Anche un professionista con partita IVA può acquistare i buoni pasto: per sé stesso, se lavora da solo, o anche per i propri dipendenti e collaboratori, quando li ha.
In entrambi i casi ci sono vantaggi fiscali e gestionali concreti, che però cambiano a seconda che si sia in regime ordinario o forfettario. Di seguito analizziamo i dettagli.
Anche un professionista con partita IVA può acquistare i buoni pasto: per sé stesso, se lavora da solo, o anche per i propri dipendenti e collaboratori, quando li ha.
In entrambi i casi ci sono vantaggi fiscali e gestionali concreti, che però cambiano a seconda che si sia in regime ordinario o forfettario. Di seguito analizziamo i dettagli.
Indice dei contenuti:
- Chi ha una partita IVA può richiedere i buoni pasto?
- Buoni pasto per partite IVA e ditte individuali senza dipendenti: come funzionano
- Perché i buoni pasto convengono a liberi professionisti e ditte individuali
- Come richiedere Ticket Restaurant® con la partita IVA
- Domande frequenti FAQ sui buoni pasto per partita IVA
Chi ha una partita IVA può richiedere i buoni pasto?
Possono acquistare i buoni pasto i liberi professionisti, gli imprenditori individuali, gli artigiani e i commercianti, sia che lavorino da soli sia che abbiano dipendenti o collaboratori.
Non serve una struttura aziendale tradizionale: basta avere una partita IVA attiva. Cambia, invece, il trattamento fiscale a seconda del regime fiscale adottato e della presenza di personale dipendente.
Ecco una sintesi:
Possono acquistare i buoni pasto i liberi professionisti, gli imprenditori individuali, gli artigiani e i commercianti, sia che lavorino da soli sia che abbiano dipendenti o collaboratori.
Non serve una struttura aziendale tradizionale: basta avere una partita IVA attiva. Cambia, invece, il trattamento fiscale a seconda del regime fiscale adottato e della presenza di personale dipendente.
Ecco una sintesi:
Buoni pasto per partite IVA e ditte individuali senza dipendenti: come funzionano
Se hai una partita IVA individuale senza dipendenti (libero professionista, artigiano, commerciante o ditta individuale) i buoni pasto sono una soluzione pratica per la pausa pranzo e per semplificare la gestione delle spese. Invece di richiedere e conservare la fattura di ogni pranzo o spesa alimentare, ricevi un’unica fattura mensile relativa all’acquisto dei buoni pasto.
Questa fattura viene contabilizzata portando in deduzione il 75% della spesa sostenuta (cosiddette “spese di vitto”) e detrazione completa dell’IVA applicata con aliquota al 10%.
Se hai una partita IVA individuale senza dipendenti (libero professionista, artigiano, commerciante o ditta individuale) i buoni pasto sono una soluzione pratica per la pausa pranzo e per semplificare la gestione delle spese. Invece di richiedere e conservare la fattura di ogni pranzo o spesa alimentare, ricevi un’unica fattura mensile relativa all’acquisto dei buoni pasto.
Questa fattura viene contabilizzata portando in deduzione il 75% della spesa sostenuta (cosiddette “spese di vitto”) e detrazione completa dell’IVA applicata con aliquota al 10%.
Quanto può dedurre una partita IVA in regime ordinario?
Se sei in regime ordinario, il costo dei buoni pasto acquistati per te stesso è deducibile al 75%, nel limite del 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta (art. 54, comma 5, TUIR). L’IVA, applicata con aliquota al 10%, è interamente detraibile.
La normativa riconosce questo vantaggio fiscale con una gestione anche contabile ed amministrativa semplificata: un’unica fattura da registrare e non tutti gli scontrini come di consuetudine raccolti.
Se la partita IVA ordinaria acquista i buoni pasto per i suoi dipendenti invece può dedurne il costo al 100% e detrarre l’IVA interamente, che in questo caso avrà aliquota del 4%.
Se sei in regime ordinario, il costo dei buoni pasto acquistati per te stesso è deducibile al 75%, nel limite del 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta (art. 54, comma 5, TUIR). L’IVA, applicata con aliquota al 10%, è interamente detraibile.
La normativa riconosce questo vantaggio fiscale con una gestione anche contabile ed amministrativa semplificata: un’unica fattura da registrare e non tutti gli scontrini come di consuetudine raccolti.
Se la partita IVA ordinaria acquista i buoni pasto per i suoi dipendenti invece può dedurne il costo al 100% e detrarre l’IVA interamente, che in questo caso avrà aliquota del 4%.
I buoni pasto sono deducibili nel regime forfettario?
Se sei in regime forfettario (legge n. 190/2014), il tuo reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi, che varia in base al codice Ateco e all’attività svolta, senza dedurre analiticamente le singole spese: il costo dei buoni pasto quindi non riduce ulteriormente le imposte dovute.
Puoi comunque acquistarli e usarli, ma senza il vantaggio fiscale diretto che hanno nel regime ordinario.
Se sei in regime forfettario (legge n. 190/2014), il tuo reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi, che varia in base al codice Ateco e all’attività svolta, senza dedurre analiticamente le singole spese: il costo dei buoni pasto quindi non riduce ulteriormente le imposte dovute.
Puoi comunque acquistarli e usarli, ma senza il vantaggio fiscale diretto che hanno nel regime ordinario.
Perché i buoni pasto convengono a liberi professionisti e ditte individuali
I vantaggi per le partita IVA individuali sono dunque diversi::
- semplificazione amministrativa: un’unica fattura mensile al posto di scontrini e ricevute sparse;
- risparmio fiscale, se sei in regime ordinario (deducibilità 75% e IVA detraibile al 10%);
- flessibilità di utilizzo: bar, ristoranti, supermercati, food delivery, e-commerce alimentare;
- gestione più semplice della pausa pranzo, utile soprattutto per chi incontra spesso clienti o fornitori fuori sede.
I vantaggi per le partita IVA individuali sono dunque diversi::
- semplificazione amministrativa: un’unica fattura mensile al posto di scontrini e ricevute sparse;
- risparmio fiscale, se sei in regime ordinario (deducibilità 75% e IVA detraibile al 10%);
- flessibilità di utilizzo: bar, ristoranti, supermercati, food delivery, e-commerce alimentare;
- gestione più semplice della pausa pranzo, utile soprattutto per chi incontra spesso clienti o fornitori fuori sede.
Come richiedere Ticket Restaurant® con la partita IVA
Come richiedere i buoni pasto Ticket Restaurant®? In realtà è molto semplice e si può fare direttamente online: basta accedere all’eShop Edenred, indicare di essere un libero professionista, scegliere la tipologia di buono pasto – digitale o cartaceo – inserire partita IVA ed email.
A questo punto è possibile personalizzare l’ordine stabilendo numero e valore dei Ticket Restaurant®, senza quantitativi minimi o obblighi di riacquisto, e completare il pagamento con carta di credito, bonifico bancario o PayPal.
Se si sceglie il formato digitale, i buoni pasto possono essere ricevuti e gestiti tramite l’App Edenred; in alternativa, il blocchetto dei buoni pasto cartacei verrà spedito all’indirizzo indicato.
Vuoi provare i buoni pasto per la tua partita IVA?
Come richiedere i buoni pasto Ticket Restaurant®? In realtà è molto semplice e si può fare direttamente online: basta accedere all’eShop Edenred, indicare di essere un libero professionista, scegliere la tipologia di buono pasto – digitale o cartaceo – inserire partita IVA ed email.
A questo punto è possibile personalizzare l’ordine stabilendo numero e valore dei Ticket Restaurant®, senza quantitativi minimi o obblighi di riacquisto, e completare il pagamento con carta di credito, bonifico bancario o PayPal.
Se si sceglie il formato digitale, i buoni pasto possono essere ricevuti e gestiti tramite l’App Edenred; in alternativa, il blocchetto dei buoni pasto cartacei verrà spedito all’indirizzo indicato.
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Domande frequenti FAQ sui buoni pasto per partita IVA
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