Buoni Pasto
23 Ago 2021
| 4'

Buoni pasto per partita Iva: convengono davvero? La parola al commercialista

Aiutano ad abbattere i costi per liberi professionisti e ditte individuali, con o senza dipendenti. Il come ce lo spiega il commercialista Giampiero Teresi.
Autore
Team Edenred

Come i buoni pasto possono aiutare i titolari di partita Iva ad abbattere i loro costi aziendali e ottenere dei benefici fiscali? A spiegare, in questo articolo con video, come ridurre i costi di gestione di una attività individuale è Giampiero Teresi, commercialista ed esperto di tematiche relative alle partite Iva.

Buoni pasto per partite IVA e ditte individuali: cosa bisogna sapere

Oggi il buono pasto è un vero e proprio strumento di integrazione al reddito che si può usare per acquistare prodotti o generi alimentari. E come sappiamo, oltre alla tradizionale versione cartacea, ne esiste una versione digitale, fruibile sia tramite una carta precaricata che tramite l’app.

Se sei titolare di partita IVA come libero professionista o ditta individuale, sappi che avrai sempre la possibilità di personalizzare sia il numero di buoni emessi che il loro singolo valore.

A differenza di quello che si crede, inoltre, i buoni pasto sono convenienti non solo per le grandi aziende, per sopperire magari alla mancanza di una mensa nella loro struttura, ma, come ricorda Teresi “anche per le ditte individuali e i liberi professionisti che possono avere tutto il vantaggio nell’acquistare i buoni pasto per sé stessi e i propri collaboratori”.

Da sapere: quando parliamo di partite Iva e buoni pasto, non si considerano coloro che sono in regime forfettario perché non possono scaricare i costi aziendali effettivamente sostenuti, in quanto, secondo quanto previsto dalla normativa, questo avviene a monte secondo un coefficiente di redditività legato al codice Ateco.

Chi è invece un libero professionista con regime ordinario come persona fisica o ditta individuale, con o senza dipendenti, come spiega Teresi “ha tutta la convenienza nell’usare i ticket”. Vediamo in cosa consiste.

Perché convengono i buoni pasto a chi ha partita IVA o ditta individuale

Una delle convenienze dell’uso dei ticket è stata introdotta dalla Legge di Stabilità del 2020 che ha previsto che i buoni pasto elettronici siano deducibili come costi aziendali al 100% fino a 8 euro e fino a 4 euro per i ticket cartacei.

 

“In ogni caso l’Iva si scaricherà al 100%, mentre per le ditte individuali e liberi professionisti senza dipendenti c’è da sapere che il costo dell’acquisto del ticket sarà deducibile nella percentuale del 75%”, precisa il commercialista.
Ma i vantaggi non finiscono qui.

Eccone 3 particolarmente importanti secondo Teresi:

  • la facilità e la versatilità dei buoni pasto soprattutto nella versione carta o app;
  • stop a fatture e scontrini da conservare per contabilità e prima nota: si va verso un’unica fattura mensile;
  • conseguente risparmio di tempo e di costi: diminuisce il numero di documenti da registrare e si riducono le spese per la gestione amministrativa.

Per chi ha una partita Iva, quindi, utilizzare i buoni pasto vuol dire davvero un cambio di passo.

Pensa a quante volte sei a pranzo con un cliente (o possibile tale), con un fornitore o con dei collaboratori e, concluso il pasto, devi impiegare del tempo prezioso per richiedere la fattura.

Se si tratta, poi, della prima volta che vai in quel ristorante, tavola calda o bar, a volte questo può voler dire far aspettare la persona che è con te, fuori o al tavolo, e impiegare del tempo prezioso per comunicare i tuoi dati e ottenere la fattura.
Se poi c’è tanta gente alla cassa, non è raro che il ristoratore ti chieda di attendere per avere la fattura perché, dovendo registrare i tuoi dati, preferisce prima smaltire la coda e poi dedicarsi a te.

Tutto quanto appena detto può tramutare una pausa pranzo piacevole in un’improvvisa corsa contro il tempo.

 
 

Con i buoni pasto, invece, risparmi minuti preziosi e in più non sei costretto a conservare gli scontrini: c’è così il concreto vantaggio di presentare un’unica fattura per tutte le spese.

Ti basta infatti conservare solo quella relativa all’acquisto di buoni pasto.
Senza dimenticare, poi, che puoi usare i buoni pasto non solo per consumare i pasti nei bar, caffetterie o ristoranti ma anche per fare la spesa al supermercato, nei negozi di quartiere, nei food truck e tanto altro ancora, con tutti i vantaggi descritti prima.

I buoni pasto dunque vengono incontro a chi ha una partita Iva contribuendo a ottenere ciò che un libero professionista o chi ha una ditta individuale desidera: ridurre i costi e pagare meno tasse.

Per saperne di più sui vantaggi dei buoni pasto per le partite IVA guarda il video:

Vuoi provare i buoni pasto per la tua attività?

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