Welfare aziendale
31 Lug 2021
| 8'

Come analizzare il clima aziendale e le azioni per migliorarlo

Quali fattori determinano il clima aziendale e perché è importante analizzarlo? Dalla definizione fino alle azioni per migliorarlo, ecco come il clima interno può influire su produttività e benessere dei collaboratori.
Autore
Cristina Maccarrone

Il concetto di clima aziendale o organizzativo è diventato ancora più importante nell’ultimo anno e mezzo, da quando la pandemia ha sconvolto le nostre vite. E questo perché tra smart working, zone rosse, limitazioni per evitare l’aumento dei contagi, anche le aziende hanno dovuto organizzarsi per gestire al meglio il lavoro e i e rendere l’ambiente – spesso non fisico ma digitale – il più coeso e piacevole possibile.

Ma cosa si intende per clima aziendale, perché è importante analizzarlo puntualmente e quali azioni si possono mettere in campo per migliorarlo davvero?
Proviamo a capirlo in questo nostro approfondimento.

Cos'è il clima aziendale

Innanzitutto, partiamo con la definizione di clima aziendale. Con queste due parole – che fanno un po’ pensare al meteo, se non fosse per quell’aggettivo, aziendale, che determina il tutto – si intende il modo in cui dipendenti e collaboratori si sentono all’interno del proprio ambiente di lavoro.

La parola “clima” non è casuale perché, al pari delle condizioni meteorologiche, della temperatura e delle precipitazioni che possono determinare come si sta in una regione o nazione, anche su quello organizzativo incidono diversi fattori. E, così come c’è chi non sopporta il caldo e chi invece lo tollera di più, anche per quello aziendale conta tanto la percezione delle persone ossia come si sentono mentre portano avanti le loro attività lavorative.

E questo è un dettaglio da non trascurare perché a volte si pensa che basti uno stipendio all’altezza degli standard di mercato o alcuni benefit aziendali, come per esempio l’auto o lo smartphone, perché le persone si sentano a loro agio.

Ma se in parte questo può funzionare, in realtà il discorso è molto più complesso e soprattutto non riguarda solo il percepito di un singolo lavoratore ma della maggioranza delle persone che fanno parte dell’azienda.

 
 

Il clima aziendale è quindi l’espressione del modo di sentire collettivo ecco perché può influire sulle performance, sul raggiungimento degli obiettivi, sull’aumentare il proprio business, sul diversificarlo, sull’aprirsi a nuovi mercati e così via.

Va da sé che se è positivo, questo si trasforma non solo in miglioramenti dal punto di vista della produttività, ma si riflette anche sulla reputazione aziendale, sull’attrattività come luogo di lavoro (in ottica di talent acquisition) e influisce anche sull’employee retention.

Chi sta bene in un posto, difficilmente se ne va o quantomeno ci pensa due volte. Insomma, il clima aziendale rende la tua azienda un “great place to work”, ossia un posto dove è piacevole lavorare.

I fattori che influenzano il clima aziendale

Sul clima aziendale influiscono diversi fattori, ecco quali sono i principali:

  • l’ambiente fisico: se non è ben organizzato, se non si lavora puntando sul design degli spazi considerando anche variabili oggettive come la luce, l’ampiezza del posto, i rumori e così via questo può influire negativamente;
  • la motivazione: è un aspetto basilare perché persone demotivate a lungo andare hanno un’influenza negativa sulle altre creando un rischioso effetto a catena;
  • il percorso di carriera: deve essere chiaro e lineare. Se è vero che per alcuni conta poco la crescita ascensionale o guidare delle persone, è anche vero che bisogna far capire che tipo di crescita si offre in termini di competenze e di conoscenze;
  • la formazione professionale: connesso a quanto detto sopra, per rendere le persone soddisfatte conta molto il far capire che si investe su di loro offrendo corsi, incontri con professionisti e così via;
  • la condivisione degli obiettivi: chiedere alle persone di lavorare tanto senza spiegare né il perché né dove si vuole arrivare, a tendere può far perdere voglia e determinazione;
  • la leadership: non tutti i capi sono dei leader e spesso questo può avere un impatto devastante sui team. Persone di talento difficilmente accettano di essere guidate da chi non ha carisma, non le ascolta, si impone o si limita a dirigerle senza nessun valore aggiunto;
  • la coesione dei team: far lavorare per molto tempo persone che non si amalgamano per nulla, che hanno visioni diverse rischia di rovinare il clima. Così come influisce negativamente anche il fatto che siano sempre le stesse persone a lavorare sugli stessi progetti: tutti hanno bisogno di stimoli e di confrontarsi con situazioni diverse;
  • la “colleganza” : un’azienda deve favorire i rapporti tra i colleghi con momenti di incontro, contest aziendali, giornate di kick off e altro ancora. Bisogna poi puntare su momenti condivisi come la pausa pranzo che dà modo a chi non si conosce o non si vede quasi mai di mantenere i contatti;
  • le caratteristiche del sistema premiante: devono essere chiare e condivise con tutti.

Perché è importante fare un’analisi del clima aziendale

Alla luce di quanto detto finora, conta moltissimo fare un’analisi periodica del clima aziendale specie nel periodo particolare che stiamo vivendo.

Pensa a dipendenti e collaboratori che magari hanno lavorato per mesi e mesi in smart working (o meglio remote working) e che tornano in azienda una o due volte a settimana: anche questo passaggio potrebbe essere tutt’altro che facile.

C’è chi per esempio potrebbe vivere la sindrome della caverna e, nonostante l’azienda riesca a garantire la messa in sicurezza degli ambienti, preferisce restare a casa.

Secondo l’American Psychological Association che ha pubblicato un report sullo stress dopo un anno di pandemia, infatti, il 48% delle persone, anche se vaccinate, si sente inquieto rispetto al ritornare ai vecchi rapporti di lavoro e a vivere nel modo in cui faceva prima. Si tratta di persone che sono consapevoli del fatto che lavorando a casa, hanno fatto di più e forse meglio, e per questo non percepiscono il valore di tornare in ufficio. Si sono poi abituate a non avere rapporti sociali o averli limitati e anche se possono intuire che vedere i colleghi sia importante, sono restie.

Un’analisi costante del clima aziendale è dunque fondamentale per l’equilibrio dell’organizzazione, ma non solo, è necessaria per:

  • valutare quanto è stato fatto in termini di azioni, di iniziative di welfare aziendale e così via;
  • rilevare gli aspetti critici prima che possano degenerare: turn over del personale, assenteismo, poca produttività, infortuni sul lavoro, liti tra colleghi ecc… Per non parlare poi del mobbing e del burn out;
  • pianificare gli interventi futuri in ottica migliorativa e rendere così il clima aziendale più disteso.

E tutto ciò non è possibile se non si coinvolgono le persone che fanno parte dell’azienda.

 
 

Ascoltare i collaboratori per capire come stanno vivendo un determinato periodo, una nuova attività, un nuovo team, ma anche il cambio di sede, di turni e così via è basilare

Come analizzare il clima aziendale

Per analizzare il clima aziendale puoi agire in modi differenti. Puoi organizzare dei brevi colloqui e chiedere alle persone come stanno, ma spesso andare diritti allo scopo non è molto produttivo. I collaboratori, infatti, tendono a non dire la verità quando si trovano di fronte a delle domande molto dirette. Potrebbe essere invece più proficuo sottoporre periodicamente dei questionari – anonimi o no – e/o optare per delle interviste che vadano in profondità.

In questo secondo caso, sebbene l’obiettivo sia analizzare il clima aziendale, si riesce a capire molto della persona che si ha davanti, delle sue aspettative, di quanto siano state eventualmente deluse, della situazione familiare, di salute e tanto altro.

Sia con i questionari che con le interviste si riesce a fare una buona indagine di clima aziendale e a raccogliere dati qualitativi e quantitativi che permettono di mettere in campo delle azioni significative per migliorare il welfare aziendale.
Vediamo quali sono.

Azioni per migliorare il clima aziendale: soluzioni welfare, buoni acquisto e buoni pasto

Alla luce dei dati raccolti si può agire in maniera concreta purché si parta con il considerare che non tutti i collaboratori sono uguali e che ognuno ha delle esigenze ben specifiche.

Al pari di come si fa nel mondo del marketing, quando si analizzano i clienti ideali nonché acquisiti con uno strumento come le buyer personas, anche per migliorare il clima aziendale sarebbe il caso di suddividere i collaboratori in gruppi per intercettare le azioni più adatte a seconda dei diversi bisogni.

Per un gruppo di persone può essere determinante lo smart working così come poter usufruire di benefit quali l’asilo nido convenzionato o la palestra, per altri, particolarmente ambiziosi, può contare molto di più avere degli obiettivi chiari che rendano le loro performance facilmente misurabili.

In generale, comunque, possiamo dire che il welfare aziendale rappresenta un ottimo modo per favorire il benessere organizzativo e che l’analisi del clima aziendale può essere molto utile nel momento in cui si vuole costruire un piano di welfare. E questo non solo per la scelta delle diverse soluzioni, ma anche per scegliere la piattaforma welfare più adatta.

Inoltre, il fatto che i flexible benefit siano sempre più presenti all’interno dei contratti collettivi nazionali, come il CCNL metalmeccanici, fa capire quanto possano essere determinanti per il clima interno.

Un’azienda che si prende cura dei dipendenti offrendo diversi benefit aziendali come il maggiordomo aziendale, corsi di yoga, abbonamenti a teatro e così via, contribuisce al work-life balance dei collaboratori che a sua volta incide sul clima aziendale.

Così come un grosso contributo viene dai fringe benefit. Stando infatti all’Osservatorio Edenred 2021 sono sempre più richiesti e tra questi, oltre all’assistenza sanitaria, le polizze assicurative, i finanziamenti agevolati, le borse di studio l’auto aziendale e tanto altro ancora, un ruolo sempre più importante ce l’hanno i buoni acquisto. Grazie a questi, infatti, i collaboratori possono decidere di acquistare viaggi, fare la spesa, comprare libri, oggetti di profumeria, o utilizzarli per fare il pieno alla macchina e tanto altro ancora.

Se poi sono multibrand come i buoni Edenred Shopping, la scelta è molto ampia e si può fare tutto in modo smart grazie a un’app come MyEdenred Shopping.
Inoltre per questo 2021, con il raddoppio della soglia di esenzione fiscale a 516,46 euro, i fringe benefit possiamo dire che contribuiscono ancora di più a creare benessere e soddisfazione.

Senza dimenticare il ruolo dei buoni pasto che contribuiscono a migliorare il clima aziendale in diversi modi. In primo luogo perché i ticket sono anch’essi un importante sostegno al reddito, ma soprattutto perché sono un invito per i dipendenti a godersi una pausa pranzo salutare e possibilmente fuori dall’ufficio. Momento che si trasforma spesso in un’occasione per provare con i colleghi quel nuovo ristorante, quel tipo di cucina e per chiacchierare sì di lavoro, ma anche di tutto il resto.

Team building, spazi relax e orti aziendali

Oltre ai benefit, contribuiscono poi a migliorare il clima aziendale le attività di team building, l’ottimizzare la comunicazione interna con i social, le intranet o una newsletter creata apposta per informare le persone su quanto sta succedendo in azienda. Altre azioni per migliorare il clima aziendale possono essere prevedere degli spazi ad hoc dove le persone possano incontrarsi e vivere insieme le pause con divanetti, calcio balilla, tavoli da ping pong ecc…

Ci sono poi aziende che puntano sui cosiddetti corporate garden detti anche orti aziendali, come per esempio NaturaSì che ne ha creati diversi vicino all’azienda, con punti di sosta, aiuole fiorite e spazi comuni fruibili da tutti, anche da chi non è interessato a coltivare.

Perché il clima aziendale vive di quello che pensa la collettività e spesso le azioni di alcuni possono avere un riscontro su tutti.

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