Buoni Pasto
8 Set 2021
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Buoni pasto per chi è in stage o tirocinio: cosa bisogna sapere

Per chi è alle prime armi sono un sostegno al reddito importante, ma non solo: danno agli stagisti la possibilità di fare una pausa pranzo salutare oltre che formativa. Scopriamo di più.
Autore
Cristina Maccarrone

I buoni pasto, come sappiamo, sono uno strumento fondamentale per garantire a dipendenti e collaboratori una pausa pranzo equilibrata e in relax. Ma vanno riconosciuti anche a chi sta effettuando uno stage di pochi mesi? Vediamo di capirne di più.

Lo stage non è un rapporto di lavoro

Stando alla normativa che regola i buoni pasto, e in particolare al Decreto 122 del 2017, a poter usufruire di questa tipologia di benefit sono coloro che hanno un rapporto di lavoro subordinato così come chi ha un rapporto di collaborazione.

Nel caso di stage e tirocini, si tratta però, come precisato dalla legge n. 196 del 1997, dal Decreto ministeriale n. 142 del 1998 e dal Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368, di un “periodo di orientamento e formazione, svolto in un contesto lavorativo e volto all’inserimento dei giovani del mondo del lavoro”. Che, quindi, non costituisce un rapporto di lavoro, pur essendo strumentale affinché si compiano i primi passi nel contesto.

Alla luce di tutto questo, i buoni pasto possono non essere previsti per chi sta facendo uno stage, indipendentemente dalla sua durata. Ma ciò non toglie che un’azienda possa concedere questo benefit anche a chi ne entra a far parte per un periodo di tempo limitato come avviene per i tirocini.

I buoni pasto offrono un sostegno importante e una pausa pranzo “formativa”

Per chi è alle prime armi, infatti, i buoni pasto possono essere un sostegno flessibile e importante. Come sappiamo, il loro utilizzo può essere vario: a consumare la pausa pranzo al bar o al ristorante, fare la spesa al supermercato oppure online, ordinare con i food delivery e così via.

Inoltre, possono essere un ulteriore modo per dimostrare che si apprezza quanto lo stagista sta facendo in azienda e per garantire anche a lui/lei una pausa pranzo salutare, lontano dal computer e magari in compagnia di colleghi più esperti.

E questo anche alla luce del fatto che spesso la pausa pranzo non è solo un momento in cui ci si alimenta, possibilmente in modo corretto, ma l’occasione per chiacchierare con persone che raramente si incontrano durante l’orario di lavoro.

Durante il pranzo c’è così la possibilità, da parte degli stagisti, di conoscere meglio l’azienda, di sapere quale direzione sta prendendo e di avere dei suggerimenti preziosi per il proprio lavoro.

 
 

Oltre che di relax, la pausa pranzo può diventare un momento formativo tutt’altro che trascurabile.

Pensa, poi, al caso in cui uno stage abbia una durata di 12 mesi – durata massima – il che non è affatto poco.

In un anno, al di là del fatto che il tirocinante resti o meno, stai investendo risorse e stai formando qualcuno cui stai dando fiducia, ecco perché dargli la possibilità di crescere a tutto tondo non può che essere un atteggiamento positivo.

Anche in linea con i valori di un’azienda che per esempio asserisce di puntare sui giovani, di guardare al futuro e di credere molto nella collaborazione tra generazioni.

Funzionano in ottica di talent attraction ed employer branding

Connesso a quanto appena detto, uno stagista che si sente a suo agio e che riceve un benefit prezioso come i buoni pasto, può diventare un inconsapevole brand ambassador della tua azienda.

Può parlare bene del tirocinio che sta svolgendo in famiglia, tra gli amici, con l’ente che ha attivato lo stage e sui social media. E se lo stage dovesse concludersi alla scadenza prevista perché magari in quel momento non c’è la possibilità di effettuare un’assunzione, questa persona, comunque, potrebbe essere contattata successivamente. Il che vorrebbe dire impiegare meno tempo e risorse per l’attività di recruitment e valutare l’eventualità di inserire una persona che ha già lavorato in azienda e che ne conosce la cultura, i valori e tanto altro.

In ottica di employer branding, i buoni pasto previsti in uno stage rendono non solo la tua azienda più attrattiva agli occhi dei candidati favorendo così la talent attraction ma contribuiscono ad aumentare quella percezione che sia un posto dove è piacevole lavorare.

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