Buoni Pasto
17 Ago 2021
| 3'

Come ridurre i costi aziendali con i buoni pasto

Tutte le aziende, piccole, medie o grandi, si chiedono come tagliare le spese. E se tra le soluzioni ci fossero i ticket? Ci spiega tutto, in un video, Carlo Alberto Micheli, avvocato fiscalista.
Autore
Team Edenred

Come ridurre i costi aziendali, ottimizzare le spese e ottenere allo stesso tempo dei benefici fiscali? Ammettiamolo: sono domande che chi gestisce un’azienda si fa di continuo e questo sia che l’impresa sia di grandi dimensioni, piccola o media. Così come per chi ha una ditta individuale o partita IVA con o senza dipendenti.

 

Tra le soluzioni per ottimizzare i costi ci sono anche i buoni pasto. Sì, quei ticket che spesso sembrano uno strumento a solo appannaggio delle grandi aziende e che invece possono essere un sostegno per tutte le imprese e per tutti coloro che collaborano con esse.

 

Di questo e di tanto altro parliamo nel video che puoi vedere sotto insieme all’esperto Carlo Alberto Micheli, avvocato fiscalista, dottore commercialista e fondatore di Myaccounting.it.

Le caratteristiche dei buoni pasto

Prima di vedere nel dettaglio come ridurre i costi grazie ai buoni pasto, cerchiamo di dare una panoramica su questo tipo di benefit.

 

I buoni pasto sono uno strumento che può essere fornito dal datore di lavoro come sostitutivo di mensa, valido per acquistare prodotti o generi alimentari. Possono essere emessi in formato cartaceo o elettronico e il loro valore, oltre che per il numero dei buoni emessi, è personalizzabile in base alle specifiche esigenze.

 

Sono uno strumento di sostegno al reddito, pure in smart working: anche se i tuoi collaboratori lavorano da casa o altrove è importante pensare alla loro pausa pranzo – fondamentale per la salute oltre che per la produttività – possono usare i ticket per la spesa o per ordinare il cibo con il food delivery o take away.

 

Come ci ricorda Micheli nel video:

Il trattamento fiscale dei buoni pasto

“Quale sia il trattamento fiscale da riservare ai buoni pasto”, spiega Micheli, “ce lo dice l’articolo 51 del TUIR il quale disciplina le ipotesi di somministrazione e bevande tra le quali rientrano i buoni pasto. Sostanzialmente sono 3 le ipotesi: la somministrazione diretta o gestione diretta/indiretta di una mensa da parte del datore di lavoro, la prestazione di servizi sostitutivi di mense aziendali – quindi i buoni pasto – o il riconoscere una somma a titolo di indennità sostitutiva di mensa”.

 

Per quel che riguarda la deducibilità giornaliera dei buoni pasto, con la Legge di Bilancio del 2020 è stato previsto che siano esenti da prelievo previdenziale e fiscale fino a 4 euro per i ticket cartacei e fino a 8 euro per i buoni pasto digitali.

“Per i dipendenti vuol dire che, in entrambi i casi, non si genera o produce reddito”, ricorda Micheli”. Per quanto riguarda l’aspetto fiscale, a seconda dell’utilizzatore varia l’Iva, l’Irpef o l’Ires.

 

“L’imprenditore individuale o libero professionista senza dipendenti scaricherà il 100% di Iva e avrà una deducibilità ai fini Irpef del 75%. L’imprenditore individuale o libero professionista con dipendenti e per dipendenti o collaboratori avrà sempre una detraibilità Iva del 100% e una deducibilità ai fini Irpef del 100%”.

 

Per quel che riguarda invece “le società e quindi gli amministratori che utilizzano i buoni pasto avranno anch’essi una detraibilità Iva del 100% e una deducibilità ai fini Ires del 100%. Attenzione perché ci sono delle soglie giornaliere massime di deducibilità e delle soglie di fatturato massime in termini percentuali: per i primi 2 casi citati massimo il 2% di fatturato”

deducibilità buoni pasto
 
 

Significa che se vengono erogati 8 euro di buoni pasto al giorno, il costo reale dell’azienda, grazie alle deduzioni sarà di 5,77 euro e al dipendente verranno erogati 8 euro esentasse.

Si riducono anche gli oneri amministrativi e contabili

Dunque perché i buoni pasto, come Ticket Restaurant® possono essere una soluzione semplice e vantaggiosa per ridurre i costi dell’azienda?

 

Oltre a quanto abbiamo detto finora e all’essere uno strumento di integrazione al reddito, aggiunge Micheli: “Non dovrai più chiedere l’emissione delle fatture a bar e ristoranti né conservarli e in questo modo ridurrai gli oneri amministrativi e contabili. Tra i vantaggi, infine c’è il fatto di avere un’unica fatturazione mensile”.

 

Cosa aspetti? Inizia a ridurre i costi con i buoni pasto.

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