Buoni Pasto
24 Apr 2024
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Aumentare i vantaggi dei buoni pasto nel 2024: strategie per aziende e partite IVA

Oggi il buono pasto non è più solo uno strumento per la pausa pranzo, ma anche un efficace sistema di integrazione del reddito. Scopri come massimizzare i benefici fiscali e aumentare il benessere di dipendenti e collaboratori grazie alle soluzioni digitali di Edenred.
Autore
Cristina Maccarrone
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I buoni pasto, a differenza di quello che comunemente si pensa, non sono solo un benefit per i lavoratori, ma offrono diversi vantaggi anche per le aziende e le partite IVA.

Sono infatti un prezioso supporto per sostenere il caro vita di questi ultimi anni, dettato da cambiamenti e della crisi socio-politico- economica mondiale e, allo stesso tempo, grazie all’avanzare della tecnologia e alla pervasività del digitale, rappresentano una soluzione immediata e semplice da utilizzare. Soluzione che viene incontro alle diverse esigenze dei professionisti e alle svariate situazioni lavorative che affrontano ogni giorno.

Vediamo nel dettaglio quali sono i vantaggi, fiscali e non, per poi approfondire il ruolo dei buoni pasto digitali ed esplorare quali strategie di ottimizzazione fiscale si possono mettere in atto grazie a essi.

I vantaggi dei buoni pasto: da benefit a strumenti di ottimizzazione fiscale (e non solo)

Le imprese prive di mensa interna o che non hanno accordi con servizi di ristorazione riescono, grazie ai buoni pasto, a consentire a dipendenti e collaboratori di gestire in autonomia la loro pausa pranzo. 

Il buono pasto è tutt’oggi, nel 2024, un benefit concreto che aiuta le persone a coprire parte delle proprie spese alimentari quotidiane, ad avere un’alimentazione sana e soprattutto a curarla, evitando, per esempio di saltare la pausa pranzo.

Il buono pasto può essere emesso in formato cartaceo o elettronico ed è possibile personalizzare il suo valore facciale oltre che il numero di buoni previsti.

Un buono pasto, come Ticket Restaurant®, peraltro rappresenta un benefit dalla portata molto ampia: è infatti accettato in oltre 150 mila esercizi convenzionati tra ristoranti, bar e supermercati convenzionati (comprese le principali catene) oltre a essere utilizzabile anche per fare la spesa online tramite food delivery e su e-commerce di vario genere.

C’è da dire che, negli ultimi anni, il concetto di buono pasto si è evoluto tantissimo, anzi abbiamo assistito a quella che possiamo definire una vera e propria trasformazione: è passato dall’essere un mero strumento per la pausa pranzo a un efficace sistema di integrazione del reddito, perché risponde alle reali esigenze delle persone. Ma non solo: per le aziende può essere anche uno strumento per fare pianificazione fiscale.

I vantaggi per le aziende

I vantaggi fiscali e i benefici in generale dei buoni pasto sono diversi. Sia per le aziende che per chi ha una partita IVA.

Partiamo delle aziende:

  • deducibilità 100%: scegliere di offrire i buoni pasto a dipendenti e collaboratori significa poter dedurre tali costi al 100% come spesa aziendale. Ciò può contribuire a ridurre l’onere fiscale complessivo dell’impresa. Inoltre per i collaboratori e i dipendenti sono un’integrazione  al reddito detassata fino a 8 euro, se buoni pasto elettronici, fino a 4 euro se cartacei;
  • detrazione totale dell’IVA: l’IVA, addebitata dalla società emettitrice, è interamente detraibile;
  • semplificazione della gestione delle spese: i buoni pasto semplificano la gestione delle spese legate ai servizi sostitutivi di mensa aziendale  di un’azienda;
  • sono uno strumento utilizzabile da tutte le imprese, piccole, medie e grandi;
  • scelta e flessibilità: i moderni buoni pasto offrono flessibilità nella scelta dei luoghi di utilizzo, inclusi supermercati, ristoranti e altro ancora. Ciò dà ai beneficiari (aziende e dipendenti) la libertà di scegliere ciò che desiderano, migliorando ulteriormente la loro esperienza
  • maggiore convenienza rispetto all’indennità di mensa: con i buoni pasto, a differenza dell’indennità sostitutiva di mensa (detassata solo per specifici circoscritti casi previsti dalla legge), il datore di lavoro può recuperare interamente i costi sostenuti per attribuire ai propri dipendenti un benefit importante;
  • vengono incontro a chi lavora in smart working che può utilizzare i buoni pasto con la massima flessibilità nei locali vicino casa, al supermercato o per farsi consegnare il cibo a casa o in un coworking, per esempio;
  • incentivazione e motivazione: i buoni pasto possono essere un incentivo per motivare i dipendenti a raggiungere obiettivi specifici o come parte di programmi di incentivazione aziendale. Questo può aumentare l’impegno e la produttività oltre che la soddisfazione delle persone.
  • strumento di employer branding e talent attraction: la possibilità di concedere buoni pasto può essere inserita negli annunci di lavoro per attrarre persone in linea con la posizione ricercata. Così come, nella trattativa per una nuova assunzione, il buono pasto è un benefit che, a parità di condizioni rispetto a un’altra azienda, può fare la differenza.
 
 

Adottare i buoni pasto aziendali quindi può essere un modo strategico per migliorare il pacchetto di benefit offerto, attirare e trattenere talenti, promuovere il benessere dei dipendenti o collaboratori e semplificare la gestione finanziaria delle spese legate all’alimentazione. In questo modo si massimizzano i vantaggi e si va oltre il mero beneficio fiscale.

I vantaggi per le partite IVA

I vantaggi ci sono anche per le partita IVA. A differenza, infatti, di quanto spesso si crede, il buono pasto è, infatti, lo strumento ideale non solo per le aziende più strutturate ma anche per i liberi professionisti e le ditte individuali che, negli ultimi anni, hanno vissuto diversi cambiamenti a livello fiscale.

Ecco alcuni vantaggi:

  • possibilità di dedurre il costo e abbassare l’imponibile fiscale: il costo è deducibile fino al 75% nel limite del 2% del fatturato del lavoratore autonomo (art. 54 comma 5, TUIR);
  • detrazione dell’IVA: l’IVA è detraibile fino al 10%
  • semplificazione contabile: utilizzare i buoni pasto migliore la contabilizzazione che si “riduce” alle singole fatture dedicate e non richiede di raccogliere, conservare e registrare migliaia di scontrini e documenti
  • migliore gestione della pausa pranzo: chi ha una partita IVA incontra clienti, partner, fornitori pertanto si sposta spesso. Utilizzare i buoni pasto Ticket Restaurant®, permette di farle una pausa pranzo salutare praticamente ovunque e, allo stesso tempo di mantenere vive le relazioni con le persone importanti per il proprio business.

Da questo elenco è evidente come i buoni pasto aiutino chi ha una partita IVA a pagare meno imposte a fine anno.

 
 

La diffusione del buono pasto tra le partite IVA prevede una combinazione di benefici fiscali, praticità, flessibilità e attenzione al benessere. Tutto ciò lo rende uno strumento appetibile che viene incontro a lavoratori moderni abituati a gestire le proprie attività in mobilità.

Buoni pasto digitali: perché permettono una gestione più efficiente

In tutto questo, un paragrafo a parte meritano i buoni pasto digitali che, nel caso dei buoni offerti da Edenred, sono disponibili sia sotto la modalità di tessera elettronica ricaricabile online che dell’app Ticket Restaurant®.

Quali sono i vantaggi dei buoni pasto digitali? Innanzitutto, sono più “convenienti”: sono deducibili al 100% fino a 8 euro. L’articolo 51, comma 2, lettera c) del TUIR precisa che non concorrono a formare reddito imponibile per gli utilizzatori. 

Utilizzare una soluzione digitale, inoltre, permette una grande facilità di distribuzione che semplifica la gestione da parte delle aziende.

Con il blocchetto cartaceo, utilizzato oggi sempre meno, il dipendente o collaboratore deve infatti recarsi in azienda per ritirare i buoni pasto il che non è detto sia sempre possibile: potrebbe trovarsi in trasferta, essere in malattia o magari vivere in una città lontana dalla sede centrale. Tutte situazioni che non gli permettono di utilizzare i buoni pasto quando ne ha la necessità e che richiedono di dover attendere di averli fisicamente in mano. E questo è uno svantaggio per il dipendente, indubbiamente, ma anche per l’azienda.

La soluzione digitale, inoltre, permette di verificare e monitorare l’uso dei buoni pasto. L’app Ticket Restaurant®, per esempio, è semplice da utilizzare per i dipendenti ma anche per le aziende per “caricare” i buoni pasto oltre che per vedere quanti finora ne sono stati utilizzati.

Con i buoni pasto digitali l’azienda ha una migliore organizzazione e una gestione più efficiente del benefit, oltre ad aumentare il benessere dei dipendenti.

E sapevi che il buono pasto è uno strumento flessibile e senza vincoli contrattuali? Scopri di più con i nostri esperti

Strategie di ottimizzazione fiscale

Fin qui abbiamo esplorato diverse caratteristiche dei buoni pasto, ma come usarli al meglio in ambito aziendale e quando si ha una partita IVA?

Strategie di ottimizzazione fiscale per le aziende

Tra le varie possibilità, c’è per esempio quella di considerare il buono pasto un’ottima soluzione quando si vorrebbe dare un aumento ai propri dipendenti e collaboratori, ma non ci sono le condizioni per farlo

Sebbene non sia esattamente la stessa cosa, in termini sostanziali il buono pasto è in grado di aumentare il potere d’acquisto di dipendenti e collaboratori. Basti pensare che un buono elettronico del valore facciale di 8 euro – quindi esentasse – può integrare il reddito di un dipendente e collaboratore fino a un massimo mensile di 200 euro

Tale soluzione permette di accontentare sia l’azienda che i dipendenti: il buono pasto, come abbiamo detto, è interamente deducibile e il personale vede aumentare il proprio potere d’acquisto in modalità esentasse. 

In ottica di ottimizzazione fiscale, c’è poi da dire che decidere di introdurre buoni pasto come Ticket Restaurant®, non significa necessariamente farlo per l’intera platea dei dipendenti. Si possono infatti individuare delle categorie omogenee di lavoratori (per esempio tutto l’ufficio acquisti, tutti coloro che lavorano nel marketing, gli operai ecc…) e assegnarli all’intero numero di appartenenti a quella categoria. 

Strategie di ottimizzazione fiscale per le partite IVA

Per quel che riguarda chi ha una partita IVA, con o senza collaboratori, i buoni pasto rappresentano una vera e propria strategia di ottimizzazione fiscale. Usare i buoni pasto per sé stessi e/o per i propri collaboratori significa, infatti, ridurre la base imponibile su cui pagare le tasse. 

Diventano quindi uno strumento efficace che permette di scaricare in modo immediato e semplice le spese legate ai pasti (non solo nei locali, ma, ricordiamolo, anche per la spesa alimentare, purché si tenga a mente la deducibilità oltre che il principio di inerenza) e le spese di rappresentanza.

Chi ha una partita IVA con dipendenti deduce integralmente il costo sostenuto per il loro acquisto ai fini IRES, IRPEF e IRAP con un valore di 4 euro al giorno se il buono pasto è cartaceo, fino a 8 euro se è elettronico. 

Chi ha una partita IVA con regime ordinario, ma non ha dipendenti – può essere il caso di giornalisti, imprenditori digitali, agenti di commercio, liberi professionisti di varia natura e ditte individuali – la deduzione è del 75%.

C’è da dire, inoltre, che chi si trova in questa situazione, può personalizzare il numero dei propri buoni pasto e il loro valore facciale.

Conclusioni

Riepilogando, i buoni pasto offrono questi vantaggi:

  • deducibilità 100% aziende e 75% professionisti
  • detrazione dell’IVA
  • strumento non solo ad appannaggio delle grandi aziende
  • utilizzabilità per le aziende nei punti vendita della GDO, mercati, agriturismi ed
    esercenti convenzionati
  • strumento di integrazione del reddito utile a ridurre gli oneri amministrativi e contabili, con fatturazione unica mensile
  • semplificazione fiscale

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Scoprilo nell’approfondimento dedicato ai buoni pasto di Camilla Vignoli, dottoressa commercialista, specializzata in imprese, startup e fiscalità.