Buoni acquisto e benzina
8 Apr 2022
| 5'

Bonus benzina: in cosa consiste l’esenzione fiscale e contributiva di 200 euro annui per dipendente

Con il Decreto Energia, il Governo ha previsto diverse misure a favore di aziende e dipendenti. Tra queste il bonus benzina di 200 euro. Scopri come funziona, chi ne ha diritto e come ottenerlo.
Autore
Studio tributario e-IUS – Tax&Legal
bonus benzina

Con l’innalzamento vertiginoso dei prezzi del carburante, il Governo è intervenuto con uno specifico provvedimento volto a contrastare il caro-prezzi di gasolio e benzina. Tra le novità, oltre il taglio delle accise sui carburanti, il Decreto energia (art. 2, D.l. n. 21/2022) ha introdotto il bonus benzina da assegnare ai lavoratori dipendenti, da parte dei datori di lavoro privati, per l’acquisto di carburante

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste il bonus benzina, chi ne ha diritto e come utilizzarlo. 

Bonus benzina 2022: cos’è e come funziona

Quando parliamo di bonus benzina, si tratta di un buono o voucher destinati all’acquisto di carburanti e ceduti a titolo gratuito dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti

Il bonus benzina non concorre alla formazione del reddito di lavoro, nel limite di 200 euro annui per lavoratore, ai sensi dell’articolo 51, comma 3, del DPR n. 917/1986 (TUIR).

Con il richiamo normativo all’art. 51, comma 3, del TUIR, tale agevolazione sembra aggiungersi, e quindi cumulabile, all’esenzione dal reddito di lavoro per i beni ceduti e i servizi prestati (come i buoni acquisto etc.) dal datore di lavoro ai propri dipendenti nel limite annuo di 258,23 euro, come previsto per i fringe benefit.

E i buoni acquisto sono 100% deducibili. Scopri tutti i vantaggi per le aziende.

 
 

Per il solo anno 2022 e per espressa previsione di legge, quindi, il lavoratore dipendente potrà ricevere gratuitamente dal datore buoni benzina non imponibili fino a 200 euro, nonché usufruire di altri beni o servizi, non tassati sino al limite della franchigia di 258,23 euro come fringe benefit esenti.

Non solo: il buono benzina è esente anche ai fini contributivi.
Come si può vedere, i vantaggi sono diversi, ma bisogna prestare molta attenzione alle tempistiche. Si tratta infatti di un’esenzione con carattere temporaneo. Cosa significa? Che trova applicazione per tutto il 2022 – quindi anche retroattivamente e cioè dal 1° gennaio 2022 – e per i primi 12 giorni del gennaio 2023 (si parla di principio di cassa allargata). Questo perché ha rilievo non tanto l’utilizzo del buono quanto il momento in cui è stato assegnato. 

Chi ha diritto al bonus benzina?

Perché venga riconosciuto il buono benzina ci devono essere determinate condizioni. Vediamo quali sono:

  • in via temporanea, per il solo 2022 e i primi 12 giorni del gennaio 2023 (cd. principio di cassa allargata);
  • nel limite dell’importo di valore di tali buoni pari a 200 euro annui per lavoratore;
  • in relazione a eventuali cessioni gratuite da parte di aziende private ai propri lavoratori dipendenti di buoni benzina o analoghi titoli per l’acquisto di carburante.

In particolare, per quel che riguarda l’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazione, il bonus benzina è riconosciuto esclusivamente ai lavoratori dipendenti e assimilati, senza limiti di ruolo o reddito e a prescindere dalla tipologia di contratto.

Sono quindi inclusi:

  • lavoratori a tempo indeterminato o determinato, anche a tempo parziale;
  • lavoratori in smart working (lavoratori agili);
  • apprendisti;
  • stagisti;
  • lavoratori a progetto o co.co.co.

Per i dipendenti, perché sia assegnato il bonus benzina, devono essere assunti presso aziende private e quindi presso imprese individuali o collettive (spa, srl etc.), enti non commerciali (onlus, associazione, fondazione etc.), titolari di partita IVA (avvocati, ingegneri, commercialisti che hanno collaboratori dipendenti).

Sono esclusi dal bonus i titolari di partita IVA e i dipendenti pubblici.

 
 

Da sapere: sulla base della formulazione letterale della norma, i buoni benzina possono essere riconosciuti anche a un singolo lavoratore dipendente. Non è infatti richiesto dalla norma che l’assegnazione a titolo gratuito di beni o servizi, anche per il tramite di documenti di legittimazione, sia concessa alla generalità o a categorie di dipendenti. 

Solo in alcune ipotesi previste dall’art. 51, comma 2, TUIR (come, per esempio, nel caso delle prestazioni di servizi di trasporto collettivo), l’erogazione di servizi, prestazioni o la fruizione di opere, anche mediante l’assegnazione di voucher, richiede che il benefit debba essere assegnato alla generalità o a categorie di dipendenti. Al di fuori di esse, l’assegnazione potrà essere destinata anche a un solo dipendente.

Come ottenere il bonus benzina 2022

Il bonus benzina non prevede particolari formalità e vista la prossimità con l’esenzione riservata con i fringe benefit, può essere assegnato anche all’interno dei piani di welfare aziendale già applicati, mediante accordi di secondo livello (tra sindacati e datore di lavoro) o attraverso regolamento aziendale interno. Il bonus potrà essere assegnato anche volontariamente e in via unilaterale da parte del datore di lavoro.

Occorre modificare gli attuali piani di welfare?

Dipende dal contenuto del piano di welfare. Infatti, se il piano di welfare prevede l’assegnazione di un valore annuo per dipendente – budget figurativo o credito welfare -, senza un elenco tassativo di benefit da fruire, non occorre alcuna formalità e il bonus sarà da subito applicabile in azienda.

Se invece il piano dà diritto solo ad alcuni benefit specifici (es. solo servizi ricreativi e assistenza sanitaria), sarà opportuna una specifica modifica, dovendo inserire, tra gli altri, anche il bonus benzina.

I vantaggi per le aziende e i lavoratori

Il buono benzina ha diversi vantaggi, fiscali e contributivi, sia per il lavoratore dipendente  beneficiario che per il datore di lavoro.

Quali sono quelli per il lavoratore dipendente? Come detto, il Decreto Energia riconosce al beneficiario l’esenzione dal reddito da lavoro dipendente del valore del buono benzina concesso, per un importo non superiore a 200 euro annui.
In altri termini, entro tale soglia, il lavoratore non subisce il prelievo della tassazione IRPEF, né tanto meno della contribuzione INPS a suo carico. Qualora sia superata la soglia, l’intero importo verrà tassato, quindi, occorre prestare attenzione ai valori assegnati nell’anno 2022.

Per il datore di lavoro, il costo è interamente deducibile ai fini IRES o IRPEF e potrà beneficiare dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a suo carico per il valore dei buoni erogati.

Edenred Shopping e i buoni benzina: i vantaggi

Edenred mette a disposizione buoni carburante interamente deducibili e spendibili per la benzina. Diversi sono i vantaggi di questa soluzione sia per i dipendenti sia per le aziende che decidano di erogare il bonus. 

I dipendenti, in particolare, possono acquistare il carburante in oltre oltre 1.800 stazioni di servizio Q8 distribuite in tutta Italia. Il che fa sì che il servizio sia davvero capillare e alla portata di tutti. Inoltre, i buoni carburante Edenred, infatti, sono già attivi e pronti all’uso: non serve altro che presentarli alla cassa del distributore e fare rifornimento.

Le aziende, al contempo, possono affidarsi ad Edenred nella gestione dell’emissione del buono e della assegnazione in base ai nominativi dei lavoratori indicati dal datore di lavoro privato, risparmiando così anche del tempo prezioso. 

Vuoi saperne di più sui buoni carburante per i tuoi dipendenti?