Inflazione e potere d’acquisto: come le aziende possono sostenere famiglie e dipendenti

Quando i prezzi corrono più degli stipendi, il potere d’acquisto si sbriciola un po’ ogni giorno. È la fotografia di ciò che vivono oggi tante famiglie: l’inflazione sembra ufficialmente rallentare, ma basta entrare in un supermercato per capire che la realtà è diversa.
La spesa costa molto di più rispetto a pochi anni fa, il pane sfiora i 4 euro al kg e con un euro è difficile comprare anche un semplice pacco di pasta da un chilo.
Il risultato è che, pur se si lavora, arrivare a fine mese è diventato più complicato. E se non tutte le aziende possono permettersi aumenti in busta paga, esiste comunque una soluzione per sostenere davvero i dipendenti: il welfare aziendale.
Uno strumento immediato, fiscalmente vantaggioso che può restituire valore reale alle famiglie senza appesantire i costi dell’impresa.
Vediamo come funziona e perché oggi è fondamentale partendo dal capire meglio cosa si intende per potere d’acquisto e perché oggi si sta erodendo.
Indice dei contenuti:
- Cos’è il potere d’acquisto (e perché si erode)
- Perché il welfare aziendale è più efficace di un aumento in busta paga
- Come dare un aiuto concreto ai dipendenti quando i prezzi aumentano
- I 5 benefit più efficaci contro l’inflazione e per aumentare il potere d’acquisto
- Fringe benefit o aumento stipendio: cosa conviene
- Le soluzioni Edenred
- Domande frequenti (FAQ) su welfare aziendale e inflazione
Cos’è il potere d’acquisto (e perché si erode)
Il potere d’acquisto è, in parole semplici, quanto una persona riesce a comprare con il proprio stipendio. Se i prezzi aumentano e le entrate restano uguali, indubbiamente con la stessa cifra si possono acquistare meno cose.
Un esempio molto immediato è il caffè al bar. Fino a qualche anno fa costava 1 euro, oggi in media costa 1.40. Con quello stesso euro oggi possiamo permetterci solo il 71,4% di quello che compravamo prima.
E ciò non riguarda solo il caffè, ma ogni ambito della vita quotidiana: la spesa alimentare, il carburante, la scuola, la salute.
Gli stipendi fermi ormai da 30 anni, insieme ai prezzi che salgono, portano a una sola cosa: le persone si sentono più povere nonostante lavorino tutta la settimana e spesso per fare acquisti di una certa importanza o di fronte a spese improvvise, devono ricorrere a finanziamenti, dilazionare pagamenti.
Cos’è il potere d’acquisto dei salari?
Il potere d’acquisto dei salari è la quantità di beni e servizi che un salario permette di acquistare, al netto dell’inflazione.
Perché il welfare aziendale è più efficace di un aumento in busta paga
Come aumentare il potere d’acquisto? Molte PMI oggi non possono aumentare gli stipendi in modo significativo: i margini sono ridotti, i costi sono più alti e l’incertezza economica data dal periodo storico incombe sulle scelte.
Ma, nonostante ciò, possono comunque fare la differenza grazie al welfare aziendale che riesce a trasferire ai dipendenti un valore netto pari a quello stanziato dall’azienda, grazie ai vantaggi fiscali previsti dalla normativa.
Un esempio chiaro: un aumento di 100 euro sullo stipendio costa all’azienda circa 145 euro e porta al dipendente circa 60 euro netti. Nel caso del welfare aziendale, invece, 100 euro in benefit costano 100 euro all’azienda e mantengono tale valore per il dipendente. Questo perché non ci sono tasse di nessun tipo né versamento di contributi.
Attraverso il welfare aziendale, pertanto, le aziende possono aiutare i dipendenti ad aumentare il loro potere d’acquisto e possono proteggerli dall’inflazione, dando un supporto immediato.
Per fare questo è necessario strutturare un piano di welfare efficace. Vediamo come.
Come dare un aiuto concreto ai dipendenti quando i prezzi aumentano
Da dove iniziare per aiutare i dipendenti ad arrivare a fine mese? Come dare loro un aiuto concreto? Come dicevamo, una soluzione è il welfare aziendale. E se ti stai chiedendo da dove partire per creare un piano welfare strutturato è importante seguire alcuni semplici passi.
Tra questi, al primo posto c’è sicuramente l’analisi dei bisogni, per poi passare alla scelta dei benefit, del fornitore di servizi welfare e anche capire come comunicare bene le varie scelte.
Analisi dei bisogni
Di cosa hanno bisogno davvero le persone in questo momento storico? Quali difficoltà e problemi stanno affrontano? Magari si pensa di saperlo già, ma l’ideale è chiedere direttamente ai dipendenti.
Se non si riesce dal vivo – non tutti riescono a parlare facilmente – un modo per iniziare può essere proponento un sondaggio interno, anche anonimo, attraverso il quale la persona potrà parlare in sincerità.
Allo stesso tempo, per capire i bisogni si può chiedere ai vari responsabili d’area o manager che di solito conoscono da vicino le varie situazioni delle persone che gestiscono: se sono caregiver, se stanno affrontando spese impreviste, se hanno problemi di salute o se magari stanno affrontando il cambio scuola del figlio e le spese per libri e altro sono aumentate.
In un’azienda in cui l’età media è di 40 anni, poi, bisogna fare i conti con quella che viene definita la “generazione sandwich”, ossia di quelle persone tra i 40 e i 55 anni che devono, da un lato, dedicarsi a figli che ancora sono bambini e tutt’al più adolescenti figli e dall’altro curare i genitori che non sono più in salute. Schiacciati tra due fette di pane come un sandwich, appunto.
Di contro, chi è più giovane potrebbe volere più sostegno alla mobilità e al benessere.
Una volta identificati e analizzati i bisogni, l’azienda può scegliere i benefit più coerenti (ne parliamo meglio tra poco) con quanto emerso dalle varie indagini interne.
Scelta del fornitore e piattaforma welfare
A chi affidarsi per costruire un piano welfare che aiuti davvero le persone in azienda? In questa fase è importante scegliere il fornitore welfare con la migliore piattaforma welfare semplice da usare e intuitiva. Pensa se riconosci dei benefit ai dipendenti e poi questi non li usano perché non si orientano nella piattaforma, la tecnologia li scoraggia ecc…
Dare la possibilità di usare i benefit in modo semplice, immediato e senza troppo stress è importante per far capire come il welfare può aumentare il potere d’acquisto e far vivere in modo più sereno alcune spese.
Comunicazione interna
Non basta scegliere bene, serve anche comunicare bene. E a volte c’è così tanta fredda nell’essere al passo con i tempi, nel venire incontro alle esigenze dei clienti, nel portare avanti le varie attività che la comunicazione viene meno. Ma, invece, almeno nelle fasi iniziali – ma non solo – non bisogna trascurarla.
Si può pensare di fare degli incontri dal vivo, mandare delle e-mail in cui si spiega tutto, mostrare delle demo, scrivere brevi articoli sulla intranet. Quel che conta è ricordare quali sono i benefit a disposizione e come utilizzare i nuovi strumenti.
I 5 benefit più efficaci contro l’inflazione e per aumentare il potere d’acquisto
Fermo restando che la scelta dei benefit deve essere in linea con i bisogni emersi durante l’analisi, ci sono dei benefit che piacciono più di altri e che si rivelano essere più efficaci. Sono:
- buoni pasto
- rimborso delle spese scolastiche
- buoni acquisto
- assistenza sanitaria
- flexible benefit
Vediamo in dettaglio cosa sono e come aiutano in concreto le persone a sentirsi meno povere.
Buoni pasto
I buoni pasto piacciono a tutti: com’è emerso dall’Osservatorio Welfare 2025 di Edenred, sono tra i benefit più apprezzati con il 51% delle preferenze all’interno del campione intervistato.
Piacciono perché aiutano a fare la spesa di ogni giorno, ma anche a sostenere pranzi e cene fuori casa. Sono un aiuto concreto e immediato.
Il buono pasto Ticket Restaurant® è un benefit altamente flessibile che è accettato in tantissimi posti: supermercati, discount, e-commerce per il cibo, food delivery, locali, bar, ristoranti ecc… Scopri come e dove spendere i buoni pasto.
Rimborso delle spese scolastiche
Ma quanto costa mandare i propri figli a scuola? Le spese per i libri sono aumentate, secondo i dati Istat, dell’1,7% alle medie e dell’1,8% alle superiori rispetto al 2024, pertanto incidono non poco sul bilancio mensile di una famiglia.
Ecco perché il rimborso welfare di libri, materiali didattici e servizi educativi può dare un risparmio fino a diverse migliaia di euro l’anno e offre un sollievo immediato nei periodi di aumento dell’inflazione.
Ma oltre ai rimborsi, se previsto dal piano welfare, è possibile avere dei buoni welfare che permettono l’accesso ai servizi senza alcun anticipo di denaro all’interno di una rete di strutture convenzionate o convenzionabili su richiesta del singolo dipendente.
Buoni acquisto
Tra i benefit che possono aumentare il potere d’acquisto, ci sono sicuramente i buoni acquisto che possono essere utilizzati per tantissimi scopi. Quali? Acquistare il carburante per ridurre le spese legate agli spostamenti ma anche per comprare una serie di beni e servizi.
Con i Buoni Acquisto Edenred, che fanno parte di un’ampia rete che conta oltre 300.000 strutture, per esempio puoi acquistare abbigliamento e calzature, complementi d’arredo, articoli per la casa, libri, attrezzatura sportiva e tanto altro ancora.
Senza dimenticare il tempo libero che, quando si tratta di potere d’acquisto che diminuisce, è una delle prime spese che viene tagliata: con i buoni acquisto si possono acquistare viaggi, pernottamenti in hotel e tanto altro.
Buoni acquisto come fringe benefit
Ricorda: in qualità di fringe benefit, i buoni acquisto sono esentasse fino a una soglia di 1000 euro per tutti i dipendenti, fino a 2000 per i dipendenti con figli a carico, come previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per il triennio 2025-2027.
Il vantaggio è per i tuoi dipendenti, ma anche per la tua impresa: sono 100% deducibili!
Assistenza sanitaria integrativa
E quando si sta male: quanto si spende? Spesso più di quanto si era preventivo. Le spese sanitarie, specie se improvvise, possono davvero ridurre i soldi a fine mese.
Una copertura sanitaria integrativa può ridurre le spese non previstee permette ai lavoratori di accedere a cure e servizi con maggiore tranquillità economica.
All’interno dei piani welfare, un’azienda può scegliere di far includere diversi servizi dedicati alla salute del dipendente.
Tra questi: interventi per il benessere psicofisico – come sedute da nutrizionisti, psicologi, dietologi e altri specialisti – e l’accesso a centri medici e ospedalieri per check-up, visite specialistiche ed esami diagnostici, anche in strutture private convenzionate. Sono previsti inoltre servizi odontoiatrici utili per prevenzione, cura dentale e igiene orale.
Flexible benefit
Alcuni dei benefit finora illustrati rientrano tra i cosiddetti flexible benefit. La parola stessa lo dice: sono flexible perché offrono ai lavoratori la libertà di scegliere, tra un paniere di beni e servizi, ciò che meglio risponde alle loro esigenze personali.
In questo modo, il valore di un benefit aumenta perché le persone hanno un vero e proprio budget da utilizzare in autonomia.
Le aziende caricano un credito welfare sulla piattaforma e ognuno può decidere se usarlo per formazione, salute, tempo libero, mobilità o altri servizi utili, scegliendo quello che fa al caso proprio, come se fosse un vero e proprio “menu” di benefit.
Grazie al regime fiscale agevolato, questi benefit contribuiscono ad aumentare concretamente il potere d’acquisto.
Per quel che riguarda i flexible benefit per il CCNL Metalmeccanici, c’è una novità: per il triennio 2025-2028 i flexible benefit, come previsto dall’ipotesi d’accordo per il rinnovo del contratto, passano da 200 euro all’anno a 250 euro all’anno.
Il datore di lavoro dovrà riconoscere l’importo previsto entro l’1 giugno di ogni anno mentre i dipendenti potranno utilizzare i benefit entro il 31 maggio dell’anno successivo all’assegnazione. Questo vale per il 2027 e il 2028, mentre per il 2026 i flexible benefit dovranno essere messi a disposizione entro il mese di febbraio.
Fringe benefit o aumento stipendio: cosa conviene
Aumento di stipendio o fringe benefit: cosa conviene? Nell’immediato, e in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo e con la media degli stipendi italiani molto bassa, i fringe benefit possono influire sul potere d’acquisto in un modo immediato che crea valore per tutti.
Le soluzioni Edenred
Edenred rende tutto più semplice: con i buoni pasto Ticket Restaurant®, i buoni acquisto e una piattaforma welfare intuitiva, ogni persona può scegliere ciò che gli serve davveroi e fare meno fatica per arrivare a fine mese.
Per un’azienda significa avere un partner che toglie il peso dell’organizzazione e aiuta a costruire un piano di welfare su misura, sostenibile e facile da gestire. E anche chi lavora con una partita IVA può considerare il welfare un alleato per i pasti di lavoro e per supportare collaboratori e dipendenti in modo più smart.
In un periodo in cui i prezzi salgono e gli stipendi restano fermi, il welfare aziendale diventa un modo rapido per dare valore alle persone e far respirare le famiglie.
Vuoi sapere come aiutare i tuoi dipendenti ad aumentareil loro potere d’acquisto?
Domande frequenti (FAQ) su welfare aziendale e inflazione
Come possono le aziende aiutare i dipendenti a contrastare l’inflazione?
Possono intervenire sulle spese quotidiane tramite welfare aziendale, offrendo fringe benefit e flexible benefit che trasferiscono un valore netto immediato su categorie come spesa, mobilità, scuola e salute.
Come aumentare il potere d’acquisto dei dipendenti senza ricorrere agli aumenti salariali?
Si può aumentare il potere d’acquisto dei dipendenti attraverso benefit Edenred esentasse che compensano le spese più esposte all’inflazione, liberando budget familiare senza incrementare il costo del lavoro in modo strutturale.
Quali sono i benefit aziendali più efficaci contro l’inflazione?
I benefit più utili sono i buoni pasto Ticket Restaurant®, il rimborso delle spese scolastiche, buoni acquisto come i Buoni Acquisto Edenred, assistenza sanitaria e flexible benefit personalizzabili.
Conviene di più un aumento in busta paga o i fringe benefit?
In un contesto di inflazione, i fringe benefit – erogati tramite piattaforme come Edenred Welfare – hanno un impatto immediato maggiore rispetto all’aumento in busta paga. Questo perché non sono tassati e hanno lo stesso valore per dipendente e azienda, a differenza degli aumenti che si riducono dopo tasse e contributi.
Inoltre, grazie alla Legge di Bilancio 2025, è stata innalzata la soglia di esenzione: fino a 1000 euro per tutti i dipendenti, fino a 2000 per i dipendenti con figli a carico.
Come si struttura un piano welfare efficace in periodo di inflazione?
Partendo da un’analisi dei bisogni, scegliendo i benefit più rilevanti, affidandosi a una piattaforma intuitiva come quella Edenred e costruendo una comunicazione interna chiara che aiuti i dipendenti a usarli.
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