Buoni Pasto
27 Set 2021
| 5'

Cosa dice la normativa sui buoni pasto e i vantaggi fiscali

Stai pensando di utilizzare i buoni pasto come benefit per i tuoi dipendenti? Ecco tutto quello che devi sapere sulla disciplina che regola i ticket cartacei ed elettronici.
Autore
Cristina Maccarrone

Quando parliamo di normativa che regola i buoni pasto essenzialmente ci riferiamo a due decreti legislativi in particolare: il Decreto Legislativo n. 50 del 2016, con riferimento l’articolo 144 e soprattutto il Decreto ministeriale n. 122 del 2017.

Senza poi dimenticare la Legge di Bilancio 2020 che è intervenuta qualche anno fa per modificare i limiti di esenzione fiscale fornendo un’importante differenza tra i buoni pasto cartacei e quelli elettronici.

Vediamo in questo articolo cosa dice la legge sui buoni pasto e cosa bisogna sapere prima di adottare questo importante benefit per garantire una pausa pranzo salutare ai propri dipendenti.

Caratteristiche dei buoni pasto

Il buono pasto, come definito dal Decreto n. 122 del 2017 , è “il documento di legittimazione, anche in forma elettronica, avente le caratteristiche di cui all’articolo 4, che attribuisce, al titolare, ai sensi dell’articolo 2002 del codice civile, il diritto ad ottenere il servizio sostitutivo di mensa per un importo pari al valore facciale del buono e, all’esercizio convenzionato, il mezzo per provare l’avvenuta prestazione nei confronti delle societàdi emissione”.

Per “servizi sostitutivi di mensa resi a mezzo dei buoni pasto” si intendono “le somministrazioni di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo effettuate dagli esercenti le attività’ elencate all’articolo 3”.

Sempre lo stesso decreto, con l’articolo 4, fissa alcune caratteristiche essenziali del buono pasto:

  • non è cedibile;
  • non è cumulabile oltre il limite di 8 buoni;
  • non è commercializzabile;
  • non è convertibile in denaro;
  • è utilizzabile solo dal titolare;
  • è utilizzabile esclusivamente per l’intero valore facciale.

Quanto ai ticket elettronici, per quel che riguarda invece la data di utilizzo, così come i dati identificativi dell’esercizio che accetterà il buono pasto, si tratta di dati che vengono associati elettronicamente al momento dell’uso.

Ancora più comodo è l’uso di un’app come per esempio Ticket Restaurant, che permette al dipendente o collaboratore di scegliere il numero di buoni pasto da utilizzare (nel rispetto del limite di cumulabilità) e, una volta fatto, di ottenere un codice a barre o numero che, tramite lo smartphone, potrà essere mostrato all’esercente.

Gli esercizi che accettano i buoni pasto

Sia l’articolo 144 del Decreto Legislativo n. 50 del 2016 che successivamente il Decreto ministeriale n. 122 del 2017 hanno dato indicazioni sugli esercizi convenzionati.

Come infatti indica il Decreto n. 122 nell’articolo 3, oltre a bar, ristoranti, mense, gastronomie, rosticcerie, vengono inclusi tutti gli esercizi che possono esercitare la somministrazione di alimenti e bevande, la vendita al dettaglio, sia in sede fissa che su area pubblica, anche dei prodotti appartenenti al settore merceologico alimentare, la vendita al dettaglio nei locali di produzione e nei locali attigui dei prodotti alimentari, la vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi.

Ciò significa che tra gli esercizi convenzionati per i buoni pasto ci sono anche mercati, locali che vengono gestiti dai coltivatori diretti, spacci di industrie alimentari, agriturismi e ittiturismi.

Essenziale, e pertanto non trascurabile, che questi prodotti debbano essere pronti per il consumo da parte del dipendente o collaboratore che usufruisce dei ticket.

 
 

L’estensione degli esercizi convenzionati dà la possibilità a dipendenti e collaboratori di fare una pausa pranzo sana, equilibrata e per di più varia. Che, così, diventa un vero e proprio momento di benessere.

Il buono pasto, infatti, porta le persone a essere più propense a fare la pausa pranzo fuori e questo sia che si trovino in ufficio a casa, in un coworking ecc…

Ma non solo: la varietà di esercizi convenzionati li porta a provare posti via via diversi: di certo si ha un ventaglio di possibilità molto più alto rispetto al passato oltre a una maggiore spendibilità.

Cumulabilità dei buoni pasto

La disciplina dei buoni pasto ha fatto inoltre notevoli passi in avanti sempre nel 2017 grazie a una parola chiave su tutte: cumulabilità. L’articolo 4 comma 1 specifica infatti che i buoni pasto sono cumulabili fino a un limite di 8.

Viene ancora ricordato che devono essere utilizzati per l’intero valore facciale, il che vuol dire che non si possono avere resti.

Questo valore facciale comprende l’Iva prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo.

Per quel che riguarda la tassazione dei buoni pasto per i dipendenti, il fatto che possano essere cumulati fino a 8 non influisce sull’Irpef. I buoni pasto infatti rimangono detassati fino ai limiti di cui parliamo anche sotto: fino a 8 euro per i ticket elettronici, fino a 4 euro per i cartacei.

Chi può utilizzare i buoni pasto

Ad avere diritto ai buoni pasto sono:

  • lavoratori con contratto di subordinazione full time o part time e questo anche se l’orario giornaliero non prevede una pausa pranzo;
  • chi ha un rapporto di collaborazione continuativa con l’azienda

Pertanto, possono essere utilizzati da aziende, pubbliche o private, che vogliono puntare su questo benefit.

Soglia di detassazione dei buoni pasto e soglie di esenzione

Importanti novità sono state poi introdotte per quel che riguarda la deducibilità dei buoni pasto elettronici con la Legge di Bilancio del 2020.
Nel dettaglio queste le novità:

  • aumento della deducibilità dei buoni pasto elettronici da 7 a 8 euro
  • diminuzione della soglia dei buoni cartacei da 5,29 euro a 4 euro.

Si cerca. così, di incentivare l’uso dei buoni pasto elettronici.

Inoltre, questo per l’azienda significa poter garantire un sostegno al reddito destinato all’alimentazione di circa 880 euro per i buoni pasto cartacei e di 1760 euro per quelli elettronici che è totalmente detassato. Come per altro spiega il consulente del lavoro Alessandro Melocchi parlando dei vantaggi dei buoni pasto.

Sicuramente un motivo in più per puntare sui buoni pasto come benefit per garantire una pausa pranzo equilibrata e possibilmente lontano dal computer.

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