Welfare aziendale
23 Dic 2025
| 7'

Fringe benefit figli a carico nel 2026: cosa rientra nei 2000 euro e come applicare la soglia?

Una guida pratica per HR e dipendenti: requisiti, documenti e tempistiche per usare i fringe benefit con figli fiscalmente a carico nel 2026.
Autore
Cristina Maccarrone
fringe benefit figli a carico

Anche nel 2026 per i dipendenti e le dipendenti con figli fiscalmente a carico i fringe benefit avranno una soglia esentasse fino a 2000 euro. Tale soglia resta quindi invariata rispetto al 2025, come previsto dalla Legge 207/2024 (conosciuta come Legge di Bilancio 2025) per tutto il triennio 2025-2027.

Ma cosa si intende per fringe benefit con figli a carico? Come le aziende devono comportarsi nei confronti dei dipendenti? E i dipendenti quali documenti devono presentare per ottenere i fringe benefit in busta paga?
Scopriamolo in questa guida operativa che può aiutare nella gestione dei fringe benefit passo dopo passo, ma prima di entrare nel merito ricordiamo cosa sono i fringe benefit.

Cosa si intende per fringe benefit

Con queste due parole si intendono dei benefici accessori – “fringe” significa proprio “accessorio” – ossia quei beni e servizi (e, nei casi previsti, alcune somme rimborsate) che l’azienda può riconoscere ai lavoratori i quali, entro determinati limiti, possono ottenere un trattamento fiscale agevolato.

Fringe benefit per dipendenti con figli a carico nel 2026: la soglia esentasse

Nel 2026, così come è stato per il 2025 e come sarà anche per il 2027, la soglia esentasse per i fringe benefit è la seguente:

  • fino a 1000 euro per tutti i dipendenti;
  • fino a 2000 euro per i dipendenti che hanno figli fiscalmente a carico.

Ciò significa che un’azienda può attribuire dei fringe benefit in busta paga che non concorrono, fino a tali soglie, al reddito da lavoro dipendente

L’assegnazione dei fringe benefit può avvenire anche su base volontaria – ossia senza un accordo collettivo o un regolamento aziendale – e può essere prevista per un singolo dipendente così come per determinate categorie di lavoratori.

Da sapere: per figli a carico si intendono anche quelli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti, i figli adottivi e affidati secondo le condizioni previste dall’articolo 12, comma 2 del Tuir).

Chi è considerato “figlio a carico” nel 2026

Ma cosa si intende, ai fini fiscali, per figli a carico? Lo sono:

  • i figli che non superano i 24 anni e hanno un reddito complessivo annuo pari o inferiore a 4.000 euro;
  • i figli che hanno più di 24 anni e un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro.

La soglia dei 2.000 euro dipende, quindi, dall’eleggibilità fiscale del figlio come “a carico”, non dal tipo di spesa che la famiglia sostiene.

Cosa rientra nella soglia dei 2.000 euro?

Cosa rientra dentro la soglia dei 2000 euro esentasse prevista per i fringe benefit?

Rientrano:

  • i buoni acquisto (come i Buoni Acquisto Edenred);
  • l’auto aziendale a uso promiscuo;
  • lo smartphone e altri dispositivi aziendali;
  • le polizze sanitarie;
  • rimborsi utenze domestiche (acqua, luce e gas naturale);
  • spese per l’affitto della prima casa e interessi sul mutuo della prima casa (se l’azienda decide di riconoscerle come fringe benefit).

Tra i fringe benefit, sicuramente i Buoni Acquisto Edenred – utilizzabili all’interno di una rete che conta oltre 300.000 strutture in tutta Italia, tra negozi fisici e online – danno a chi li riceve la possibilità di integrare il proprio stipendio medio e aumentare il potere d’acquisto, in particolare delle famiglie. 

Solo per fare qualche esempio, è possibile utilizzarli per fare la spesa nei supermercati, per arredare casa, per nuovi capi d’abbigliamento, calzature, ma anche per libri, elettronica, profumerie, attività sportive e tanto altro ancora.

Perché scegliere i buoni acquisto come fringe benefit? Un esempio concreto

Scegliere i buoni acquisto può essere la soluzione ideale anche per le aziende innanzitutto perché sono 100% deducibili dai costi di impresa, inoltre si tratta di strumenti che si integrano alla perfezione con altre iniziative di welfare aziendale.

Si tratta, infatti, di un bel risparmio anche in termini di costi destinati ai dipendenti.

Per fare un esempio concreto, immaginiamo un datore di lavoro che voglia riconoscere un premio di 1200 euro lordi per 50 dipendenti con figli fiscalmente a carico.
Tra lordo e netto c’è una differenza importante: se il premio venisse erogato in busta paga, il netto sarebbe indicativamente intorno a 785 euro a persona (la cifra varia in base a inquadramento e detrazioni). Per l’azienda su un lordo di 60.000, inoltre, il costo complessivo tra contributi e oneri sarebbe di circa 78.900 euro.

Se invece si opta per i fringe benefit, sia che l’azienda abbia già un piano di welfare che non, c’è sicuramente un bel risparmio. 

Il costo dei fringe benefit è infatti di 60.000 euro, ossia pari al valore riconosciuto, con un risparmio complessivo di più di 18mila euro. Ma non solo: il dipendente riceve 1.200 euro netti di spendibilità tramite fringe benefit, riducendo di fatto la distanza tra lordo e netto.

Anche la gestione è semplice: se per esempio si scelgono i buoni acquisto digitali, si possono consegnare ai dipendenti in modo semplice e immediato e anche loro gestiranno tutto tramite e-mail e app. 

Quanto alla scelta, come dicevamo, è davvero vasta: con buoni acquisto multibrand come quelli offerti da Edenred, i dipendenti con figli a carico potranno decidere come impiegare al meglio questo “tesoretto” esentasse che di fatto integra lo stipendio. 

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Figlio a carico al 100% o al 50%: cosa cambia per la soglia di 2.000 euro

Quando entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti, la soglia maggiorata non è “per famiglia”: può spettare a ciascun genitore in misura intera.
Vale sia nel caso in cui il figlio risulti a carico al 100% di uno dei due genitori, sia nel caso in cui sia a carico al 50% per ciascuno. Nel calcolo, però, conta il totale dei fringe benefit già riconosciuti dal datore di lavoro nel 2026: la soglia è un tetto complessivo annuale.

Da sapere: la soglia di esenzione è totale per tutti i figli a carico, siano essi due o tre o uno solo.

Guida per gestire i fringe benefit 2026 con figli a carico

Fin qui la normativa, ma cosa deve fare il datore di lavoro in concreto? Ecco una guida passo dopo passo per gestire i fringe benefit.

1. L’azienda definisce cosa riconoscere e come tracciarlo

Il primo passo è scegliere quali fringe benefit mettere a disposizione delle persone e con quale logica: importo uguale per tutti, importo modulato per bisogni, assegnazione ad personam. È utile decidere da subito anche come “tracciare” i valori erogati, perché la soglia è annuale e conta la somma di tutto ciò che viene riconosciuto come fringe benefit.

2. Il dipendente consegna l’autocertificazione che va conservata

Quando ci sono figli fiscalmente a carico, il datore di lavoro – o l’HR – deve richiedere al dipendente un’autocertificazione con il codice fiscale del figlio o dei figli che per evitare incertezze e rallentamenti. L’Agenzia delle Entrate ha precisato, infatti, che è il datore di lavoro a dover conservare tutta la documentazione – anche con firma digitale – ai fini di un eventuale controllo da parte degli organi dipendenti. 

3. L’erogazione deve avvenire entro le scadenze utili

Non contano solo le soglie, ma conta tanto anche il “quando”. Per i redditi da lavoro dipendente vale, infatti, il principio di cassa “allargato”: i valori corrisposti nei primi 12 giorni di gennaio possono essere considerati fiscalmente come percepiti nell’anno precedente.

Tradotto sul 2026: i fringe benefit riferiti al 2026 possono essere messi a disposizione entro il 12 gennaio 2027 senza incidere sulle soglie del 2027. Dal 13 gennaio in poi, invece, si considerano nel 2027 e rischiano di impattare sulla soglia e sulla certificazione.

Conclusioni

Nel triennio 2025-2027 i fringe benefit con figli a carico sono una delle leve fiscali più efficaci per sostenere il reddito delle famiglie senza aumentare il costo del lavoro a patto che vengano gestite correttamente soglia, tempistiche e documentazione. 

Vuoi sapere come integrare i fringe benefit in un piano di welfare aziendale? O come inserirli in azienda anche senza piano welfare?

Domande e risposte frequenti (FAQ) sui fringe benefit figli a carico

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