L’Italia sta vivendo una profonda trasformazione demografica. L’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite stanno mettendo a dura prova il sistema del welfare pubblico, rendendo sempre più complesso per lo Stato sostenere l’elevata spesa sociale che questo comporta.
In questo scenario, tutte le analisi hanno mostrato un’importante espansione del welfare privato che comprende un insieme di prestazioni, opere e servizi erogati ai dipendenti, con finalità di rilevanza sociale ed esclusi dal reddito di lavoro dipendente. Alla luce di ciò, è diventato sempre più necessario un rinnovamento del welfare tradizionale.
Una possibile risposta a questa esigenza è il passaggio dal welfare state al welfare mix, un modello in cui pubblico e privato cooperano per mantenere gli attuali livelli di protezione sociale.
Cos’è il welfare mix: definizione e origini
Il welfare mix prevede la presenza di più attori nelle scelte che determinano la produzione di benessere a favore della collettività.
Questa collaborazione è costituita da organismi istituzionali, quali lo Stato, dagli enti rappresentativi del Mercato del Terzo Settore e da organismi non istituzionali, come la famiglia e le associazioni di vario tipo (per esempio, il volontariato).
Originariamente, il welfare mix fonda le proprie radici nella crisi del welfare tradizionale, che ha comportato l’elaborazione di nuovi modelli di welfare, che si adattano meglio alle nuove esigenze e vicissitudini sociali.
Cosa si intende per welfare mix?
Il termine welfare mix indica un modello di organizzazione del welfare in cui la responsabilità e l’erogazione dei servizi sociali non sono affidate esclusivamente allo Stato, ma condivise tra:
- settore pubblico (Stato, Regioni, Comuni che forniscono servizi e regolano il sistema);
- aziende che forniscono i benefit;
- Terzo settore (organizzazioni non profit, cooperative sociali, associazioni);
- famiglie e individui, che contribuiscono con risorse proprie o con forme di auto-organizzazione.
L’obiettivo è creare un sistema integrato dove pubblico e privato collaborano per garantire il benessere sociale. Questo approccio è molto diffuso in Europa e in Italia, dove si parla di welfare aziendale come parte del welfare mix.
Da dove nasce questo modello?
Questo modello nasce dalla crisi del welfare tradizionale, poco adatto ai cambiamenti subìti dal tessuto sociale italiano degli ultimi anni.
Differenze tra welfare mix e welfare state
Nel dibattito sulle politiche sociali si parla spesso di welfare state e welfare mix, due modelli che, pur collegati, indicano approcci diversi al benessere collettivo.
Il welfare state, infatti, è il sistema in cui lo Stato assume il ruolo principale nella tutela dei cittadini. Sanità, istruzione, pensioni e sostegni economici vengono garantiti principalmente attraverso politiche pubbliche e finanziamento statale.
In questo modello, lo Stato è l’attore centrale e responsabile dell’uguaglianza delle condizioni di vita. Il welfare state mira, quindi, a garantire servizi e prestazioni per il benessere, la sicurezza economica e la giustizia sociale.
Secondo lo storico Asa Briggs, i suoi tre obiettivi principali sono:
- assicurare un tenore di vita minimo ai cittadini;
- offrire protezione contro eventi naturali ed economici sfavorevoli;
- consentire l’accesso a servizi fondamentali come sanità, istruzione, assistenza sociale e pensioni.
Si fonda su solidarietà e redistribuzione delle risorse, per ridurre le disuguaglianze e garantire pari opportunità, indipendentemente dallo status economico e sociale.
Non esiste una definizione universale, poiché le politiche di welfare variano in base al contesto economico e sociale.
Il welfare mix, invece, coinvolge più soggetti: Stato, imprese, terzo settore, famiglie e organizzazioni private. La protezione sociale nasce, quindi, dalla collaborazione tra diversi attori, che integrano e affiancano l’intervento pubblico, rendendo il sistema più flessibile e capace di rispondere a bisogni complessi.
La differenza essenziale sta nel chi si fa carico del benessere: nel welfare state è quasi solo lo Stato; nel welfare mix è una responsabilità condivisa.
Come funziona il welfare mix oggi
Il welfare mix si presenta come un sistema a più pilastri:
- il primo è rappresentato dal welfare pubblico, che assicura le prestazioni di base;
- il secondo comprende i fondi collettivi di natura contrattuale o associativa,
- il terzo riguarda le forme di protezione individuale.
Per rendere pienamente operativo questo modello è necessario un intervento politico capace di rafforzare la previdenza complementare e di incentivare strumenti di protezione sociosanitaria, comprese le coperture per la Long Term Care.
Dal welfare state al welfare mix: una trasformazione culturale
Il welfare mix è un modello che rende più adatto alle esigenze della collettività il sistema di protezione sociale italiano.
Fondamentale è stato il passaggio dal welfare state al welfare mix, un sistema più aperto e collaborativo, dove pubblico, privato, terzo settore e comunità condividono responsabilità e risorse.
Non si tratta solo di un cambiamento organizzativo, ma di una vera evoluzione culturale: dalla logica assistenziale stato-centrica a un approccio partecipativo, che valorizza la sussidiarietà e l’innovazione sociale.
Il welfare mix in azienda: applicazioni pratiche
Nel contesto aziendale, il welfare mix si concretizza attraverso servizi che integrano le tutele pubbliche e contrattuali, offrendo ai lavoratori un sostegno più ampio e personalizzato.
Tra le componenti principali di questo sistema, il welfare aziendale riveste oggi un ruolo strategico: si tratta di un insieme di beni e servizi messi a disposizione dalle imprese per migliorare la qualità della vita dei dipendenti e delle loro famiglie, con effetti positivi anche sulla produttività. E che in un momento in cui l’aumento dei prezzi influisce sul potere d’acquisto delle persone hanno un valore considerevole.
Le aziende possono introdurre soluzioni come buoni pasto, buoni acquisto per spesa, shopping e carburante, ma anche servizi per viaggi, tempo libero, cultura, sanità integrativa, fondi pensione complementari, misure di conciliazione vita-lavoro e supporto alla famiglia.
Un ambito di grande importanza è il sostegno alla genitorialità, che comprende servizi come asili nido, baby-sitting e doposcuola, pensati per aiutare i genitori nella gestione quotidiana dei figli.
Accanto a queste misure, trovano spazio iniziative dedicate alla formazione e alla crescita, sia professionale che personale: corsi di aggiornamento, master e percorsi che rafforzano competenze e senso di appartenenza. Sempre più aziende, inoltre, includono programmi mirati al benessere psicologico, riconoscendo il valore di un equilibrio mentale per la qualità della vita e la produttività.
Infine, la dimensione della salute e del benessere è centrale: assicurazioni sanitarie integrative, check-up medici e programmi wellness rispondono a esigenze che il sistema pubblico non sempre riesce a soddisfare in modo tempestivo.
In questo scenario, il welfare aziendale non è solo un insieme di iniziative, ma diventa realmente accessibile grazie a strumenti digitali.
Le piattaforme, come la Piattaforma Welfare di Edenred, consentono ai dipendenti di richiedere e utilizzare questi servizi in modo semplice e immediato, attraverso un credito welfare messo a loro disposizione dall’azienda.
Questo approccio garantisce flessibilità e personalizzazione, permettendo a ciascun lavoratore di scegliere i benefit più adatti alle proprie esigenze e alla propria vita quotidiana.
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Conclusioni
La situazione attuale dimostra che il welfare pubblico, da solo, non è più in grado di sostenere i profondi cambiamenti demografici e sociali del Paese.
Per questo motivo, il welfare mix rappresenta oggi una risposta concreta: un modello collaborativo in cui Stato, imprese e attori sociali uniscono le forze per mantenere e rafforzare il livello di protezione dei cittadini.
Integrare interventi pubblici, strumenti collettivi e soluzioni private permette di costruire un sistema più flessibile, moderno e vicino ai bisogni reali delle persone, sia nella vita quotidiana sia nei contesti lavorativi.
E come costruire un piano di welfare aziendale in ottica welfare mix con Edenred?
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