Buoni Pasto
14 Lug 2026
| 12'

Glossario buoni pasto: tutto quello che devi sapere per conoscerli al meglio

Dal valore facciale alla deducibilità: scopri tutte le definizioni utili per capire meglio come funzionano i buoni pasto.
Autore
Cristina Maccarrone
glossario buoni pasto

Buoni pasto elettronici, digitali, cartacei, valore facciale, soglia di esenzione, deducibilità, detraibilità: quando si parla di buoni pasto, i termini da conoscere non sono certo pochi. Alcuni riguardano il formato dei buoni pasto, altri il modo in cui si possono usare, altri ancora gli aspetti fiscali che interessano aziende, partite IVA e lavoratori.

Da qui nasce questo glossario dei buoni pasto: fare chiarezza tra un’abbondanza di parole di cui spesso non si conosce l’esatto significato. A ogni voce corrisponde una definizione semplice, ma allo stesso tempo esaustiva, adatta sia alle aziende che erogano già i buoni pasto o vorrebbero farlo ma anche alle partite IVA che vogliono gestire al meglio le spese legate alla pausa pranzo e ai beneficiari che vogliono capire meglio come funzionano i buoni pasto.

App Edenred

L’App Edenred è lo strumento digitale che consente di gestire e utilizzare i buoni pasto digitali Edenred direttamente da smartphone. Attraverso l’app è possibile consultare il saldo, verificare i movimenti, cercare gli esercizi convenzionati e usare i buoni pasto digitali dove il servizio è abilitato. È particolarmente utile quando i buoni pasto non sono associati solo a una carta fisica, ma anche a un conto digitale.

Beneficiario

Con il termine beneficiario, come puoi intuire, si intende la persona che riceve e utilizza i buoni pasto messi a disposizione dall’azienda o acquistati per la propria attività.
Il beneficiario può essere un lavoratore dipendente con contratto full time o part-time, un collaboratore ma anche una partita IVA che acquista buoni pasto per sé. 

Ma i beneficiari possono essere anche stagisti e apprendisti così come amministratori e soci che possono usare i buoni pasto perché regolarmente retribuiti in busta paga o tramite specifiche gestioni.

Il beneficio per queste persone è sotto molti punti di vista: alimentare – il buono pasto contribuisce a fare una pausa pranzo sana e alla spesa alimentare -, ha vantaggi fiscali ed è uno strumento importante anche dal punto di vista della flessibilità.
I beneficiari, infatti, possono utilizzare i buoni pasto Ticket Restaurant® in tantissimi esercizi convenzionati, a seconda delle loro esigenze alimentari, ma anche legate al posto in cui si trovano.

Buoni pasto

I buoni pasto sono strumenti che permettono di ottenere pasti o prodotti alimentari presso una rete di esercizi convenzionati.

Nascono come servizio sostitutivo della mensa aziendale e possono essere messi a disposizione da aziende pubbliche e private, oppure acquistati da professionisti e partite IVA.
Esistono in diversi formati: cartaceo e digitale/elettronico. Per una panoramica più ampia, leggi la guida su come funzionano i buoni pasto.

Buoni pasto aziendali

I buoni pasto aziendali sono quei benefit che un’azienda riconosce ai propri dipendenti o collaboratori per sostenere la pausa pranzo.

L’azienda può prevedere di metterli a disposizione per tutti i lavoratori o per categorie omogenee, in base alle proprie policy interne, ai contratti o agli accordi applicati. Non sono una somma in denaro, ma un benefit utilizzabile per finalità legate al pasto e alla spesa alimentare. Per conoscere meglio tutti i possibili destinatari, leggi l’approfondimento su a chi spettano i buoni pasto.

Buoni pasto cartacei

I buoni pasto cartacei sono voucher fisici, stampati su carta, che riportano il valore facciale e la data di scadenza.
Il beneficiario li consegna all’esercente al momento del pagamento, entro i limiti e le condizioni previste dalla normativa e dal partner convenzionato. A differenza dei formati elettronici o digitali, richiedono distribuzione e gestione fisica da parte delle aziende e si rivelano, quindi, più adatti a chi lavora in sede.

Dal punto di vista fiscale, i buoni pasto cartacei, hanno una soglia di esenzione diversa rispetto ai formati digitali ed elettronici: secondo la normativa vigente, infatti, sono esentasse fino a 4 euro al giorno.
Vuoi saperne di più? Approfondisci la differenza tra buoni pasto cartacei e digitali.

Buoni pasto digitali ed elettronici

I buoni pasto digitali o elettronici sono buoni pasto gestiti attraverso strumenti digitali, come app, conto online o servizi collegati allo smartphone. Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026, i buoni pasto digitali, così come quelli elettronici, hanno una soglia esentasse fino a 10 euro al giorno

Rispetto ai buoni pasto cartacei, semplificano la gestione per aziende e beneficiari e consentono di monitorare più facilmente saldo, movimenti e scadenze.
La differenza con il cartaceo c’è anche dal punto di vista dei costi: il buono pasto digitale permette di azzerare quelli di spedizione, distribuzione e gestione necessari con i carnet cartacei. E ci guadagna anche l’ambiente.

Busta paga

Per quel che riguarda i buoni pasto in busta paga, vengono riportati tra le voci solo in maniera figurativa in quanto, in generale, rientrano nei limiti minimi previsti dalla tassazione. I lavoratori li ritroveranno all’interno della sezione “voci variabili mensili”.

Questo vale fino a che non si supera la soglia di esenzione: fino a 4 euro al giorno per i buoni pasto cartacei, fino a 10 euro al giorno per i buoni pasto digitali (o elettronici). Quando si è superata la soglia, la quota eccedente diventa imponibile e compare in busta paga all’interno della sezione in cui vengono calcolate imposte e contributi.

Per esempio, se un buono pasto digitale (o elettronico) ha un valore facciale di 12 euro, solo la parte eccedente i 10 euro viene trattata come reddito imponibile.

Commissioni

Le commissioni sono i costi applicati nei rapporti tra società emettitrice, azienda cliente ed esercizio convenzionato.

Per gli esercizi convenzionati, la commissione è collegata allo sconto incondizionato riconosciuto alla società emettitrice; per l’azienda cliente, invece, può riguardare eventuali costi di servizio previsti dal contratto. Il beneficiario non sostiene queste commissioni quando utilizza il buono pasto: conta quindi il valore facciale disponibile.

Cumulo

Quando si parla di cumulo di buoni pasto o si chiede se i buoni pasto sono cumulabili, ci si riferisce alla possibilità di utilizzare più buoni pasto nella stessa transazione, entro i limiti previsti dalla normativa.
La normativa dei buoni pasto prevede che non si possano cumulare oltre il limite di 8 buoni pasto per singola transazione

Deducibilità

La deducibilità è la possibilità di sottrarre un costo dal reddito imponibile su cui si calcolano le imposte. Nel caso dei buoni pasto, la deducibilità riguarda chi li acquista: azienda, datore di lavoro o partita IVA.
Per le aziende, il costo dei buoni pasto è deducibile al 100%; per le partite IVA che li acquistano per sé stesse, la deducibilità è pari al 75% del costo sostenuto.
La deducibilità è un concetto diverso dalla detraibilità, che riguarda, invece, l’imposta da versare che approfondiremo nella prossima voce del glossario.

Detraibilità

La detraibilità è la possibilità di sottrarre una somma direttamente dall’imposta dovuta.
Per i buoni pasto, il concetto è legato all’IVA: le aziende possono beneficiare dell’IVA al 4% detraibile, mentre per le partite IVA, l’imposta sul valore aggiunto è detraibile al 10%

La differenza con la deducibilità è importante: la deducibilità riduce la base imponibile, la detraibilità riduce l’imposta. Per saperne di più, leggi la guida su deducibilità e detraibilità.

Diritto al buono pasto

Gli aventi diritto al buono pasto sono le persone che possono ricevere i buoni pasto in base alle regole aziendali, ai contratti o agli accordi applicati.

Il diritto al buono pasto non dipende quindi solo dalla normativa in merito, ma anche dalle scelte dell’azienda, dal CCNL, dagli accordi collettivi o da un regolamento interno. 

A ricevere i buoni pasto – quindi a utilizzarli – possono essere lavoratori dipendenti, collaboratori e, in alcuni casi, anche soggetti non titolari di un rapporto di lavoro subordinato.

Esercizio convenzionato

Un esercizio convenzionato o un partner della Rete, come la Rete Edenred, è un punto vendita o un’attività che accetta i buoni pasto all’interno della rete del soggetto emettitore.
Può trattarsi di bar, ristoranti, gastronomie, supermercati, negozi alimentari, punti vendita della GDO o, quando previsto, servizi per la spesa online e food delivery.

Grazie all’app Edenred o al portale Cerca locali è possibile trovare gli esercizi convenzionati in base alla zona in cui si trovano, al nome o alla categoria di appartenenza.

Fringe benefit

I fringe benefit sono beni o servizi che l’azienda riconosce ai lavoratori in aggiunta alla retribuzione, fringe, infatti, significa “accessori”.

Nel linguaggio comune i buoni pasto vengono spesso citati tra i benefit aziendali, ma hanno una disciplina fiscale specifica e soglie dedicate. Per questo non vanno confusi con la generalità dei fringe benefit, che seguono regole e soglie di esenzione diverse

Lavoratore subordinato

Il lavoratore subordinato è la persona che lavora alle dipendenze di un datore di lavoro e può ricevere i buoni pasto se previsti dall’azienda.
Il riconoscimento di tale benefit può dipendere dalla tipologia di contratto applicato, da un regolamento aziendale o da accordi interni.
In generale, il buono pasto è legato alla giornata lavorativa e alla pausa pranzo, ma le modalità possono cambiare in base all’organizzazione.

Normativa

La normativa sui buoni pasto comprende le regole che definiscono caratteristiche, utilizzo, trattamento fiscale e soglie di esenzione.

I riferimenti principali sono l’Allegato II.17 al D.lgs. 36/2023, che disciplina servizi sostitutivi di mensa, caratteristiche dei buoni pasto ed esercizi convenzionati, e l’art. 51, comma 2, lettera c), del TUIR, che regola il trattamento fiscale per il lavoratore. 

A queste si aggiunge la Legge di Bilancio 2026 che ha innalzato a 10 euro la soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici, lasciando a 4 euro quella dei buoni cartacei. 

Obbligatorietà

I buoni pasto non sono obbligatori per legge in modo generalizzato, ma possono diventarlo se previsti da contratti, accordi o policy aziendali.

La normativa disciplina come funzionano i buoni pasto, quali caratteristiche devono avere e quale trattamento fiscale si applica, ma non impone a tutte le aziende di riconoscerli. L’obbligo può nascere invece da un CCNL, da un accordo sindacale, da un regolamento interno o da una prassi aziendale consolidata.
Per questo, quando si parla di diritto al buono pasto, bisogna sempre verificare il contratto e le regole applicate in azienda.

Partita IVA

Chi ha una partita IVA può aacquistare buoni pasto per gestire le spese legate alla pausa pranzo e alle spese alimentari inerenti alla propria attività.
Per professionisti e lavoratori autonomi, i buoni pasto possono aiutare a organizzare meglio i costi sostenuti durante le giornate di lavoro e semplificare la gestione della contabilità.

Il trattamento fiscale è diverso da quello previsto per le aziende con dipendenti: come dicevamo, la deducibilità è del 75% e l’IVA è al 10% detraibile.
Per maggiori dettagli, leggi la guida sui buoni pasto per partita IVA.

Portale beneficiari

Il Portale Beneficiari di Edenred è la piattaforma online in cui chi riceve i buoni pasto può gestire alcune informazioni legate al proprio conto. A seconda del servizio attivo, permette di consultare saldo, movimenti, scadenze e altre informazioni utili per l’uso dei buoni. È uno strumento complementare all’app e aiuta a tenere sotto controllo la disponibilità dei buoni pasto.

POS Edenred

Il POS Edenred è il dispositivo che consente agli esercizi convenzionati di accettare i buoni pasto Ticket Restaurant® in formato elettronico o digitale.
Serve a registrare la transazione e a scalare il valore utilizzato dal saldo disponibile del beneficiario. In alcuni casi lo scontrino o il riepilogo della transazione possono fornire informazioni utili, come l’importo usato o la disponibilità residua.

Quota eccedente

La quota eccedente è la parte del valore del buono pasto che supera la soglia di esenzione fiscale e previdenziale. Se il valore del buono resta entro la soglia prevista – fino a 10 euro per i buoni pasto digitali ed elettronici, fino a 4 euro per i buoni pasto cartacei – non concorre a formare reddito da lavoro dipendente.

Se invece si supera la soglia esentasse prevista, solo la parte eccedente entra nel reddito imponibile e viene trattata fiscalmente in busta paga.

Rete di spendibilità

Con rete di spendibilità si indica l’insieme degli esercizi all’interno dei quali il beneficiario può usare i propri buoni pasto. La Rete Edenred conta più di 300 mila strutture convenzionate e i buoni pasto si possono usare in tutta Italia, sia nelle grandi città che nei centri più piccoli.
Per sapere quali sono le strutture che accettano i buoni pasto Ticket Restaurant®, consulta la guida su dove spendere i buoni pasto.

Servizio sostitutivo di mensa

Il servizio sostitutivo di mensa è una prestazione aziendale, regolata dalla normativa italiana, che permette alle persone di consumare il pasto al di fuori della sede di lavoro quando non è presente un’apposita mensa interna. Nel caso del buono pasto, questo può essere considerato un servizio sostitutivo di mensa.

In termini giuridici, infatti, il buono pasto non è denaro e non è uno strumento di pagamento generico: è un documento di legittimazione che dà diritto a ottenere un servizio legato al pasto.

Sconto incondizionato

Lo sconto incondizionato è la commissione che l’esercizio convenzionato riconosce alla società emettitrice del buono pasto. Riguarda esclusivamente il rapporto tra esercente e società emettitrice quindi non il beneficiario.

In pratica, se una persona usa un buono pasto da 10 euro, il valore disponibile per essa resta quello indicato sul buono; l’esercente riceve poi il rimborso secondo le condizioni contrattuali previste. È quindi una voce tecnica del contratto commerciale.

Smart working

Lo smart working, come dice la parola stessa, è quella tipologia di lavoro che può essere portata avanti senza vincoli legati al tempo e al luogo. Per quel che riguarda i buoni pasto in smart working, l’erogazione dipende dall’azienda. 

Il lavoro agile o smart working, infatti, non esclude automaticamente la possibilità di ricevere i buoni pasto ma è l’azienda a dover decidere, valutando le proprie regole interne, gli accordi applicati e l’organizzazione della pausa pranzo

 
 

Allo stesso tempo, è fondamentale evidenziare che l’assegnazione dei buoni pasto è svincolata dalle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa e dall’articolazione dell’orario di lavoro (confronta: risposta a interpello del 22 marzo 2021, n. 123).

Oltre al fatto che la normativa in materia di smart working o lavoro agile (Legge n. 81 del 22 maggio 2017) prevede che il lavoratore in smart working abbia gli stessi diritti di chi lavora in sede. 

Soglia di esenzione fiscale e previdenziale

La soglia di esenzione fiscale e previdenziale è l’importo entro cui il buono pasto non concorre al reddito da lavoro del dipendente, quindi non finisce tra le voci da tassare in busta paga.
Per il 2026, la soglia è fino a 10 euro al giorno per i buoni pasto elettronici e fino a 4 euro al giorno per i buoni pasto cartacei. Se il valore del buono supera questi importi, la quota eccedente concorre alla formazione del reddito.

Ticket Restaurant®

Ticket Restaurant® è il buono pasto Edenred pensato per la pausa pranzo, la spesa alimentare e l’utilizzo presso la rete convenzionata.

Può essere disponibile in diversi formati, in base alle esigenze dell’azienda, della partita IVA o del beneficiario. Il nome identifica esclusivamente il prodotto Edenred, mentre “buoni pasto” è il termine generico usato per indicare questa categoria di strumenti.

Valore facciale o taglio

Il valore facciale, detto anche taglio, è l’importo nominale indicato sul buono pasto e disponibile per la spesa. È il valore che il beneficiario può utilizzare presso gli esercizi convenzionati, entro le condizioni previste.
L’azienda può scegliere il taglio in base alla propria policy e agli obiettivi di gestione del benefit. Per valutare il valore più adatto, è utile considerare anche la soglia di esenzione fiscale. 

Welfare aziendale

Il welfare aziendale è l’insieme di beni, servizi e iniziative che l’azienda mette a disposizione delle persone per sostenere benessere, lavoro e vita quotidiana.
I buoni pasto rientrano tra gli strumenti più utilizzati dalle aziende perché rispondono a un bisogno concreto e ricorrente: la pausa pranzo. Allo stesso tempo, hanno regole fiscali specifiche e non vanno confusi con tutte le altre misure di welfare. 

Capire le parole dei buoni pasto aiuta a scegliere, usare e gestire meglio questo benefit. Vuoi saperne di più su questi benefit e capire quale soluzione è più adatta alle tue esigenze?

Richiedi maggiori informazioni

Un consulente ti contatterà al più presto gratis e senza impegno