Benessere aziendale
23 Ott 2025
| 8'

Employee engagement: cos’è, come funziona e come influisce sul benessere dei dipendenti

Coinvolgere i propri dipendenti consente alle aziende di poter raggiungere dei traguardi molto importanti. Scopriamo cosa si intende con il concetto di employee engagement e come questo influisca sul benessere delle persone.
Autore
Cristina Maccarrone
Engagement Edenred

I cambiamenti che hanno contrassegnato e continuano a contrassegnare il mondo del lavoro di oggi, tra Grandi Dimissioni, talent shortage e quiet quitting, spingono le imprese a dover ripensare l’intero sistema lavorativo, al fine di creare degli ambienti più attrattivi e stimolanti.

Il mondo HR si trova, oggi, ad affrontare delle sfide sempre diverse, anche alla luce del fatto che solo un dipendente su due è pienamente soddisfatto della propria situazione lavorativa. 

Percentuale che varia, in positivo, tra coloro che possono disporre di un piano di welfare aziendale: in tal caso, il livello di soddisfazione sale al 68%.
Sono alcuni dei dati che emergono dall’ultima edizione dell’Osservatorio Welfare di Edenred Italia, che dimostrano come la soddisfazione lavorativa sia una priorità assoluta per i direttori delle Risorse Umane, strettamente legata alla capacità delle organizzazioni di utilizzare strumenti efficaci per promuovere il coinvolgimento dei dipendenti.

Ma cosa si intende per employee engagement oggi, come promuoverlo e quali strumenti usare? E quanto Edenred Engagement, la nuova piattaforma digitale di Edenred Italia, può dare un contributo pratico in tal senso?

Scopriamolo in questo articolo.

Cos’è l’employee engagement e quanto incide sul benessere organizzativo

Il significato di employee engagement ha a che fare con il concetto di misura del coinvolgimento dei dipendenti verso l’organizzazione in cui lavorano. Ottenere un elevato livello di employee engagement significa riuscire a creare degli ambienti lavorativi in cui i dipendenti percepiscono di essere apprezzati e valorizzati in azienda: questo consente di ottenere prestazioni migliori, un alto livello di produttività e fidelizzazione oltre a una riduzione dell’assenteismo.

Come dicevamo, questo influisce sulla soddisfazione dei dipendenti che, in questo momento storico, in particolare per l’Italia, non è così alta.

Le aziende, per migliorare l’engagement dei lavoratori, possono mettere in pratica una serie di azioni concrete e premianti attraverso iniziative di gamification come contest, sfide, anche per favorire lo scambio di feedback tra dipendenti, al fine di incentivare comportamenti virtuosi e stimolare il confronto tra colleghi. A monte resta sempre molto importante fornire una formazione continua e ascoltare le richieste dei propri dipendenti per creare o mantenere un ambiente di lavoro in cui sia facile comunicare e diffondere le proprie idee.

Anche perché, come sottolinea una ricerca di BVA Doxa per Edenred del marzo 2024 condotta su 800 HR manager di aziende di varie dimensioni e 2000 lavoratori, emerge un evidente disallineamento tra le percezioni degli HR e dei dipendenti sui temi caldi legati all’area risorse umane.
I dipendenti mettono al primo posto (50%) l’attenzione al benessere mentre per gli HR al primo posto (48%) c’è la retention.
Si nota, inoltre, una leggera discrepanza tra l’importanza di riconoscere incentivi e gratificazioni: per i dipendenti questo è al secondo posto con il 48% delle preferenze contro il 32% degli HR che ritengono maggiormente prioritaria la talent attraction. 

Al terzo posto per i dipendenti c’è poi il dare riconoscimenti, formali o informali per il lavoro svolto, come sottolinea il 48% degli intervistati che, invece, lato HR ha solo il 30% delle differenze. 

Da questi numeri emerge come le direzioni HR e le aziende in generale siano, in effetti, ancora lontane dal percepire il lavoro e i bisogni dei dipendenti allo stesso modo in cui li percepiscono loro. Sebbene non siamo ancora arrivati ad un punto d’incontro, si nota comunque un iniziale movimento da parte delle aziende che vogliono attuare strategie di employee engagement che siano efficaci non solo in teoria, ma in modo concreto. 

Resta ancora fondamentale mettere i dipendenti nella condizione di poter lavorare comodamente da casa, favorendo lo smart working così da bilanciare al meglio vita privata e lavorativa. 

Ultimo, ma non meno importante, offrire employee engagement benefit attraverso un piano di welfare aziendale consente di coinvolgere attivamente i dipendenti e aumentare la loro motivazione, migliorando, in questo modo, il clima interno.

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Perché è importante l’employee engagement?

Un buon employee engagement ha degli effetti positivi non solo all’interno del sistema aziendale, ma anche verso l’esterno: i lavoratori che percepiscono di essere apprezzati e coinvolti nell’organizzazione per cui lavorano riescono a trasmettere questo senso di appartenenza e coesione anche al di fuori della stessa. I dipendenti saranno così i primi veri ambassador dell’impresa e le loro azioni potranno influenzare l’immagine aziendale percepita dagli stakeholder.

Un’azienda che viene considerata un buon posto in cui lavorare avrà la capacità di attrarre e trattenere i migliori talenti, posizionandosi sul mercato come una realtà innovativa e attenta al benessere delle persone.

Investire sull’employee engagement in una società in continuo mutamento come la nostra, oggi risulta essere ancora più importante che in passato.
Un buon livello di coinvolgimento dei dipendenti consente di ottenere delle performance migliori: questo fa sì che le persone possano lavorare meglio e crescere, reinvestendo competenze all’interno dell’azienda stessa. 

Al giorno d’oggi, infatti, è molto difficile riuscire ad attrarre e trattenere talenti. Un’indagine del 2024 della società di consulenza Deloitte, condotta su un campione di oltre 14 mila GenZ e più di 8 mila Millennial in 44 Paesi del mondo, permette di monitorare le loro esperienze e aspettative sul lavoro e nel mondo in generale.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, tra i giovani prevale un clima di incertezza: meno di un terzo della GenZ e dei Millennial è convinto che la situazione economica nei propri Paesi possa migliorare nell’arco del prossimo anno. Questo parziale ottimismo si riflette anche nelle aspettative legate alle loro finanze personali. Tre giovani su dieci si dichiarano insicuri dal punto di vista economico, e circa sei su dieci affermano di muoversi “da uno stipendio all’altro”.

A circa 6 intervistati italiani su 10, inoltre, è stato chiesto di tornare a lavorare in sede e in Italia, come si evince dallo studio di Deloitte, è più probabile che questo succeda rispetto alla media globale. Gli intervistati italiani tendono a sentirsi più coinvolti e ad apprezzare la comunicazione diretta in sede di lavoro, ma ritengono anche che ciò abbia un impatto negativo sul loro benessere mentale e sulle loro finanze. Così, oggi in Italia lavora completamente da remoto circa il 10% della GenZ e il 9% dei Millennial, il 33% della GenZ e il 30% dei Millennial è in un regime di “lavoro ibrido”, mentre il 57% della GenZ e il 61% Millennial è tornato a lavorare sempre in presenza.

Tra gli effetti positivi del rientro in ufficio, secondo gli intervistati, ci sono un “maggiore coinvolgimento e connessione con l’organizzazione”, “la comunicazione dal vivo sul lavoro” e “più collaborazione e interazione sociale con i colleghi”. Tra gli aspetti negativi menzionati vi sono “l’aumento dei livelli di stress”, un “maggiore impatto finanziario” e un “calo di produttività”.

Altrettanto importante è per i giovani intervistati il “purpose“: vale a dire avere uno scopo è importante per la soddisfazione lavorativa e più di tre quarti degli intervistati affermano che il loro lavoro in effetti glielo fornisce: il 77% della GenZ e dei Millennial italiani dichiara
che il loro attuale lavoro dà loro un senso. Il 64% della GenZ e il 59% dei Millennial, invece, dichiara di essere abbastanza o molto soddisfatto dell’allineamento tra i propri valori e quelli della organizzazione in cui lavorano. Allo stesso tempo, i lavoratori italiani, e in particolare i Millennial, sono meno inclini della media mondiale a rifiutare un incarico o un datore di lavoro sulla base della loro etica personale.

Altro aspetto che emerge è che le nuove generazioni mettono al centro il proprio benessere personale, anche a discapito di eventuali avanzamenti di carriera e, nel momento in cui si sentono insoddisfatte, decidono di abbandonare il proprio posto di lavoro.
Questo ha delle conseguenze importanti per le aziende, che si ritrovano a dover lavorare con meno personale e a ritmi più elevati, senza dimenticare che la sostituzione di una risorsa prevede costi di recruiting e selezione da parte degli HR, nonché l’investimento di tempo e personale per la sua formazione. 
In questo contesto si inserisce oggi l’employee engagement. 

I driver dell’employee engagement

L’ottenimento di un buon livello di coinvolgimento dei dipendenti non è un’operazione casuale, ma è il risultato di una precisa strategia aziendale che ha come priorità la soddisfazione e la crescita delle persone. 

Ma quali sono i driver che possono guidare l’employee engagement?
Indubbiamente un ruolo di fondamentale importanza è quello rivestivo dai manager, i quali devono essere in grado di incarnare e trasmettere i valori aziendali: i responsabili, infatti, hanno il compito di costruire con i propri dipendenti delle relazioni di valore, basate sulla fiducia e la stima reciproca. Come? Incoraggiandoli, dando loro consigli, feedback, sia positivi che negativi, riconoscendo i risultati raggiunti e aiutandoli a lavorare sulle proprie aree di miglioramento.

Un’altra leva molto importante è rappresentata dal concetto di empowerment, ovvero dall’opportunità per i dipendenti di prendere decisioni in autonomia, spingendoli ad esprimere sempre le proprie idee.

Ultimo, ma non meno importante, rafforzare il work-life balance, permettendo ai dipendenti di investire sulla propria carriera lavorativa, senza, tuttavia, rinunciare alla propria sfera personale e affettiva. 

 
 

Le imprese, per riuscire a crescere veramente, devono dimostrare di essere in grado di mettere al centro i bisogni dei propri dipendenti, al fine di creare un ambiente di lavoro sereno e stimolante. L’employee engagement è un concetto complesso, ma è anche una risorsa imprescindibile per riuscire a raggiungere dei traguardi importanti. 

Employee engagement e smart working

Lo smart working ben rappresenta il concetto di work-life balance menzionato più volte. 
Oggi le imprese hanno finalmente capito la grande importanza di questo strumento: basti pensare che, tra le principali richieste delle nuove generazioni in fase di colloquio, compare proprio lo smart working e diversi giovani dichiarano di non accettare proposte di lavoro in cui non è previsto il ricorso a questa modalità.

La motivazione principale è da ricercare nel desiderio di poter risparmiare del tempo, che altrimenti verrebbe speso negli spostamenti casa-lavoro, per poterlo dedicare ad altre attività.
Pensiamo anche a quanto le nuove generazioni siano attente verso tematiche come la sostenibilità e il ricorso a modalità di spostamento che possano ridurre l’inquinamento. L’utilizzo dello smart working consente, infatti, di evitare che i dipendenti utilizzino quotidianamente l’auto o altri mezzi di trasporto collettivo e questo comporta numerosi benefici per l’ambiente.

Molte imprese stanno anche implementando delle politiche di mobilità aziendale all’interno dei propri piani welfare. 

 
 

Introdurre un sistema di mobilità aziendale consente alle aziende di aumentare la soddisfazione dei dipendenti e il loro coinvolgimento, creando, in questo modo, un ambiente di lavoro più sano, felice e produttivo e agendo in ottica di talent attraction e retention. 

Come migliorare l’employee engagement: strategie e strumenti

La prima strategia utile per migliorare l’employee engagement è lavorare sulla brand identity, rafforzandola, al fine di permettere ai dipendenti di identificarsi con i valori aziendali: in questo modo l’azienda può costruire un’immagine solida e, nel momento in cui le persone si riconoscono nell’identità della propria organizzazione, aumenta anche il loro senso di appartenenza.

Un altro modo per agire sull’engagement è creare un ambiente di lavoro stimolante, che consenta alle persone di esprimere le proprie idee e costruire un percorso di carriera che li soddisfi e li faccia sentire realizzati. 

Le aziende devono investire sui propri talenti e valorizzare le loro capacità, spingendoli a collaborare e favorendo la comunicazione interna, al fine di raggiungere importanti risultati. Per esempio, organizzare delle sessioni di brainstorming, sondaggi interni e lavori di gruppo per raccogliere le idee delle persone è un’ottima strategia per il loro coinvolgimento.
I dipendenti, per sentirsi veramente “ingaggiati” nell’ambiente lavorativo, hanno bisogno di essere ascoltati, di ricevere dei feedback e comprendere anche i propri errori, al fine di crescere e migliorare. 

Aumentare la soddisfazione dei dipendenti con Edenred Engagement

Uno strumento molto importante per l’engagement arriva da Edenred e si tratta della prima piattaforma digitale sul mercato italiano disponibile per grandi, ma anche medie e piccole imprese.
Il suo nome è Edenred Engagement e offre una suite di strumenti cloud in grado di migliorare l’esperienza dei dipendenti, contribuendo alla loro soddisfazione e coinvolgimento, aumentando la produttività e riducendo il turnover. 

Edenred Engagement combina l’esperienza di Edenred nel settore degli employee benefit con la tecnologia di Reward Gateway Edenred, azienda britannica acquisita da Edenred nel 2023. 

I vari servizi sono organizzati all’interno della piattaforma in sei moduli:

  • discount: offre accesso a sconti esclusivi in negozi fisici e online in diverse categorie (viaggi, tecnologia, alimentari, shopping, ecc.);
  • recognition: permette alle aziende di creare strategie per premiare e attribuire riconoscimenti ai dipendenti in modo personalizzato;
  • wellbeing: con video, articoli, corsi e tutorial per promuovere il benessere psico-fisico e il work-life balance (fitness, consigli finanziari, mindfulness e yoga, alimentazione sana, equilibrio tra vita privata e lavoro);
  • communication: una bacheca interattiva con funzionalità simili ai social media che connette tutti i dipendenti, comunica i valori e la missione dell’azienda e aumenta la consapevolezza su argomenti e novità interne;
  • survey: le cosiddette employee engagement survey che, grazie ad Edenred Engagement sono personalizzabili e aiutano le aziende a scoprire i bisogni dei dipendenti;
  • analytics: uno strumento di raccolta dati per comprendere i livelli di engagement dei dipendenti, consentendo ai Direttori delle Risorse Umane di valutare i driver di coinvolgimento più apprezzati e le performance della piattaforma.

Coinvolgere i dipendenti con il welfare aziendale

Anche il welfare aziendale è fondamentale per riuscire a coinvolgere i dipendenti. Nell’indagine a cura di BVA Doxa per l’Osservatorio 2025 di Edenred viene proprio analizzata l’importanza dell’engagement anche grazie alle iniziative per il benessere. 

Dall’Osservatorio emerge che il 59 % dei dipendenti ha ricevuto forme di incentivi dalla propria azienda, in crescita rispetto al 56 % del 2024, soprattutto grazie a benefit e piani di welfare. Le percentuali più alte si registrano tra la Generazione Z (78 %), i lavoratori in grandi aziende (70 %), nelle multinazionali (73 %) e tra chi usufruisce di un piano di welfare (79 %).

I sistemi di incentivazione hanno un impatto concreto sul benessere e sulla motivazione: il 77 % dei dipendenti si sente più valorizzato, il 75 % percepisce l’apprezzamento dell’azienda e il 74 % nota un effetto positivo sulla propria produttività.

Anche in termini di engagement, gli incentivi si confermano efficaci: il 77 % dei lavoratori li considera uno strumento valido per sentirsi coinvolto. Valori ancora più alti emergono tra chi lavora nel Sud e nelle Isole (82 %), chi beneficia di buoni pasto (81 %) e chi ha accesso a un piano di welfare (82 %).

I buoni pasto, nello specifico, sono citati dal 59 % dei dipendenti come strumento di engagement, con punte del 65 % nelle aziende medio-piccole, del 70 % tra chi dichiara un alto livello di benessere lavorativo e del 63 % tra chi gode di un piano di welfare.

Questo dato permette di riflettere sulle grandi potenzialità del welfare aziendale, uno strumento in grado di creare un buon clima aziendale interno, migliorando le performance dei singoli dipendenti e riducendo il turnover. I benefit offerti dalle aziende ai propri dipendenti contribuiscono, infatti, ad aumentare il loro engagement.

Tra le iniziative che possono essere previste all’interno di piani di welfare aziendali possiamo trovare il rimborso per le spese di istruzione e formazione o per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale; o ancora, servizi di baby-sitting, voucher per visite specialistiche, attività culturali, pacchetti vacanze e abbonamenti in palestra, utili per conciliare le diverse esigenze della vita personale. 

Oltre a fornire questi benefit, quello che è necessario per le aziende, è riuscire a costruire dei sistemi in grado di misurare e aumentare l’engagement dei dipendenti.

Riuscire ad ingaggiare i dipendenti nel modo corretto consente all’azienda di ridurre i costi, migliorare le performance individuali, aumentare la fiducia reciproca e attrarre e mantenere i talenti. 

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