Come si determinano i dipendenti che possono accedere al piano di Welfare Aziendale e chi può usufruire dei servizi?

I beneficiari di un piano di welfare aziendale sono principalmente i lavoratori dipendenti di aziende pubbliche o private, che possono godere di vantaggi fiscali e accedere a beni e servizi per sè e i propri familiari.

Nello sviluppo di un piano di welfare, l’azienda deve individuarne i beneficiari in riferimento alla generalità o alle categorie omogenee di dipendenti affinché le somme destinate a Welfare siano considerate non imponibili.

Per generalità si intende una pluralità di soggetti che appartengono ad un singolo raggruppamento, ma questa definizione non è volta ad indicare necessariamente la totalità dei dipendenti, in quanto è possibile escludere particolari tipologie contrattuali.

L’indicazione di categorie omogenee fa riferimento all’individuazione di un gruppo sulla base di diversi criteri purché questi assicurino l’implementazione di un Piano di Welfare in grado di applicarne lo scopo sociale nei riguardi delle categorie individuate.

 Alcuni esempi di categorie omogenee possono essere:

  • Dipendenti con lo stesso inquadramento (impiegati, quadri, dirigenti, ecc.);
  • Dipendenti con lo stesso livello contrattuale (IV livello, V livello, ecc.);
  • Dipendenti appartenenti ad una certa sede (categoria spaziale);
  • Dipendenti con figli: un benefit può essere destinato solo ai dipendenti con figli per supportarli nelle attività connesse al loro sostentamento;
  • Dipendenti aventi un determinato livello di reddito.

L’azienda può quindi individuare una categoria omogenea tenendo conto di vari aspetti legati anche ad un’esigenza sociale dei dipendenti.

Ad esempio  si possono attivare Piani di Welfare aziendale che offrono ai dipendenti un ammontare di benefit diverso in base al numero di figli a carico, spendibile su servizi come  istruzione, formazione o assistenza e baby sitting.

La normativa sancisce inoltre che i benefit messi a disposizione dal piano welfare possono essere fruiti dal dipendente stesso, ma anche dai suoi familiari:

  • Il coniuge, anche dello stesso sesso (unione civile).
  • I genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti
  • I figli legittimi e/o illegittimi e/o naturali e/o adottivi; in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali
  • I generi e le nuore
  • Il suocero e la suocera
  • I fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali

L’attuale fase di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha avuto un impatto significativo sul mondo del lavoro, portando alla luce delle nuove esigenze e opportunità legate al welfare aziendale e ai beneficiari che ne potrebbero godere.

Oggi è fondamentale per le aziende offrire uno strumento che presenti contemporaneamente una funzione sociale e di supporto al reddito.

Ad aprile secondo un recente report diffuso da INPS le ore complessive richieste dalle imprese di cassa integrazione hanno superato quota 772 milioni mostrando un incremento di circa 30 volte superiore rispetto al 2019.

Questo gruppo di dipendenti particolarmente toccato da questa crisi potrebbe rappresentare ad esempio una nuova categoria omogenea per la quale è possibile attivare dei piani welfare capaci di offrire un sostegno concreto.

Un altro aspetto che si evidenza è la necessità di introdurre misure pensate per le famiglie e i collaboratori, attraverso dei piani che presentino servizi dedicati come babysitter o assistenza per i più anziani, individuando sempre delle categorie con un comune bisogno sociale.