L’Osservatorio Welfare di Edenred è il rapporto annuale che analizza l’andamento del welfare aziendale in Italia. Un appuntamento ormai fisso, nonché un’occasione di confronto con tutti i principali stakeholder del settore rispetto ai cambiamenti del mercato, alle aspettative e alle necessità delle persone in ottica di wellbeing.
L’edizione 2026, che analizza i dati del 2025, si basa su tre campioni complementari tra loro: la consueta analisi sul bacino di utenza di Edenred Italia – che complessivamente è composto da oltre 5.500 aziende e oltre 870.000 beneficiari – e l’indagine a cura di Ipsos Doxa che, anche quest’anno, si sofferma sul sentiment dei lavoratori e si basa su un campione di 1.000 dipendenti e 200 HR manager distribuiti sull’intero territorio nazionale.
Un modo per offrire un quadro completo ed esaustivo sulla reale situazione del welfare aziendale nel nostro Paese e per conoscere la percezione, le opinioni e i bisogni emergenti dei lavoratori, trovando maggiori punti di contatto con loro e, quindi, soluzioni sempre più efficaci.
Vediamo quali sono i trend emersi nell’edizione 2026 dell’Osservatorio Welfare di Edenred.
L’Osservatorio Welfare di Edenred è il rapporto annuale che analizza l’andamento del welfare aziendale in Italia. Un appuntamento ormai fisso, nonché un’occasione di confronto con tutti i principali stakeholder del settore rispetto ai cambiamenti del mercato, alle aspettative e alle necessità delle persone in ottica di wellbeing.
L’edizione 2026, che analizza i dati del 2025, si basa su tre campioni complementari tra loro: la consueta analisi sul bacino di utenza di Edenred Italia – che complessivamente è composto da oltre 5.500 aziende e oltre 870.000 beneficiari – e l’indagine a cura di Ipsos Doxa che, anche quest’anno, si sofferma sul sentiment dei lavoratori e si basa su un campione di 1.000 dipendenti e 200 HR manager distribuiti sull’intero territorio nazionale.
Un modo per offrire un quadro completo ed esaustivo sulla reale situazione del welfare aziendale nel nostro Paese e per conoscere la percezione, le opinioni e i bisogni emergenti dei lavoratori, trovando maggiori punti di contatto con loro e, quindi, soluzioni sempre più efficaci.
Vediamo quali sono i trend emersi nell’edizione 2026 dell’Osservatorio Welfare di Edenred.
Indice dei contenuti:
Osservatorio Welfare Edenred 2026: i principali trend
Come dicevamo, l’Osservatorio sul welfare aziendale di Edenred Italia ci permette ogni anno di fare il punto sullo stato del settore nel nostro Paese.
Dai dati dell’edizione 2026 emerge, innanzitutto, un welfare aziendale sempre più consolidato e utilizzato: nel 2025, infatti, il credito welfare medio pro capite si attesta a 1.000 euro e i beneficiari utilizzano l’84% del credito disponibile, rispetto al 79% del 2021.
Il welfare cresce anche nella contrattazione: nel gennaio 2026 il 68% dei contratti attivi con premi di produttività prevede misure di welfare, rispetto al 62% dell’anno precedente.
Lato HR, quasi 7 aziende su 10 dichiarano di avere adottato un piano welfare e, tra quelle che già lo prevedono, il 97% ha mantenuto o aumentato gli investimenti nel corso del 2025.
La presenza di un piano welfare si associa inoltre a livelli più alti di engagement: tra chi può usufruirne, il 46% si sente motivato, contro il 30% di chi non ha accesso a un piano; il 43% si sente valorizzato, rispetto al 26% di chi non ne beneficia. Anche il coinvolgimento aumenta, passando dal 43% al 50%.
La sfida oggi è di andare oltre la sola introduzione di strumenti di welfare ma fare in modo che questi siano semplici da comprendere, accessibili e realmente vicini ai bisogni delle persone.
Come dicevamo, l’Osservatorio sul welfare aziendale di Edenred Italia ci permette ogni anno di fare il punto sullo stato del settore nel nostro Paese.
Dai dati dell’edizione 2026 emerge, innanzitutto, un welfare aziendale sempre più consolidato e utilizzato: nel 2025, infatti, il credito welfare medio pro capite si attesta a 1.000 euro e i beneficiari utilizzano l’84% del credito disponibile, rispetto al 79% del 2021.
Il welfare cresce anche nella contrattazione: nel gennaio 2026 il 68% dei contratti attivi con premi di produttività prevede misure di welfare, rispetto al 62% dell’anno precedente.
Lato HR, quasi 7 aziende su 10 dichiarano di avere adottato un piano welfare e, tra quelle che già lo prevedono, il 97% ha mantenuto o aumentato gli investimenti nel corso del 2025.
La presenza di un piano welfare si associa inoltre a livelli più alti di engagement: tra chi può usufruirne, il 46% si sente motivato, contro il 30% di chi non ha accesso a un piano; il 43% si sente valorizzato, rispetto al 26% di chi non ne beneficia. Anche il coinvolgimento aumenta, passando dal 43% al 50%.
La sfida oggi è di andare oltre la sola introduzione di strumenti di welfare ma fare in modo che questi siano semplici da comprendere, accessibili e realmente vicini ai bisogni delle persone.
Le sezioni tematiche dell'Osservatorio Welfare
È possibile approfondire i dati dell’Osservatorio Welfare Edenred 2026 attraverso le diverse sezioni dedicate ai principali trend del welfare, ai bisogni delle persone, alle generazioni a confronto e alle sfide che aziende e HR sono chiamati ad affrontare.
Nei paragrafi che seguono analizziamo alcuni dei dati più significativi per capire come sta cambiando il welfare aziendale in Italia.
È possibile approfondire i dati dell’Osservatorio Welfare Edenred 2026 attraverso le diverse sezioni dedicate ai principali trend del welfare, ai bisogni delle persone, alle generazioni a confronto e alle sfide che aziende e HR sono chiamati ad affrontare.
Nei paragrafi che seguono analizziamo alcuni dei dati più significativi per capire come sta cambiando il welfare aziendale in Italia.
Fringe benefit al 55,1%: come cambia la spesa welfare
In riferimento alla composizione della spesa in welfare prevalgono anche, in questa edizione, i fringe benefit, con il 55,1%, ben oltre, quindi, la metà del totale. Una percentuale che conferma il sorpasso rispetto alle altre aree già verificatosi durante l’anno precedente.
Seguono infatti l’area ricreativa, con il 21,7%, e i rimborsi per l’istruzione, pari al 13,1%. Più contenuto il peso della previdenza integrativa, al 5,2%, dell’assistenza sanitaria, al 2,5%, della mobilità, all’1,5%, e dell’assistenza familiare, all’1%.
Fringe benefit e area ricreativa rappresentano insieme il 76,8% della spesa complessiva, contro il 27,9% del 2017. I soli fringe benefit sono passati dal 16,2% del 2017 al 55,1% del 2025, più che triplicando il loro peso in nove anni.
Un cambiamento che riflette anche l’orientamento verso benefit immediati, ricorrenti e facilmente utilizzabili nella vita quotidiana. Ma che non significa che istruzione, previdenza, sanità e assistenza familiare perdano importanza: si tratta di strumenti che rispondono a bisogni meno frequenti, ma spesso più strutturati.
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In riferimento alla composizione della spesa in welfare prevalgono anche, in questa edizione, i fringe benefit, con il 55,1%, ben oltre, quindi, la metà del totale. Una percentuale che conferma il sorpasso rispetto alle altre aree già verificatosi durante l’anno precedente.
Seguono infatti l’area ricreativa, con il 21,7%, e i rimborsi per l’istruzione, pari al 13,1%. Più contenuto il peso della previdenza integrativa, al 5,2%, dell’assistenza sanitaria, al 2,5%, della mobilità, all’1,5%, e dell’assistenza familiare, all’1%.
Fringe benefit e area ricreativa rappresentano insieme il 76,8% della spesa complessiva, contro il 27,9% del 2017. I soli fringe benefit sono passati dal 16,2% del 2017 al 55,1% del 2025, più che triplicando il loro peso in nove anni.
Un cambiamento che riflette anche l’orientamento verso benefit immediati, ricorrenti e facilmente utilizzabili nella vita quotidiana. Ma che non significa che istruzione, previdenza, sanità e assistenza familiare perdano importanza: si tratta di strumenti che rispondono a bisogni meno frequenti, ma spesso più strutturati.
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Buoni pasto: tra i benefit più utilizzati dai dipendenti
Tra gli strumenti di welfare più utilizzati ci sono i buono pasto, indicati dal 45% dei dipendenti intervistati. Seguono i servizi per la salute, al 29%, e le misure legate alla flessibilità e all’organizzazione del lavoro, al 25%.
Il loro valore emerge anche dal punto di vista dell’engagement: 3 lavoratori su 4 ritengono che la presenza dei buoni pasto influisca positivamente sulla motivazione e sul coinvolgimento verso l’azienda. Una percezione condivisa anche dagli HR manager: 8 su 10 li considerano uno strumento in grado di favorire l’engagement.
Tra gli strumenti di welfare più utilizzati ci sono i buono pasto, indicati dal 45% dei dipendenti intervistati. Seguono i servizi per la salute, al 29%, e le misure legate alla flessibilità e all’organizzazione del lavoro, al 25%.
Il loro valore emerge anche dal punto di vista dell’engagement: 3 lavoratori su 4 ritengono che la presenza dei buoni pasto influisca positivamente sulla motivazione e sul coinvolgimento verso l’azienda. Una percezione condivisa anche dagli HR manager: 8 su 10 li considerano uno strumento in grado di favorire l’engagement.
Come è cambiata la spesa welfare dal 2017 a oggi
Guardando all’evoluzione della spesa welfare nel medio periodo, il cambiamento più evidente riguarda proprio i fringe benefit: la loro quota è passata dal 16,2% del 2017 al 55,1% del 2025.
Nello stesso periodo è aumentato anche il peso complessivo delle categorie più legate alla quotidianità. Fringe benefit e area ricreativa, come dicevamo, che nel 2017 rappresentavano insieme il 27,9% della spesa, nel 2025 raggiungono il 76,8%.
Cresce, inoltre, la quota di credito effettivamente utilizzata dai beneficiari: dal 79% del 2021 si passa all’80% nel 2022 e nel 2023, all’83% nel 2024 e all’84% nel 2025. Tuttò ciò è la riprova che i beneficari hanno maggiore familiarità con gli strumenti messi a disposizione dalle aziende.
Guardando all’evoluzione della spesa welfare nel medio periodo, il cambiamento più evidente riguarda proprio i fringe benefit: la loro quota è passata dal 16,2% del 2017 al 55,1% del 2025.
Nello stesso periodo è aumentato anche il peso complessivo delle categorie più legate alla quotidianità. Fringe benefit e area ricreativa, come dicevamo, che nel 2017 rappresentavano insieme il 27,9% della spesa, nel 2025 raggiungono il 76,8%.
Cresce, inoltre, la quota di credito effettivamente utilizzata dai beneficiari: dal 79% del 2021 si passa all’80% nel 2022 e nel 2023, all’83% nel 2024 e all’84% nel 2025. Tuttò ciò è la riprova che i beneficari hanno maggiore familiarità con gli strumenti messi a disposizione dalle aziende.
Osservatorio Welfare aziendale 2025
L’edizione 2025 dell’Osservatorio Welfare Edenred, basata principalmente sui dati relativi al 2024, aveva già evidenziato la crescente diffusione e l’utilizzo del welfare aziendale. L’analisi era stata condotta su oltre 5.000 aziende e 770.000 beneficiari Edenred e integrata dalle indagini BVA Doxa su 1.500 lavoratori dipendenti e 400 HR manager.
Nel 2024 il credito welfare medio aveva raggiunto i 1.000 euro pro capite, rispetto ai 910 euro dell’anno precedente, mentre il tasso di utilizzo si era attestato all’83%. I fringe benefit rappresentavano il 52% della spesa complessiva, seguiti dall’area ricreativa, al 23%, e dall’istruzione, al 13,5%.
Dal punto di vista dei lavoratori, il 49% dichiarava di avere un piano welfare nella propria azienda, rispetto al 42% del 2023, mentre il 71% considerava il welfare uno strumento efficace per sostenere il potere d’acquisto. Il 60% dei dipendenti si dichiarava soddisfatto della propria situazione lavorativa, percentuale che saliva al 68% tra chi usufruiva di un piano welfare.
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L’edizione 2025 dell’Osservatorio Welfare Edenred, basata principalmente sui dati relativi al 2024, aveva già evidenziato la crescente diffusione e l’utilizzo del welfare aziendale. L’analisi era stata condotta su oltre 5.000 aziende e 770.000 beneficiari Edenred e integrata dalle indagini BVA Doxa su 1.500 lavoratori dipendenti e 400 HR manager.
Nel 2024 il credito welfare medio aveva raggiunto i 1.000 euro pro capite, rispetto ai 910 euro dell’anno precedente, mentre il tasso di utilizzo si era attestato all’83%. I fringe benefit rappresentavano il 52% della spesa complessiva, seguiti dall’area ricreativa, al 23%, e dall’istruzione, al 13,5%.
Dal punto di vista dei lavoratori, il 49% dichiarava di avere un piano welfare nella propria azienda, rispetto al 42% del 2023, mentre il 71% considerava il welfare uno strumento efficace per sostenere il potere d’acquisto. Il 60% dei dipendenti si dichiarava soddisfatto della propria situazione lavorativa, percentuale che saliva al 68% tra chi usufruiva di un piano welfare.
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