta dal Decreto Energia e ai chiarimenti forniti dalla Circolare n. 27/E/2022.

Si ritiene, quindi, che i buoni benzina in esame potranno essere erogati dai datori di lavoro ai propri dipendenti per i rifornimenti di carburante per l’autotrazione, come benzina, gasolio, GPL e metano.

Inoltre, poiché anche il nuovo Decreto Trasparenza è finalizzato a sostenere i consumi dei contribuenti nel contesto del caro carburanti, possono rientrare nel regime di esenzione anche i buoni erogati per la ricarica di veicoli elettrici, per non creare ingiustificate disparità di trattamento fra differenti tipologie di veicoli.

I vantaggi per le aziende e i lavoratori

Il buono benzina ha diversi vantaggi, fiscali e contributivi, sia per il lavoratore dipendente  beneficiario che per il datore di lavoro.
Vediamo quali sono in dettaglio.

I vantaggi per i dipendenti

Quali sono i vantaggi del bonus benzina per il lavoratore dipendente? Come detto, il Decreto Trasparenza, come il precedente Decreto Energia, riconosce al beneficiario l’esenzione dal reddito da lavoro dipendente del valore del buono benzina concesso, per un importo non superiore a 200 euro annui.
In altri termini, entro tale soglia, il lavoratore non subisce il prelievo della tassazione IRPEF.

Il bonus carburante potrebbe, inoltre, non subire alcun prelievo ai fini del calcolo dei contributi INPS a carico del lavoratore, ciò in ragione del principio dell’armonizzazione delle basi imponibili fiscale e previdenziale (art. 6, D.Lgs. n. 314/1997).

I vantaggi per i datori di lavoro

Per il datore di lavoro, il costo sostenuto per l’acquisto dei buoni carburante è interamente deducibile ai fini IRES o IRPEF (artt. 54, comma 1 e 95, comma 1, TUIR).
Il datore di lavoro può, altresì, potrà beneficiare dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a suo carico per il valore dei buoni erogati.

Come si riceve il bonus benzina: limiti temporali ed erogazione

Sotto il profilo temporale, rientrano nel regime di esenzione i buoni carburante assegnati nell’anno 2023. 

È importante sottolineare che, trattandosi di voucher, ai fini temporali rileva il momento di assegnazione dei buoni ai dipendenti e non quello del loro utilizzo, che, quindi, potrà avvenire anche in successivi periodi d’imposta all’attuale (Circ. n. 5/2018).

Per quanto riguarda la corretta applicazione del regime di favore, occorre osservare specifiche regole. Si è già detto che l’art. 1, comma 1, D.L. n. 5/2023 lascia fermo il regime di esenzione dei fringe benefit previsto dall’art. 51, comma 3, ultimo periodo, TUIR. Il bonus carburante si cumula, pertanto, alla generale esenzione di 258,23 euro, e costituisce un benefit ulteriore, diverso e autonomo, rispetto ai fringe benefit.

Pertanto, i beni e i servizi che il datore di lavoro potrà erogare ai propri dipendenti nel periodo d’imposta 2023 potranno raggiungere un valore complessivo di 458,23 euro, di cui euro 200 per uno o più buoni benzina ed euro 258,23 per l’insieme degli fringe benefit, compresi eventuali ulteriori buoni benzina (cfr. Circ. n. 27/E/2022 e Circ. n. 35/E/2022).

Come per i fringe benefit, il bonus carburante potrà essere assegnato senza alcuna formalità, cioè volontariamente, ovvero con accordo di primo (CCNL) o secondo livello (aziendale o territoriale) o regolamento aziendale, e al singolo lavoratore, non necessariamente a generalità dei dipendenti o a categorie di essi.

Il richiamo alla disciplina generale prevista dall’art. 51, comma 3, ultimo periodo, TUIR dovrebbe comportare, tuttavia, alle stesse conclusioni cui è giunta l’Amministrazione finanziaria con riferimento alla precedente versione del bonus carburante (cfr. Circ. n. 35/E/2022).
Se il valore dei buoni carburante erogati al lavoratore nel 2023 sarà superiore a euro 200, esso concorrerà interamente a formare il reddito e sarà assoggettato a tassazione ordinaria. Allo stesso modo, il datore di lavoro dovrà provvedere ad assoggettare a contribuzione il valore complessivo e non solo la quota eccedente (cfr. Mess. INPS n. 4616/2022).

Infine, si precisa che il dipendente potrà scegliere di convertire il premio di produttività in forma monetaria in bonus carburante, applicando il regime fiscale e contributivo a questo riservato. 

Edenred Shopping e i buoni benzina: i vantaggi

Edenred mette a disposizione buoni carburante interamente deducibili e spendibili per la benzina. Diversi sono i vantaggi di questa soluzione sia per i dipendenti sia per le aziende che decidano di erogare il bonus. 

I dipendenti, in particolare, possono acquistare il carburante in oltre oltre 1.800 stazioni di servizio Q8 distribuite in tutta Italia. Il che fa sì che il servizio sia davvero capillare e alla portata di tutti. Inoltre, i buoni carburante Edenred, infatti, sono già attivi e pronti all’uso: non serve altro che presentarli alla cassa del distributore e fare rifornimento.

Le aziende, al contempo, possono affidarsi ad Edenred nella gestione dell’emissione del buono e della assegnazione in base ai nominativi dei lavoratori indicati dal datore di lavoro privato, risparmiando così anche del tempo prezioso. 

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