Welfare aziendale
8 Lug 2022
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Premio di produzione: come ottenere la detassazione?

Le aziende che premiano i propri dipendenti aumentano l’appeal sul mercato per attrarre nuovi talenti, con un miglioramento in termini di soddisfazione e retention. Non tutti però sanno che è possibile ottenere vantaggi fiscali nell’erogazione di questi incentivi. Ecco come.
Autore
Paola Gianderico
premio produzione

Tra le più efficaci strategie HR per la creazione e mantenimento del benessere in azienda, premiare i propri dipendenti è sicuramente un atto di fiducia che migliora il “clima interno”, contribuendo a diminuire i tassi di turnover e fidelizzando i collaboratori che con questo riconoscimento si sentono più motivati. 
Il welfare aziendale permette di erogare nuove premialità minimizzando l’impatto fiscale e contributivo.
Vediamo nel dettaglio a quali condizioni è possibile convertire in beni e servizi premi di produttività, garantendo il 100% del credito versato.  

Cos’è un premio di produzione

Per premio di produzione (detto anche di produttività o di risultato) s’intende quel compenso aggiuntivo che nel corso dell’anno le aziende possono erogare ai propri dipendenti a seguito del raggiungimento di determinati risultati migliorativi in termini di performance.

Il premio di produzione può essere corrisposto per il raggiungimento di obiettivi professionali riferiti a:

  • produttività;
  • redditività;
  • qualità;
  • efficienza;
  • innovazione apportata.

Chi ha diritto al premio di produzione

I premi produzione possono essere corrisposti a un singolo dipendente, a un intero team o dipartimento o in maniera estesa a tutti gli impiegati, per il raggiungimento di specifiche metriche o se il lavoro svolto è stato particolarmente di qualità. Sono però sempre frequenti gli interrogativi sul suo trattamento fiscale e sulla tassazione applicata.

Come viene tassato il premio di produzione

Stando allo scenario normativo, dall’1 gennaio 2016 viene applicata l’imposta del 10% sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali sui premi di risultato con importo massimo di 3.000 euro (al netto dei contributi obbligatori e al lordo della ritenuta fiscale).

Dall’1 gennaio 2017 questa agevolazione riguarda solo i lavoratori del settore privato che nell’anno precedente a quello di percezione del premio sono stati titolari di redditi di lavoro dipendente con importi massimi di 80.000 euro.

Come ricordato dall’Agenzia delle Entrate, l’agevolazione è applicabile anche se nell’anno precedente non è stato conseguito alcun reddito di lavoro dipendente o anche se il limite previsto è stato superato per effetto del conseguimento di redditi diversi da quelli di lavoro dipendente, compresi i redditi ad essi assimilati.

Quando si applica la tassazione?

Per poter fruire dell’agevolazione fiscale, è necessario che l’erogazione avvenga in esecuzione di contratti aziendali o territoriali (contratti collettivi di “secondo livello”) sottoscritti dalle associazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale, dalle loro rappresentanze sindacali aziendali o dalle RSU.
Il contratto sottoscritto dalle parti deve necessariamente essere depositato entro 30 giorni preso la Direzione Territoriale del Lavoro competente, pena l’inapplicabilità del regime di tassazione agevolata o detassazione.

Come riuscire ad avere una detassazione con il premio di risultato

Esiste però una strada alternativa all’erogazione del premio di produzione, che consente sia all’azienda che ai dipendenti di godere di importanti vantaggi fiscali. Con il welfare aziendale, infatti, il premio può essere corrisposto anche sotto forma di benefit e servizi che non contribuiscono alla formazione del reddito del dipendente, dando così a quest’ultimo la possibilità di beneficiare del 100% della somma a lui destinata (valore lordo=valore netto), totalmente esente da tasse e contributi.

 
 

La scelta è completamente libera per il dipendente e qualora scegliesse di non destinare il premio di risultato in welfare, potrà ricevere l’importo corrisposto in busta paga tassato ai sensi delle normative vigenti.

Come riuscire ad avere una detassazione con il premio di risultato

Secondo l’Osservatorio Welfare 2022 di Edenred, le scelte espresse sulle piattaforme welfare hanno assistito negli anni a una crescita raggiungendo oggi una media del 42% di beneficiari aderenti alla conversione del premio di risultato.  Numeri importanti, sostenuti dalle attività di comunicazione e formazione strutturate per favorire il successo del piano di welfare aziendale.

Oltre che vantaggioso per il dipendente, l’erogazione del premio di risultato in welfare aziendale rappresenta un vantaggio per il datore di lavoro, che potrà così dedurre i costi dei servizi offerti ai dipendenti dall’imponibile del reddito di impresa.

I servizi di welfare sono, inoltre, esenti da obblighi contributivi: l’importo non è soggetto ad alcuna tassazione o onere contributivo, né per il dipendente, né per l’azienda.

Vediamo un esempio di conversione del premio di risultato.
A fronte di un’erogazione di un premio di risultato di 1.000 euro netti corrisposto in denaro, l’azienda avrà un costo di circa 1.400 euro mentre il dipendente ne riceve poi in busta paga circa 800 euro al netto della tassazione.

Lo stesso premio di risultato corrisposto in servizi di welfare aziendale, vedrebbe un costo per l’impresa di 1.000 euro, percepiti interamente anche dal dipendente senza alcuna tassazione o onere contributivo.

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Adesione e conversione del premio di risultato integrato in piattaforma

Edenred Welfare mette in campo strumenti specifici sulla conversione per favorire l’iniziativa aziendale e incentivare le adesioni.  Grazie a un tool specifico, l’utente può gestire direttamente in piattaforma la conversione del proprio premio di risultato in welfare e decidere, eventualmente, la percentuale da liquidare in busta paga.

Sulla schermata il dipendente può visualizzare una preview della somma del premio da convertire in welfare, con un resoconto che mostra in tempo reale il vantaggio fiscale ottenibile. La fase di scelta può essere gestita in modo flessibile e personalizzata sulla base delle policy previste dall’azienda in accordo sindacale.

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