Welfare aziendale
25 Feb 2026
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Riforma IRPEF 2026: nuove aliquote, scaglioni e impatto in busta paga

Con la Legge di Bilancio 2026 sono state rimodulate le aliquote IRPEF applicabili dal primo gennaio 2026, con conseguente riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 euro a 50.000 euro.
Autore
Studio tributario e-IUS – Tax&Legal
riforma irpef 2022

La riforma IRPEF per il 2026 prevede diverse novità: grazie alla nuova Legge di Bilancio, infatti, dall’1 gennaio 2026 l’aliquota del secondo scaglione è stata ridotta dal 35 % al 33 %, così da alleggerire la tassazione sul reddito medio, mentre gli altri scaglioni restano invariati. 
La progressività significa che ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che rientra in quella fascia, e non all’intero reddito complessivo. 
Vediamo in questo articolo cosa cambia per aziende e dipendenti con le novità introdotte.

Cos’è l’IRPEF e come cambia nel 2026

L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è l’imposta che lo Stato italiano applica ai redditi delle persone fisiche: più alto è il reddito, maggiore è la percentuale di imposte da pagare. 

La legge prevede un sistema progressivo a scaglioni, cioè diverse aliquote che si applicano solo alle porzioni di reddito che rientrano in ciascun intervallo: fino a 28.000 euro si paga il 23 %, sulla parte da 28.001 euro a 50.000 euro si applica il 33% e oltre 50.000 euro si paga il 43 % su quanto eccede. 
Vediamo nel dettaglio cosa tenere presente per le aliquote 2026. 

Le aliquote IRPEF 2026

Quali aliquote IRPEF sono previste per il 2026? Innanzitutto, per effetto dell’art. 1 co. 3 della L. 30.12.2025 n. 199 (Legge di Bilancio 2026), è stata ridotta dal 35% al 33% l’aliquota IRPEF di cui all’art. 11 co. 1 lett. b) del TUIR, relativa al secondo scaglione di reddito.

A partire dal periodo d’imposta 2026, si applicano quindi le seguenti aliquote IRPEF.
Ecco quali sono: 

  • 23% per i redditi fino a 28.000 euro,
  • 33% per i redditi fra 28.000 e 50.000 euro;
  • 43% per i redditi oltre 50.000 euro.

La modifica principale: dal 35% al 33%

La Legge di Bilancio 2026, entrata in vigore il 1° gennaio, ha introdotto diverse misure di carattere fiscale, sociale e di sostegno all’economia, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale su molte famiglie e imprese e sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori.  

Una delle modifiche più significative, come dicevamo, riguarda l’IRPEF: l’aliquota applicata alla fascia di reddito tra 28.000 euro e 50.000 euro viene ridotta dal 35% al 33%, con un beneficio ridotto per chi ha redditi molto elevati (oltre i 200.000 euro).

Riforma IRPEF: esempi pratici per i dipendenti

Il taglio dell’aliquota IRPEF prevista al 33% per i redditi tra 28.000 euro a 50.000 euro ha delle conseguenze per i lavoratori.

Infatti, un lavoratore dipendente con un reddito annuo lordo di 35.000 euro non paga la stessa percentuale di IRPEF su tutto il reddito.
Con il sistema a scaglioni, il 23% si applica ai primi 28.000 euro, mentre il 33% si applica solo sulla parte eccedente, cioè sui 7.000 euro restanti.

Grazie alla modifica introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, questa seconda fascia è tassata con un’aliquota più bassa rispetto al passato, con un risparmio di imposta.

In questo modo il lavoratore paga meno tasse complessive e ha un netto in busta paga leggermente più alto, senza che cambi il reddito lordo.

Impatto IRPEF 2026 per fascia di reddito: primo scaglione
Fino a 28.000€
Aliquote
23% su tutto il reddito
Novità 2026
Nessuna modifica all’aliquota di base
Effetto pratico
Nessun aumento di imposta

Come si può vedere, non c’è nessuna modifica sull’aliquota di base, ma il sistema resta favorevole per questa fascia. Inoltre, il carico fiscale resta contenuto e proporzionato al reddito.

Impatto IRPEF 2026 per fascia di reddito: secondo scaglione
28.001–50.000€
Aliquote
23% fino a 28.000€ + 33% sulla quota 28.001–50.000€
Novità 2026
Secondo scaglione ridotto dal 35% al 33%
Effetto pratico
Risparmio fiscale sulla quota oltre 28.000€

Come si può vedere, per questo secondo scaglione con il risparmio fiscale sulla quota eccedente c’è un netto in busta paga leggermente più alto. Ad esempio, con 35.000 euro si paga l’aliquota ridotta solo su 7.000 euro.

Impatto IRPEF 2026 per fascia di reddito: terzo scaglione
Oltre 50.000€
Aliquote
23% fino a 28.000€ + 33% 28.001€-50.000€ + 43% oltre 50.000€
Novità 2026
La modifica è solo lo scaglione 28.001–50.000€
Effetto pratico
Il beneficio si ferma sulla fascia intermedia

Il beneficio riguarda solo la fascia 28.000-50.000 euro.
Il risparmio c’è, ma solo sulla porzione tra 28.000 e 50.000 euro. Oltre tale soglia resta l’aliquota più elevata.

Differenza tra aliquota marginale e media

L’aliquota marginale è la percentuale di imposta applicata sull’ultimo euro di reddito percepito: nella nuova Legge di Bilancio 2026, per esempio, se una parte del reddito rientra tra 28.000 euro e 50.000 euro paga il 33%, ovvero la nuova aliquota marginale per quella fascia. 

L’aliquota media, invece, è la media delle imposte pagate su tutto il reddito: si ottiene dividendo l’imposta totale dovuta per il reddito complessivo. 

Con la riduzione del secondo scaglione dal 35% al 33%, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, l’aliquota marginale effettiva su quella fascia si abbassa, e quindi anche l’aliquota media complessiva del contribuente tende a diminuire, con un risparmio d’imposta per molti lavoratori dipendenti e contribuenti.

Detrazioni 2026: cosa resta e cosa cambia

Con la Legge di Bilancio 2026, la struttura delle detrazioni IRPEF per lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie rimane nella sostanza simile a prima, ma con alcuni aggiustamenti importanti. Le detrazioni per lavoro dipendente e pensione, così come la no tax area e quelle per carichi familiari, restano confermate rispetto al 2025, senza modifiche di grande rilievo.  

Una novità rilevante riguarda i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro: per questi, alcune detrazioni su oneri fino al 19% vengono ridotte di un importo fisso di 440 euro.

Questo significa che, in sintesi, per la maggior parte dei contribuenti le detrazioni restano sostanzialmente invariate, mentre per i redditi molto alti c’è una limatura del valore complessivo delle detrazioni spettanti.

Addizionali regionali e comunali: il regime transitorio

Per le addizionali regionali e comunali all’IRPEF, la Legge di Bilancio 2026 conferma un regime transitorio che permette a Regioni e Comuni di continuare ad applicare i “vecchi” scaglioni di reddito con quattro fasce (come quelli precedenti alla riforma nazionale) invece di adeguarsi subito ai nuovi scaglioni introdotti per l’IRPEF statale. 

Questa proroga del regime transitorio è estesa fino al 2028. In pratica, se una Regione o un Comune non aggiorna entro i termini le proprie deliberazioni sulle addizionali, quelle già in vigore restano valide anche per gli anni 2026, 2027 e 2028.

IRPEF e busta paga: cosa guardare nel cedolino

Alla luce della Legge di Bilancio 2026, la busta paga dei lavoratori dipendenti riflette le nuove regole IRPEF con il taglio dell’aliquota del secondo scaglione (da 35% a 33%). 

Nel cedolino conviene guardare in particolare:

  • reddito imponibile: la base su cui vengono calcolate tasse e contributi;
  • aliquota IRPEF applicata: controllare a quale scaglione appartiene il proprio reddito e la relativa aliquota marginale;
  • detrazioni spettanti: per lavoro dipendente, pensione o familiari a carico;
  • addizionali regionali e comunali: eventuali importi locali che si sommano all’IRPEF nazionale.

Così il dipendente può verificare che le tasse siano calcolate correttamente e capire l’impatto delle novità fiscali 2026 sul netto in busta.

Dai buoni pasto al welfare aziendale: cosa cambia con le nuove aliquote IRPEF

Con la Legge di Bilancio 2026 cambia anche il modo in cui i benefit aziendali come i buoni pasto e altri strumenti di welfare impattano sul reddito dei lavoratori. 

Per i buoni pasto elettronici la soglia di esenzione fiscale sale da 8 euro a 10 euro al giorno: ciò significa che fino a 10 euro al giorno non concorrono a formare il reddito imponibile per l’IRPEF né sono soggetti a contributi, rendendo il beneficio più vantaggioso per i dipendenti e senza costi aggiuntivi per l’azienda. 

Questo intervento si inserisce nel quadro più ampio delle nuove aliquote IRPEF, con la riduzione dell’aliquota dal 35 % al 33 % per i redditi tra 28.000 euro e 50.000 euro, che alleggerisce la tassazione complessiva e aumenta il valore netto percepito dai lavoratori. Ciò rende più efficace l’utilizzo dei fringe benefit e del welfare aziendale come strumenti per integrare reddito e potere d’acquisto.

Domande e risposte frequenti (FAQ) sulla riforma IRPEF

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