Welfare aziendale
28 Feb 2020
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I benefit del welfare aziendale entrano nei CCNL: metalmeccanici, orafi e telecomunicazioni

Il welfare aziendale è diventato sempre più protagonista nei contratti collettivi nazionali di lavoro. Ecco con quali benefit puoi venire incontro alle varie categorie di lavoratori.
welfare aziendale e ccnl

Dal 2016 il welfare aziendale ha fatto il suo ingresso nei contratti collettivi nazionali. E questo dimostra quanto sia cresciuta, tra le associazioni di imprese e le organizzazioni sindacali, la consapevolezza dei miglioramenti che piani di sostegno innovativi possono portare alle relazioni tra l’azienda e i dipendenti.

I primi a firmare un contratto nazionale che prevede iniziative di welfare sono stati i metalmeccanici, con l’accordo del novembre del 2016.
Poi, a giugno 2017, sono arrivati i CCNL per orafi-argentieri-gioiellieri. A seguire, è toccato al settore telecomunicazioni che nel 2018 ha firmato l’accordo di programma per la proroga del contratto.

Prima di vedere nel dettaglio i vari CCNL e il welfare aziendale, è bene dire che nella maggior parte dei casi le aziende scelgono di offrire i benefit ai propri dipendenti tramite buoni acquisto.

Questo perché sono facilmente erogabili e altrettanto facilmente spendibili, permettono infatti una maggiore flessibilità e richiedono una minore complessità organizzativa.

Vediamo ora nel dettaglio il welfare aziendale e i vari CCNL.

Il welfare aziendale nel contratto dei metalmeccanici

Il contratto dei metalmeccanici riguarda 1,6 milioni di lavoratori. Al welfare è stato dedicato l’articolo 17 – Sezione Quarta – Titolo Quarto, poi integrato con l’accordo del 27 febbraio 2017. L’accordo prevede che le aziende mettano a disposizione dei dipendenti strumenti di welfare aziendale per una cifra annua di 100 euro dal 1° giugno 2017, 150 euro dal 1° giugno 2018 e 200 euro dal 1° giugno 2019.

L’accordo del 27 febbraio specifica esempi precisi delle forme di benefit flessibili o flexible benefit che le aziende metalmeccaniche possono offrire ai dipendenti all’interno di un “canestro” da cui scegliere ciò che fa al caso loro.

Ecco quali sono:

  • buoni acquisto (erogati dall’azienda stessa o mediante convenzioni con altre organizzazioni);
  • buoni carburante;
  • beni ricreativi (per esempio, abbonamenti a magazine o pay tv);
  • borse di studio;
  • vacanze studio per ragazzi;
  • corsi di formazione;
  • attività culturali;
  • attività sportive;
  • visite specialistiche e controlli sanitari;
  • servizi assistenziali a figli, anziani o disabili.

L’elenco non è vincolante per le aziende, che possono offrire anche forme di welfare non espressamente indicate nell’accordo di febbraio 2017.

Tra le possibilità c’è anche quella di destinare il plafond di welfare a un fondo di previdenza integrativa (in questo caso, Cometa) o a fondi sanitari (in questo caso, Metasalute), seguendo le norme previste dai fondi stessi.

Il welfare aziendale nel contratto degli orafi-argentieri-gioiellieri

Anche nel rinnovo del contratto che riguarda gli oltre 30mila addetti del settore dell’oro, dell’argento e dei gioielli il welfare ha un ruolo centrale. L’intesa introduce flexible benefit per 100 euro annui da gennaio 2018: 150 euro da giugno 2019 e 200 euro da giugno 2020.

Benefici che i dipendenti possono sfruttare in varie forme, ad esempio:

  • buoni acquisto;
  • servizi di assistenza;
  • rimborso di rette;
  • spese scolastiche.

Il contratto degli orafi-argentieri-gioiellieri prevede anche altre misure di welfare.
Lato previdenza complementare il contributo dell’azienda al fondo Cometa sale dall’1,2% all’1,6% della retribuzione. Sul lato della sanità integrativa si allarga l’accesso al fondo Metasalute anche ai familiari dei dipendenti.

Infine sono previste diverse soluzioni per il work-life balance, come la possibilità di frazionare i congedi parentali.

Il welfare aziendale nel contratto delle telecomunicazioni

Il contratto del settore telecomunicazioni deve essere ancora rinnovato, ma il 23 novembre del 2017 l’associazione industriale Asstel e i sindacati hanno definito l’ipotesi di accordo per il 2015-2018, che impegna le aziende a mettere a disposizione dei dipendenti, dal 1° luglio 2018, 120 euro in strumenti di welfare.

Anche in questo caso si tratta di benefit flessibili, da concordare tra aziende e sindacati. I dipendenti possono anche scegliere di destinare l’intera somma, o una sua parte, al fondo di previdenza complementare di settore, Telemaco.
Cosa può fare un piano welfare strutturato per il benessere dei tuoi dipendenti e per l’azienda?