Welfare aziendale
7 Mag 2021
| 3'

Premio di risultato: quando il welfare premia i dipendenti più meritevoli

Scegliere di incentivare i dipendenti con un premio di risultato ha diversi vantaggi, sia per la tua azienda sia per i collaboratori. Specie se c’è la conversione in servizi di welfare. Ecco come.

Sappiamo come il welfare aziendale abbia, tra i diversi vantaggi, la capacità di incentivare i dipendenti. In base al criterio meritocratico, coloro che fanno bene possono essere gratificati e ottenere un maggiore riconoscimento economico.

Sul piano normativo, è l’Agenzia delle Entrate con le circolari 28/E/2016 e 5/E/2018 a darne conferma: alle aziende è consentito gratificare i dipendenti con un premio di risultato convertibile in servizi detassati, e questo se le performance aziendali registrano un miglioramento rispetto ad un periodo precedente.

Vediamo cosa dicono le circolari in merito e quali sono i vantaggi della conversione del premio di risultato, detto anche premio di produttività.

Premi per le performance individuali: cosa dice la circolare

La circolare l’Agenzia delle Entrate precisa che la quantificazione del premio di risultato è un aspetto distinto da quello riguardante gli incrementi di risultato che l’azienda deve raggiungere per rendere possibile l’applicazione dell’imposta sostitutiva sui premi. Così come precisa che la conseguente possibilità di convertire gli importi in servizi welfare dipende dal lavoratore.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce inoltre che il premio di risultato risponde esclusivamente alle politiche retributive concordate con le organizzazioni sindacali.

Una volta che c’è l’intesa con le forze sociali, dunque, non ci sono altri ostacoli, se non appunto il fatto che siano stati raggiunti gli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione previsti.

 
 

Da ricordare: il welfare non è mai individuale pertanto il premio di risultato deve essere riconosciuto a una categoria omogenea di lavoratori, anche se poi si può differenziare l’entità del premio in base al diverso raggiungimento dei risultati. E sempre in accordo con i sindacati.

Ecco come viene specificato nel testo interpretativo:

“La circostanza che il premio di risultato sia differenziato per i dipendenti sulla base di criteri di valorizzazione della performance individuale non si pone in contrasto con la condizione richiesta dalla legge per l’applicazione dell’imposta sostitutiva (e per i contratti stipulati dal 24 aprile 2017, anche dell’agevolazione contributiva) data dal conseguimento da parte dell’azienda di un risultato incrementale che può riguardare la produttività, o la redditività, o la qualità, o l’efficienza o l’innovazione”.

I vantaggi del premio di risultato per dipendenti e azienda

Sempre nella circolare di cui sopra, l’Agenzia delle Entrate chiarisce i contenuti delle Leggi di Stabilità 2017 e 2018, che confermano la possibilità di convertire i premi di produttività in servizi di welfare. Il tutto con una tassazione agevolata, in modo tale da essere completamente esentasse.

 
 

L’apertura a una tassazione agevolata anche per premi di produttività differenziati garantisce infatti vantaggi sia all’azienda sia al dipendente.

L’azienda beneficia del massimo impegno, in termini di conti e produzione, dei suoi dipendenti, stimolati a lavorare al meglio per raggiungere gli obiettivi e ottenere una gratificazione in termini di welfare aziendale più alta possibile.

Il dipendente, inoltre, percepisce l’importo del premio integralmente, perché, come abbiamo visto, è esentasse.

Esempi di benefit

La legge di Bilancio 2016, poi confermata dalle successive, ha aumentato il numero dei servizi di welfare aziendale esenti sia dal punto di vista contributivo sia da quello fiscale, in riferimento all’articolo 51 del TUIR.

I benefit tra cui i dipendenti possono scegliere riguardano diversi ambiti, come il il benessere, i viaggi premio aziendali, buoni acquisto, buoni carburante e molti altri. 

E quali sono quelli più desiderati dagli Italiani?

Tra i desiderata, un posto rilevante lo occupano i benefit a sostegno delle famiglie come sono per esempio gli sconti per libri scolastici,  gli asili nido aziendali, e così via, ma anche servizi legati alla mobilità casa-lavoro. 

Secondo l’Osservatorio Easy Welfare Edenred 2021 tra le categorie di servizio più richieste emergono proprio i fringe benefit che, anche grazie all’aumento della soglia di esenzione dai 258,23 euro a 516,46 euro nel 2020 (confermata nel 2021 con il Decreto Sostegni), sono cresciuti del 18% rispetto al 2019 arrivando al 30% della composizione complessiva.


Rientrano nei fringe benefit, per esempio, i buoni spesa e i buoni carburante. Mentre per ovvie ragioni sono diminuite le scelte legate ai servizi per il tempo libero e questo appunto per la situazione generata dalla pandemia.

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