Buoni acquisto e benzina
23 Gen 2023
| 2'

Buoni carburante: come utilizzarli e a chi sono rivolti

Sono un fringe benefit molto apprezzato dai dipendenti e possono essere cartacei o elettronici. Scopri come funzionano e come vengono tassati
Autore
Team Edenred
Buoni carburante

Tutti, o quasi tutti, hanno un’automobile alla quale di tanto in tanto occorre fare il pieno.

Quella per la benzina e il gasolio è la tipica “spesa obbligata”, che spesso ha un bel peso sul bilancio personale. Non sorprende quindi che i buoni carburante con cui i datori di lavoro pagano i rifornimenti ai dipendenti siano uno dei fringe benefit più diffusi e utilizzati.

Che cosa sono i buoni carburante

I buoni carburante (o buoni benzina) sono un benefit aziendale che il datore di lavoro può assegnare ai dipendenti per acquistare carburanti e fare rifornimento di benzina, diesel, gpl o metano oppure per la ricarica dei veicoli elettrici. La normativa lascia molta libertà su come impiegarli.

A meno che il regolamento aziendale non preveda limiti specifici, il dipendente può usare i buoni carburante per fare rifornimento all’auto di sua proprietà, ma può anche scegliere di usarli per un altro mezzo di trasporto. Ad esempio l’automobile del coniuge.

Scegliere il buono carburante più adatto

Le principali compagnie petrolifere che hanno un’attività di distribuzione in Italia propongono i loro buoni carburante, che ovviamente possono essere utilizzati soltanto presso le stazioni di servizio della società che li ha emessi. In alcuni casi, ma è raro, i buoni sono addirittura legati a uno specifico tipo di carburante.

In generale, invece, grazie ad accordi con le società di distribuzione di carburante, i voucher welfare che permettono di effettuare il rifornimento, sono offerti anche da società che gestiscono ed erogano diversi tipi di buoni d’acquisto.

Per il datore di lavoro che sceglie di offrire questo fringe benefit ai dipendenti è importante considerare la capillarità della rete di distribuzione della compagnia petrolifera che ha emesso il buono, così da avere la sicurezza di offrire uno strumento comodamente utilizzabile.

I buoni benzina possono essere cartacei o elettronici, usa e getta o ricaricabili.

Spenderli è molto semplice: li si presenta al distributore al momento del pagamento e il benzinaio scala l’importo da saldare dal valore del singolo buono, che – a differenza per esempio di un buono pasto – non deve necessariamente essere utilizzato per intero.

E sapevi che i buoni carburante sono 100% deducibili? Scopri questo e altri vantaggi.

Le esenzioni fiscali dei buoni carburante

Il buono carburante non rientra tra gli strumenti di welfare aziendale agevolato con la totale e illimitata detassazione e defiscalizzazione, ma gode comunque di un trattamento fiscale di vantaggio, come gli altri “compensi non monetari”. Ci si riferisce ai cosiddetti “fringe benefit”, ossia a quella parte di retribuzione erogata in natura dal datore di lavoro, cioè sotto forma di beni e servizi.

I fringe benefit godono di un regime fiscale di favore.
L’art. 51, comma 3, ultimo periodo, TUIR prevede, per i lavoratori destinatari dei fringe benefit, il regime di esenzione fiscale e contributiva entro il valore di di 258,23 euro all’anno. Il bonus benzina è annoverabile, sotto il profilo generale, tra i fringe benefit. Tuttavia, nell’ultimo anno vi sono stati interventi “eccezionali” del legislatore finalizzati a valorizzare questo importante benefit.

Il D.L. n. 21/2022 (cd. Decreto Ucraina), per contenere gli effetti negativi legati al rincaro delle materie prime, e quindi anche nel settore energetico, ha introdotto, per il 2022, una specifica esenzione per i buoni carburante erogati ai dipendenti nel precedente periodo d’imposta.

Si tratta del cosiddetto bonus benzina, una esenzione fiscale e contributiva per i buoni benzina assegnati dal datore di lavoro ai propri lavoratori dipendenti entro il valore di 200 euro annui, ulteriore rispetto all’esenzione di euro 258,23 annui prevista in via generale per i fringe benefit (cfr. Circ. n. 27/E/2022). 

L’agevolazione fiscale legata al bonus carburante previsto dal Decreto Ucraina ha avuto, tuttavia, natura temporanea; essa ha riguardato i buoni assegnati ai lavoratori nel periodo d’imposta 2022 (cioè, secondo il principio di cassa allargato, nell’anno solare 2022 e fino al 12 gennaio 2023).

Sennonché, il D.L. n. 5/2023 (cd. Decreto Trasparenza) ha esteso anche al 2023 il regime fiscale di favore previsto per i buoni carburante; di conseguenza, i buoni carburante assegnati ai dipendenti nell’anno solare 2023 non concorreranno alla formazione del reddito di lavoro dipendente entro il limite di 200 euro annui per lavoratore.

Anche in questo caso, può sostenersi che tale agevolazione fiscale vada a cumularsi con l’esenzione prevista per i fringe benefit dall’art. 51, comma 3, ultimo periodo, TUIR entro il valore di 258,23 euro annui.

Pertanto, salvo successivi interventi volti a modificare il limite di esenzione dei fringe benefit (come accaduto nel 2022, anno in cui questo limite è stato incrementato, dapprima, a euro 600 dal Decreto Aiuti bis e, successivamente, a euro 3.000 dal Decreto Aiuti quater), i dipendenti potranno godere, nel 2023, di beni e servizi esenti, dal punto di vista fiscale e contributivo, fino al valore di 458,23 euro annui, di cui euro 200 per uno o più buoni benzina ed euro 258,23 per l’insieme degli fringe benefit, compresi eventuali ulteriori buoni benzina (cfr. Circ. n. 27/E/2022 e Circ. n. 35/E/2022).

 
 

È importante ricordare che quel limite non vale per il singolo benefit, ma per la somma di tutti i compensi non monetari corrisposti dall’azienda durante il periodo fiscale, compresi ad esempio eventuali pacchi natalizi.

In quest’ottica i datori di lavoro devono prestare attenzione: se il tetto dei 258,23 euro viene superato, scatta infatti la tassazione sull’intero ammontare dei fringe benefit e non solo sulla cifra in eccesso.

Questa regola dovrebbe considerarsi applicabile anche alla nuova esenzione per i buoni benzina introdotta dal Decreto Trasparenza. Come per la prima versione del bonus carburante – con cui l’attuale benefit condivide struttura e finalità -, se viene superato il limite di 200 euro annui, tutto il valore dei buoni assegnati concorrerà a formare il reddito del lavoratore e dovrà essere imputato nella base imponibile previdenziale (cfr. Circ. n. 35/E/2022 e Mess. INPS n. 4616/2022).

Dall’esenzione alla comodità, sono davvero tanti i vantaggi che i buoni acquisto o come in questo caso, i buoni carburante possono generare.

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