Buoni acquisto e benzina
28 Giu 2021
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Buoni acquisto per partite IVA: quando usarli e perché

Perché un professionista con partita IVA o ditta individuale dovrebbe usare i buoni acquisto? Per fare dei regali a clienti e partner, per premiare dipendenti e collaboratori e tanto altro ancora. Scopri di più.
Autore
Team Edenred
buoni acquisto per partite iva

I buoni acquisto per le partite IVA sono una soluzione ideale per offrire un omaggio ai clienti, un premio ai collaboratori più stretti o un regalo per una ricorrenza speciale. 

In queste e in altre occasioni, liberi professionisti e ditte individuali possono puntare sui vantaggi dei buoni acquisto per rafforzare la reputazione, incentivare rapporti di lavoro proficui e supportare in maniera concreta la loro attività. 

Buoni acquisto e partite IVA: perché sceglierli

Per i liberi professionisti e gli imprenditori individuali curare al meglio il rapporto con i propri clienti è molto importante. Per farlo, sono sempre alla ricerca di strumenti che vadano incontro alle loro esigenze e che rispondono cioè a caratteristiche di efficacia, semplicità e anche convenienza. Come i buoni acquisto. Vediamo in che modo.

Sono un omaggio gradito per clienti e partner grazie all’ampia libertà di scelta

Intanto perché i buoni acquisto hanno tutte queste qualità, e molte altre: sono prima di tutto omaggi efficaci in grado di rispondere alle reali esigenze delle persone.

Scegliendo buoni multibrand non si corre poi il rischio di optare per omaggi poco graditi. Un esempio di buono regalo che punta (anche) sulla spendibilità sono gli Edenred Shopping: grazie a una rete di oltre 27000 partner convenzionati per la spesa, il carburante e lo shopping, lasciano sempre la libertà di scelta a chi li riceve.

Possono inoltre essere utilizzati – oltre che nei negozi fisici – sugli e-commerce convenzionati e per scegliere una gift card

 
 

Un omaggio come un buono acquisto non rischia di finire in fondo a un cassetto o dimenticato in un angolo della casa. Al contrario, aiuta i liberi professionisti a distinguersi dai competitor.

Questo avvantaggerà anche il passaparola e li aiuterà a trovare nuovi clienti

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Sono un ottimo modo per premiare collaboratori

Se hai una partita IVA e ti avvali spesso della collaborazione con altri professionisti, potresti utilizzare il buono regalo per sorprendere queste persone. Anche perché non è facile per un lavoratore autonomo trovare persone di cui fidarsi e con cui creare affiatamento.

Perché non ringraziarle con un buono acquisto? Per premiare i collaboratori, ma anche trattenerli nel tempo, regala un voucher: è una scelta vantaggiosa e desiderabile, è un riconoscimento in grado di stupire ancora di più quando non è “dovuto”.  

Le occasioni per scegliere un buono spesa per premiare clienti, collaboratori e business partner sono diverse: come regalo di Natale in alternativa ai “soliti” gadget e cesti alimentari, per festeggiare un risultato, un progetto o altro. 

 
 

Hai raggiunto un numero tale di clienti da voler comunicare questo tuo importante traguardo e condividerlo con chi ti ha aiutato? Ecco un’altra occasione per scegliere un omaggio come un buono regalo, mai banale e capace di “farsi ricordare”.

I vantaggi fiscali per le partite IVA

Senza dimenticare i vantaggi fiscali dei buoni acquisto che permettono un risparmio alle partite Iva sia liberi professionisti che imprenditori individuali, che decidano di erogarli, a vario titolo, ai propri dipendenti e collaboratori o anche a soggetti diversi quali clienti, partner, etc. 

In primo luogo, occorre premettere che il libero professionista o l’imprenditore individuale può decidere di attribuire i buoni acquisto ai propri dipendenti e collaboratori, integrando il compenso di questi ultimi.

Ai fini delle imposte dirette, i costi sostenuti per l’acquisto dei buoni erogati dai titola di partita IVA ai propri dipendenti e collaboratori, sono interamente deducibili (artt. 54, comma 1 e 95, comma 1 del T.U.I.R.), in quanto spese per prestazioni di lavoro di dipendenti e collaboratori.

Ai fini IVA, invece, è necessario precisare che la cessione dei buoni effettuata dall’emittente a favore del libero professionista o dell’imprenditore individuale, il quale, a sua volta, lo attribuisce al proprio dipendente, non assume rilevanza ai fini dell’IVA. Difatti, la circolazione del buono acquisto non integra alcuna cessione di beni o prestazione di servizi (art. 6-quater, D.P.R. n. 633 del 1972).

Assume, invece, rilevanza, il servizio (l’emissione del buono) prestato dall’emittente in favore del proprio cliente – ossia il libero professionista o l’imprenditore individuale – verso pagamento di un corrispettivo (cosiddetta fee o commissione). Tale prestazione di servizi costituisce, invece, operazione imponibile, con applicazione dell’IVA secondo l’aliquota ordinaria.
È escluso dalla prassi (Risp. n. 338/2020) il diritto del datore di lavoro alla detrazione dell’IVA assolta a monte, ossia per l’acquisto dei buoni erogati gratuitamente ai propri dipendenti e collaboratori, in quanto tali costi non avrebbero un nesso con il complesso delle attività economiche del professionista, risolvendosi nell’acquisizione di prestazioni accessorie rispetto alle esigenze lavorative dello stesso.

Al di fuori di questa ipotesi, il titolare di partita IVA può avere interesse ad incentivare e motivare i propri clienti o partner commerciali, tramite l’attribuzione di buoni acquisto Edenred Shopping. Anche l’acquisto dei buoni regalo finalizzato alla loro erogazione come premio o incentivo è vantaggioso. In questo caso, i buoni spesa rientrano nei costi completamente deducibili, ai fini delle imposte dirette, con detraibilità dell’IVA relativa alla commissione (art. 15, comma 1, n. 2 e art. 21, comma 2, lett. C del D.P.R. n. 633/1972).

I buoni acquisto e le spese di rappresentanza

I buoni Edenred Shopping possono essere scelti dai titolari di partita IVA come regali (per esempio, in occasione di ricorrenze o per festeggiare un evento) a clienti, partner, collaboratori e così via, anche per promuovere presso tali soggetti la propria attività.

In questi casi, gli oneri sostenuti sia dal libero professionista che dall’imprenditore individuale per l’acquisto di buoni da regalare rientrano nella categoria delle spese di rappresentanza (Risp. n. 519/2019) e seguono il relativo regime fiscale (artt. 54, comma 5 e art. 108, comma 2, del T.U.I.R).

Inoltre, come chiarito dalla prassi (Circ. n. 34/E/2009), le disposizioni relative alla qualificazione delle spese di rappresentanza previste in sede di determinazione del reddito d’impresa (art. 108, comma 2 del T.U.I.R. e D.M. 19 novembre 2008) rilevano anche ai fini del reddito di lavoro autonomo, ma restano fermi i diversi limiti di deducibilità previsti dall’art. 54, comma 5 del TUIR.

In generale, le spese per l’acquisto dei buoni da corrispondere come regali a clienti, collaboratori, ecc. sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento se rispondenti, anzitutto, a determinati requisiti di congruità e inerenza (art. 108, comma 2 del T.U.I.R. e D.M. 19.11.2008). 

Nel dettaglio, sono considerate inerenti le spese di rappresentanza per erogazioni di beni e servizi: 

  • a titolo gratuito; 
  • effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni; 
  • il cui sostentamento sia in linea con i criteri di ragionevolezza in quanto idoneo a generare ricavi ed adeguato rispetto all’obiettivo atteso di ritorno economico, nonché coerente con le pratiche commerciali di settore. 

In particolare, il costo dei buoni acquisto oggetto di cessione gratuita o omaggio è deducibile dal reddito del libero professionista, a titolo di spesa di rappresentanza, nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta (art. 54, comma 5 del T.U.I.R.).

Per quanto riguarda l’imprenditore individuale, invece, ai fini della deducibilità dei costi per, le spese di rappresentanza, incluse quelle per l’acquisto dei buoni regalo, sono commisurate all’ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell’impresa, risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui le stesse sono sostenute, in misura pari: 

  • all’1,5%dei ricavi e altri proventi fino a 10 milioni; 
  • all0 0,6%dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente i 10 milioni e fino a 50 milioni; 
  • all0 0,4% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente i 50 milioni. 

Restano, in ogni caso, deducibili per il loro intero ammontare le spese relative a omaggi, ossia beni distribuiti gratuitamente, di valore unitario non superiore a euro 50 (art. 108, comma 2 del T.U.I.R.).

Quanto all’IVA, invece, essa è indetraibile quando è assolta sulle spese di rappresentanza. Rientra, dunque, in tale regime anche l’IVA assolta dal libero professionista e dall’imprenditore individuale per l’acquisto dei buoni regalo Edenred Shopping, salvo quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 50 euro (art. 19-bis1, comma 1, lett. h) del D.P.R. n. 633/72).

Buoni acquisto e partite Iva con regime forfettario

C’è invece un’eccezione all’applicabilità delle regole finora esposte. Si tratta dei titolari di partita IVA, sia lavoratori autonomi che imprenditori individuali, che accedano, sussistendone i presupposti, al regime fiscale agevolato introdotto dalla legge n. 190 del 2014, cd. “regime forfettario” (art. 1, comma 54, legge n. 190 del 2014).

Nell’ambito di tale regime, il reddito è determinato in modo forfettario, ossia applicando il coefficiente di redditività, previsto per la specifica attività svolta, all’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta. Ciò significa che le spese eventualmente sostenute non sono deducibili analiticamente, essendo il loro ammontare predefinito nel coefficiente di redditività.

Per tale ragione, nel caso di accesso del contribuente al regime forfettario, non assume alcun rilievo, ai fini delle imposte dirette, il tema della deducibilità dei costi sostenuti per l’acquisto di buoni da corrispondere, a vario titolo, a dipendenti, collaboratori, clienti, ecc… in quanto tali costi, a prescindere da qualsiasi valutazione sulla loro inerenza all’attività d’impresa o di lavoro autonomo, non sono deducibili analiticamente.

Infine, ai contribuenti in regime forfettario non è consentita la detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti (art. 1, comma 58, legge n. 190 del 2014).

Edenred Shopping: ancora più vantaggi per le partite Iva

Distinguersi dai concorrenti, lavorare sulla propria reputazione e gratificare chi lavora con te: questi e altri sono i motivi per scegliere buoni acquisto.

Ma sono anche le caratteristiche dei buoni regalo a renderli particolarmente vantaggiosi per partite IVA e ditte individuali. Grazie a semplicità, immediatezza e versatilità buoni spesa come gli Edenred Shopping si adattano a tutte le esigenze.

Come partita IVA, potresti per esempio pensare che la gestione di gadget e omaggi sia molto impegnativa e magari temi di appesantirti con qualcosa che “ruba” tempo alla tua attività.

 
 

I buoni Edenred Shopping liberano da qualsiasi vincolo: non è richiesto un minimo d’ordine né quantitativi fissi e si possono ordinare direttamente online in pochi click. 

Sono inoltre semplici da usare sia nella versione cartacea che digitale. Inoltre, con l’app MyEdenred Shopping si può fare tutto dallo smartphone: permette, tra l’altro, di trovare i negozi più vicini e di visualizzare il credito disponibile in ogni momento. 

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