Buoni acquisto e benzina
9 Lug 2021
| 7'

Employee retention: cos’è e come migliorarla, dal welfare aziendale ai buoni acquisto

Valorizzare i dipendenti aiuta a migliorare l'employee retention e per trattenere le persone ci sono diverse soluzioni come welfare aziendale e buoni acquisto.
Autore
Alessandra Boiardi
Incentivare i dipendenti significa gratificarli per il lavoro svolto, valorizzarli per le loro capacità e motivarli verso nuovi obiettivi. Sì, questo e molto altro: in poche parole, vuol dire mettere al centro le persone e farle sentire parte fondamentale dell’azienda.

Questo è molto importante se si vuole puntare sulla employee retention, ossia la capacità di trattenere in azienda i dipendenti, e in particolare i talenti migliori.



Ma di cosa si tratta davvero? E come accrescere il benessere e la soddisfazione dei dipendenti?



L’azienda può optare per diverse strategie di employee retention e beni e servizi possono contare molto per raggiungere questo obiettivo. Certo, gli incentivi offerti devono essere davvero in grado di soddisfare i dipendenti.



A questo proposito soluzioni efficaci anche in ottica di employee retention possono essere l’adozione di un piano di welfare aziendale per migliorare il benessere dei dipendenti e i buoni acquisto, sempre più ambiti come fringe benefit e che si possono offrire anche come retention bonus.

Ma iniziamo a capire meglio il significato di employee retention e perché è importante.

Employee retention: cos'è e perché è importante

L’employee retention è la capacità di un’azienda di trattenere i propri dipendenti per fare sì che si fermino il più a lungo possibile, soprattutto se si tratta di talenti preziosi.



Praticamente, dicendolo al contrario, si tratta di evitare un eccessivo turnover aziendale, ovvero l’avvicendamento di dipendenti.



Certo, un minimo di turnover è “fisiologico” all’interno di ogni organizzazione. Le persone possono cambiare lavoro per diversi motivi, per esempio per un’esigenza personale come quella di avvicinarsi a casa, oppure quella familiare di seguire il coniuge in un trasferimento così come perché desiderano fare un percorso di carriera differente, un aumento di stipendio e via dicendo.



Ma se il turnover diventa smisurato, allora è facile che la causa sia una scontentezza diffusa: è in questo caso che l’organizzazione dovrebbe rivedere la sua cultura aziendale, orientandola di più verso le sue persone, l’engagement aziendale e incentivi in grado di valorizzare i dipendenti.



Le conseguenze negative di un turnover eccessivo sono infatti diverse, come per esempio:



  • peggioramento del benessere dei dipendenti e dell’atmosfera in azienda;


  • costi maggiori che l’organizzazione deve sostenere per la gestione del personale;


  • dispendio di tempo impiegato per la formazione dei nuovi dipendenti;


  • peggioramento della reputazione dell’azienda stessa.




Da un punto di vista pratico, l’employee retention è un valore che può essere misurato con una formula precisa. Si chiama employee retention rate o tasso di retention e si calcola in questo modo: se un’azienda ha 1.000 dipendenti a inizio anno e 800 a fine anno (esclusi nuovi assunti e chi è andato in pensione) il tasso di retention è dell’80%, calcolando 800/1.000 x 100.



Ma non è certo solo una questione di numeri, tutt’altro. 
 
 

Adottare politiche di employee retention è utile infatti per la competitività stessa dell’azienda: con dipendenti soddisfatti che lavorano meglio, è più facile raggiungere gli obiettivi prefissati e avere la meglio sui concorrenti.

Inoltre, dipendenti che vogliono restare a lavorare in un’azienda concorrono a migliorarne la reputazione anche in ottica di employer branding.

Se un’azienda è percepita come luogo di lavoro attraente sarà più facile infatti attirare nuovi talenti. E dipendenti che restano in azienda a lungo sono un ottimo biglietto da visita che attesta in modo concreto la soddisfazione delle persone e il loro coinvolgimento.

Come trattenere i dipendenti: alcune "soluzioni"

Secondo la ricerca di Randstad Employer brand research 2021, il 61% dei dipendenti in Italia valuta le aziende in base a retribuzione e benefit.



Sono tra i principali fattori di scelta insieme, sempre secondo lo studio, al work-life balance (66%) e all’atmosfera di lavoro piacevole (64%). Tra quelli che seguono ci sono la formazione, importante per il 51% così come la possibilità di lavorare da remoto, indicata dal 39% degli intervistati.



Sono tutti aspetti che dovrai considerare per migliorare l’employee retention della tua azienda. Per esempio, una maggiore flessibilità degli orari d’ufficio migliora l’equilibrio vita-lavoro, soprattutto se si tratta di dipendenti con figli. Ma potresti anche pensare a soluzioni incentivanti per il tempo libero, come una piccola palestra aziendale o ancora la possibilità di lavorare da remoto per chi lo desidera.



E le persone sono invogliate a restare in un luogo dove ci si prende cura di loro. In azienda l’atmosfera migliora quando i dipendenti possono esprimere le loro opinioni, si sentono ascoltati e rispettati e sono coinvolti nei progetti.



Ma per capire quali sono le strategie che puoi adottare devi prima di tutto conoscere le persone della tua azienda. Da lì, puoi iniziare a valutare quali iniziative adottare e quali benefit offrire.



A questo proposito adottare un piano di welfare aziendale può diventare una leva di successo per l’employee retention.

Ti permette di offrire ai dipendenti un insieme di iniziative, beni e servizi, che vanno oltre la retribuzione, per migliorare il loro equilibrio vita-lavoro e il loro benessere. Possono spaziare dai buoni pasto a iniziative per lo smart working o agli incentivi per lo spostamento casa-lavoro.



Tra i flexible benefit che si possono proporre ci sono, quindi, quelli:



  • per la famiglia: mutui, previdenza, istruzione, asili


  • per la persona: benessere e sport, tempo libero, buoni acquisto, smart working, incentivi per il tragitto casa-lavoro


  • convenzioni per l’accesso a beni e servizi




A questo proposito, l’Osservatorio Edenred 2021 rileva come sono molte le aziende e i beneficiari che hanno optato, tra i flexible benefit, per soluzioni di fringe benefit (ne sono un esempio smartphone, computer e buoni acquisto):
 
 

Al netto delle prospettive e delle incertezze legate all’emergenza pandemica, il welfare tramite flexible benefit continua a evidenziare un importante ricorso alle categorie fringe e area ricreativa che, si ricorda, complessivamente cubano poco meno della metà dei consumi da quote welfare nel corso del 2020

Guardando nel particolare dunque, i fringe benefit, sono sempre più apprezzati. Questo anche alla luce del fatto che dall’agosto 2020 e da maggio 2021 godono di un vantaggio fiscale maggiore.



Il limite dell’esenzione fiscale dei fringe benefit è infatti raddoppiato passando dai tradizionali 258,23 euro a 516,46 euro. Ma non è questo l’unico vantaggio dei buoni acquisto come strumento di employee retention.

Employee retention e buoni acquisto

Oltre al vantaggio fiscale, come fringe benefit, i buoni acquisto hanno più di una caratteristica che li rende particolarmente attrattivi. Intanto, tornando al concetto di employee retention, vanno incontro alle diverse esigenze dei dipendenti.



Buoni regalo multibrand come i Ticket Compliments® possono essere utilizzati con una grande libertà di spesa nei negozi fisici, online e anche presso i più conosciuti e-commerce grazie alla rete di 27.000 punti vendita convenzionati.



Per il dipendente, in pratica, significa poterli usare come meglio crede, per premiarsi con qualcosa di piacevole così come concreto sostegno al reddito. Per esempio, alcuni potranno scegliere di usare i buoni acquisto per la famiglia: un elettrodomestico per la casa, il computer per il figlio, libri e così via.

Altri invece magari preferiranno optare per oggetti e servizi per la cura della persona, o ancora per fare la spesa e anche il carburante.



Benefit come i buoni acquisto possono anche rientrare in una politica di reward aziendale e cioè quell’insieme di sistemi di retribuzione che l’organizzazione può adottare per attrarre e trattenere i dipendenti, proprio in ottica di employee retention.



Si tratta di uno strumento efficace per incentivare i dipendenti e motivarli a raggiungere gli obiettivi, a vantaggio dell’efficienza dell’azienda stessa, così come del grado di soddisfazione di chi ne fa parte.

Employee retention bonus: come trattenere i dipendenti

Tra le politiche di employee retention che l’azienda può considerare c’è anche il cosiddetto retention bonus. In pratica, è un bonus che viene dato come incentivo al dipendente per farlo rimanere in azienda per uno specifico arco di tempo.



Può far parte di un pacchetto più ampio di benefit dati con il medesimo scopo e di solito le aziende lo propongono soprattutto in momenti particolari, come per esempio durante una fusione o un’acquisizione, o comunque un periodo cruciale durante il quale l’avvicendamento delle risorse sarebbe dannoso.



Ma il retention bonus, soprattutto se parliamo di grandi imprese, è destinato anche a quelle figure professionali cruciali e a quei talenti che l’azienda non vuole perdere.
 
 

Anche i Ticket Compliments® si possono considerare a tutti gli effetti come efficaci employee retention bonus che in più, rispetto ad altri tipi di bonus hanno il vantaggio di essere esentasse.

E a renderli particolarmente interessanti, è anche la possibilità di offrire ai dipendenti un servizio moderno e immediato. In particolare, la nuova app full mobile MyEdenred Shopping è una soluzione innovativa che permette a chi lo desidera di utilizzare i Ticket Compliments® semplicemente con il proprio smartphone. In pochi click si genere un voucher da utilizzare per fare acquisti dove si desidera.



L’app è stata pensata anche per implementare l’esperienza digitale di chi utilizza i buoni, grazie per esempio ai filtri per la ricerca che tra l’altro permettono la geolocalizzazione dei punti vendita.



Vuoi scoprire di più sui buoni acquisto per migliorare l’employee retention della tua azienda?
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