Welfare aziendale
4 Feb 2021
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Bonus nido 2021 e assegno unico per i figli: come funzionano

Il bonus nido a partire da luglio 2021 sarà sostituito dall’assegno unico per i figli. Ecco in cosa consistono queste due misure di welfare statale e quale può essere il supporto del welfare aziendale per i genitori
Autore
Redazione
Bonus nido 2021

Un contributo economico per l’iscrizione dei figli al nido o per l’assistenza domiciliare di bambini con patologie croniche. È questo, in estrema sintesi, il bonus asilo nido anche per il 2021 che però, secondo quanto previsto dall’ultima Legge di Bilancio, cambia “pelle”. 

Per come lo conosciamo fino adesso, infatti, sarà possibile richiederlo fino al 30 giugno 2021. Dal primo luglio invece entrerà in vigore l’assegno unico per i figli che prevede, dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni, un assegno mensile compreso tra i 200 e i 250 euro per ogni figlio, con una maggiorazione per i figli dopo il secondo e per quelli con disabilità.

Vediamo in cosa consistono il bonus nido 2021 e l’assegno unico per i figli. E alla luce di tutto questo, qual è il contributo che il welfare aziendale può dare ai genitori.

Cos’è il bonus nido 2021 e come funziona

Iniziamo con il dire che questo tipo di aiuto è stato introdotto per la prima volta nel 2016 per dare sostegno alle coppie con i figli. È pertanto parte  integrante delle politiche per la conciliazione lavoro-famiglia. 

Il bonus asilo nido riguarda anche nel 2021 il pagamento di rette di asili nido pubblici e privati autorizzati o l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche.
L’
agevolazione, erogata dall’Inps, prevedeva inizialmente un contributo fino a 1000 euro per ogni bambino. Con la legge di Bilancio 2021, che ha ripreso quanto deciso nella legge di Bilancio 2020, si può avere diritto fino a un massimo di 3000 euro o almeno fino al giugno 2021. 

In dettaglio il bonus nido 2021 è così riconosciuto, in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE):

  • fino a 3.000 euro per chi ha un ISEE fino a 25.000 euro
  • fino a 2.500 euro per chi ha un iSEE fino a 40.000 euro
  • fino a un massimo di 1500 euro per chi ha un ISEE superiore a 40.000 euro.

Il bonus viene dato in 11 mensilità e l’accredito avviene tramite bonifico, conto corrente bancario o postale, libretto, carta prepagata purché dotata di un IBAN, in base a come è stato indicato nella domanda.

Per quanto riguarda l’ISEE a partire dal 2020, si considera anche l’ISEE minorenni ossia riferito al minore per cui si richiede la prestazione e che è necessario per accertarsi della effettiva situazione economica. Necessario, in particolare nel caso di genitori che non vivono insieme e non sono coniugati perché si verifica se il reddito del genitore che non vive con il bambino può incidere sull’ISEE.

Chi può richiedere il bonus asilo nido

La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato in possesso dei requisiti richiesti. Soltanto il genitore che sostiene il pagamento della retta dell’asilo nido può fare richiesta per accedere al bonus. Se i genitori si dovessero alternare ognuno di loro potrà presentare la domanda per le mensilità sostenute. 

Possono richiedere il bonus asilo nido 2021 tutti i genitori italiani, comunitari e stranieri in possesso di permesso di soggiorno.  E rientrano anche coloro il cui permesso di soggiorno è a scadenza, come l’INPS ha chiarito con il  messaggio n. 4768 del 18 dicembre 2020, n. 4768  adeguandosi all’Ordinanza del Tribunale di Milano del 9 novembre 2020 (R.g.n. 3219/2020) che aveva dichiarato come discriminatoria l’esclusione di madri straniere con permesso di soggiorno breve.

Come richiedere il bonus asilo nido 2021

Il richiedente dovrà evidenziare nella domanda:

  • se l’asilo nido sia pubblico o privato autorizzato. E in quest’ultimo caso sono necessari gli estremi del provvedimento autorizzativo. Nel caso di richiesta di contributo per l’assistenza presso il proprio domicilio è necessario presentare certificato medico del pediatra che attesti la grave patologia;
  • le mensilità per le quali si intende ottenere il beneficio. Nel caso in cui si intenda richiedere il bonus asilo nido per mensilità ulteriori rispetto a quelle già prenotate, sarà necessario presentare una nuova domanda. Tre i modi per presentare la domanda per il bonus asilo nido: per via telematica; tramite contact center o enti di Patronato.

Nella documentazione da inviare all’Inps dovranno essere contenute:

  1. la denominazione e la Partita Iva dell’asilo nido;
  2. il codice fiscale del minore;
  3. il mese di riferimento;
  4. gli estremi del pagamento;
  5. il nominativo del genitore che sostiene l’onere della retta.

Va da da sé che chi vuole ottenere il bonus nido 2021, dovrà comunque anticipare la retta dell’asilo o delle spese presso la propria abitazione. Per quanto invece riguarda i bambini con meno di 3 anni e che hanno gravi patologie croniche, in questo caso sarà necessario allegare una certificazione rilasciata dal pediatra in cui il professionista indica l’impossibilità del bambino a frequentare l’asilo nido. Chi fa domanda per questo motivo, riceverà il bonus in un’unica soluzione. 

Le domande vanno inoltrate entro il 30 giugno 2021.

Il welfare aziendale a sostegno dei genitori

Oltre al bonus nido un sostegno importante può arrivare anche dalle aziende. Il credito welfare infatti, compreso quello che deriva dalla conversione del premio di produttività, può essere utilizzato per alleggerire il peso economico della retta dell’asilo nido e, come sappiamo, indipendentemente dall’ISEE. E questo può avvenire sia tramite voucher che rimborsi.

 
 

Per quanto riguarda la coesistenza delle due misure, non sono incompatibili tra di loro, ma l’agevolazione prevista vale solo per la parte di spesa non rimborsata dall’INPS tramite il bonus nido. 

È quanto già precisato dall’Agenzia delle Entrate con la risposta numero 164 del 28 dicembre 2018. Tutto il credito welfare dunque può dare una mano per l’iscrizione al nido dei figli dei dipendenti. 

Come infatti dice l’Agenzia delle Entrate:

“La non concorrenza al reddito di lavoro dipendente opererà solo sulla differenza tra l’importo del rimborso erogato datore di lavoro e quello relativo al contributo erogato dall’INPS. Solo in tale ultima ipotesi, infatti, le somme erogate dal datore di lavoro rispondono alla finalità di educazione e istruzione e le spese per la frequenza dell’asilo nido risultano effettivamente rimaste a carico del lavoratore.
Infine, si fa presente che ad analoghe conclusioni si perviene anche qualora il rimborso delle spese per la frequenza dell’asilo nido è corrisposto in sostituzione del premio di risultato”.

Questi solo alcuni dei flexible benefit previsti per i genitori che possono dare un importante contributo sia alla famiglia che in ottica di work-life balance.

 

Cos’è e come funziona l’assegno unico per i figli

Come dicevamo, a partire dall’1 luglio entrerà a pieno titolo l’assegno unico per i figli. Rispetto al bonus nido, ci sono diverse differenze. In primo luogo, il fatto che viene concesso non tanto in base all’ISEE – o almeno non del tutto – e questo fino a quando si esauriranno le risorse disponibili che per il 2021 sono 3 miliardi.

L’assegno unico non cancella il bonus bebé (dato per i figli nati tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2021) e viene dato a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del ventunesimo anno del figlio (anche se dai 18 ai 21 c’è una significativa riduzione). Quanto all’importo, c’è una una quota fissa intorno tra i 50 e 100 euro e un’altra variabile che dovrebbe cambiare in base all’ISEE. Viene erogato mensilmente.

Per quel che si sa al momento, l’importo non dovrebbe superare i 250 euro mensili. A richiederlo possono essere genitori italiani, comunitari ed extracomunitari con permesso di soggiorno. Spetta sia a chi ha un lavoro da dipendente, sia agli autonomi che agli incapienti. Ovviamente devono avere un figlio sotto i 21 anni.

Da sapere: l’assegno dovrebbe essere maggiorato per i figli successivi al secondo e per quelli con disabilità (maggiorazione tra il 30 e il 50%).

In merito a questo bonus si attendono maggiori specifiche su come richiederlo.

Cosa il welfare aziendale può fare per i dipendenti con figli?